Flash Macro Daily

Flash: Francia. La produzione industriale a novembre è attesa avanzare

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Francia. La produzione industriale a novembre è attesa avanzare dell’1,1% m/m da 1,9% m/m. Le principali indagini di fiducia avevo indicato un apprezzabile aumento dell’attività nel mese. Il contributo della produzione energetica dovrebbe essere stato positivo dato il calo delle temperature rispetto a ottobre. La variazione annua passerebbe a 3,7% da 5,5% lasciando la produzione in rotta per un aumento di 3,1% t/t da 0,7% t/t. Il comparto industriale è atteso dare un deciso contributo alla formazione del PIL in chiusura d’anno.

Ieri sui mercati

La giornata di ieri si è caratterizzata per un netto e diffuso rimbalzo dei rendimenti dei titoli di stato, con un aumento delle pendenze delle curve piuttosto marcato per gli UST e per i BTP (che hanno sofferto sulle scadenze lunghe anche per attese che possa essere lanciato via sindacato un titolo a 20 anni). L’allargamento dei differenziali con la Germania è comunque modesto. Seduta positiva per gli indici azionari europei. Euro stabile contro dollaro intorno a 1,193 dopo il calo della mattina di ieri. Dollaro in arretramento contro yen a 112,2.

Italia. Il tasso di disoccupazione è calato di un decimo all’11% a novembre, ai minimi da settembre del 2012. Inoltre il dettaglio è positivo in quanto: 1) il calo dei senza lavoro si accompagna a un aumento degli occupati e a una diminuzione degli inattivi; 2) la creazione di posti di lavoro non è limitata all’occupazione temporanea e alle classi di età più anziane. In sintesi, il dato conferma che la disoccupazione mantiene un trend in calo, sia pur lento, in coerenza con le indicazioni più che confortanti sul mercato del lavoro giunte di recente dalle indagini di fiducia sia delle imprese che delle famiglie. Stimiamo una media del tasso dei senza-lavoro quest’anno al 10,7%, in calo dall’11,3% del 2017.

Area euro. Il tasso di disoccupazione è calato da 8,8% a 8,7% nel novembre 2017.

Stati Uniti. La scadenza della legge di spesa (20 gennaio) si avvicina e le discussioni in Congresso puntano a un’estensione per due anni con significativi aumenti delle uscite del Tesoro, che potrebbero portare il deficit/PIL verso e oltre il 5% nel 2018-19.

Giappone. La BoJ ha ridotto di 10 mld di yen ciascuno i riacquisti di JGB con scadenza fra 10 e 25 anni e oltre i 25 anni. La reazione all’annuncio è stata modesta sul mercato giapponese, ma marcata sui mercati valutari e su quelli obbligazionari esteri. E’ possibile che nel corso del 2018 la BoJ prosegua con caute correzioni degli acquisti sul tratto super-lungo, pur mantenendo l’obiettivo di tassi a zero per il rendimento a 10 anni. Per ora non ci sono indicazioni di inversione di tendenza sulla strategia di politica monetaria giapponese.

Fonte: BondWorld.it


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