Flash Macro Daily

Flash: Francia. La spesa per consumi a maggio potrebbe avanzare di 0,3%

Da seguire Germania Le vendite al dettaglio sono cresciute di 0,5% m/m a maggio più che recuperando il calo del mese precedente………


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Il dato lascia le vendite in rotta per un incremento di 0,9% t/t a giugno.

Francia. La spesa per consumi a maggio potrebbe avanzare di 0,3% m/m dopo il +0,5% m/m di aprile. I dati sulle immatricolazioni lasciano pensare a una crescita delle vendite di auto nel mese. Il morale delle famiglie era migliorato a maggio. Se confermato, la variazione annua passerebbe a 0,6% da -0,5%, lasciando le vendite al dettaglio in rotta per un aumento di 0,3% t/t nel trimestre in corso da -0,4% t/t di marzo. La dinamica annua dei primi mesi del 2017 è in rallentamento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Francia. La stima flash dovrebbe indicare che i prezzi al consumo a giugno sono calati di un decimo sull’indice nazionale ma invece aumentati di un decimo su quello armonizzato dopo essere rimasti fermi a maggio su entrambe le misure. Questo dovrebbe portare l’inflazione a rallentare di due decimi a 0,6% da 0,8% sull’indice nazionale ma a rimanere ferma a 0,9% su quello armonizzato. Giugno potrebbe rappresentare il minimo annuo per l’inflazione francese, che dovrebbe modestamente risalire dall’estate in poi.

Germania. Il tasso di disoccupazione dovrebbe aver toccato il minimo al 5,7%. L’afflusso di forza lavoro immigrata da altri paesi UE (in particolare Est Europa) che recentemente ha soddisfatto la domanda di lavoro, è atteso rallentare secondo le stime della Bundesbank. Di riflesso, non escludiamo che il tasso di disoccupazione possa aumentare dai nuovi minimi toccati questa primavera.

Area euro. L’inflazione è attesa calare all’1,3% a giugno da un precedente 1,4% causa la frenata del capitolo energia sulla scia dell’andamento del prezzo del greggio. I rischi dopo i dati tedeschi di ieri sono verso l’alto (v. sotto). I prezzi core sono attesi in aumento di un decimo sul mese più forti dell’usale stagionalità del mese a causa di pressioni dal capitolo servizi ricreativi. L’inflazione core potrebbe aumentare di un decimo all’1,1%.  L’inflazione risalirà verso l’1,4% a fine estate su spinta dei prezzi interni ma tornerà verso l’1,1% a fine anno. Solo nel 2018 dovrebbe vedersi un aumento più stabile dell’inflazione core verso l’1,4%, l’andamento del prezzo del greggio rappresenta un rischio verso il basso per le nostre stime.

Stati Uniti. La spesa personale a maggio è prevista in aumento di 0,1% m/m, dopo 0,4% m/m di aprile. Il reddito personale dovrebbe essere in rialzo di 0,3% m/m, dopo +0,4% m/m ad aprile, e confermare il trend moderato del reddito da lavoro. Il tasso di risparmio dovrebbe aumentare a 5,5% da 5,3% di aprile. Il deflatore dei consumi è previsto in calo di -0,1% m/m (1,5% a/a), frenato soprattutto dai prezzi energetici. Il deflatore core dovrebbe essere invariato su base mensile (1,4% a/a), con qualche rischio verso l’alto per un possibile 0,1% m/m, dopo 0,2% m/m di aprile. I dati dovrebbero confermare il segnale di debolezza della dinamica dei prezzi core visto con il CPI. I dati di inflazione nei mesi estivi saranno rilevanti per determinare i tempi del prossimo rialzo del tasso dei Fed funds.

Stati Uniti. La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a giugno (stima finale) dovrebbe essere poco variata a 95 da 94,5.

Giappone. Il tasso di disoccupazione a maggio risale a 3,1% da 2,8% di aprile, mentre il jobs to applicant ratio continua a salire (a 1,49 da 1,48). I dati, nonostante il rialzo del tasso di disoccupazione confermano che il mercato del lavoro è ormai in fase di eccesso di domanda, alla luce del continuo aumento delle posizioni aperte.

Giappone. Il CPI a maggio aumenta di 0,4% a/a, come ad aprile. Al netto degli alimentari freschi, l’indice è in rialzo di 0,4% m/m da 0,3% m/m di maggio, grazie al contributo positivo dell’energia, mentre il CPI al netto di alimentari ed energia rimane stabile su base annua, in linea con il risultato del mese precedente. Il trend dell’inflazione resta debole, nonostante la chiusura dell’output gap. E’ probabile che la BoJ debba rivedere verso il basso le proprie proiezioni per i prezzi. La debolezza dell’inflazione indurrà la Banca centrale a mantenere la stance super espansiva attuale ancora a lungo.

Giappone. La produzione industriale a maggio (stima preliminare) cala di -3,3% m/m, dopo +4% m/m di aprile. L’indagine del METI prevede un aumento di 2,8% m/m a giugno seguito da una correzione di -0,1% m//m a luglio. Con queste proiezioni, la variazione trimestrale dell’output sarebbe di +2,5% t/t rispetto al 1° trimestre, che aveva registrato un rialzo di 0,2% t/t sul trimestre precedente. Anche i dati di produzione vanno letti nel contesto generalemtn3e positivo del ciclo giapponese e restano in linea con un trend espansivo solido.

Ieri sui mercati

Il movimento di rialzo e irripidimento delle curve europee è ripreso con violenza ieri, nella misura di +2pb sulla scadenza biennale (bloccata dalla prospettiva di tassi ufficiali fermi per molto tempo) e di 9pb su quella decennale. Il BTP decennale ha allargato di 3pb sul Bund di pari scadenza, penalizzato anche dall’offerta in arrivo oggi. Poco meglio ha fatto il debito spagnolo. Il cambio euro/dollaro si è mosso coerentemente ai differenziali di tasso, collocandosi stabilmente in area 1,14. L’euro si sta apprezzando anche contro franco svizzero e yen. I movimenti sono associati a una ripresa delle aspettative di rialzo dei tassi ufficiali, con la scadenza di dicembre 2018 dell’Euribor 3 mesi future che si è mossa di 9pb negli ultimi giorni. Il rialzo delle curve dei tassi e l’apprezzamento del cambio stanno penalizzando i mercati azionari europei: l’indice EuroStoxx50 ha ceduto ieri ben l’1,8%, e poco meno ha perso il FTSE MIB..

Area euro. Contrariamente alle attese per una stabilizzazione, l’indice fiducia economica elaborato dalla Commissione europea (ESI) è ulteriormente migliorato a giugno a 111,1 da 109,2 . La disaggregazione per settore mostra un miglioramento diffuso di morale in tutti i settori.

Area euro. Weidmann, presidente della Deutsche Bundesbank, ha dichiarato che una politica monetaria espansiva è appropriata in questa fase ma che si può essere in disaccordo sul grado di stimolo monetario.

Spagna. La Banca di Spagna ha diffuso la previsione per la crescita del PIL nei mesi primaverili. Stando alle indicazioni il PIL è accelerato ancora a 0,9% t/t da un precedente 0,8% t/t.

Germania. I dati preliminari per giugno dai Laender tedeschi sono coerenti con un aumento dei prezzi al consumo di 0,2% m/m a giugno, mentre le stime erano per una lettura invariata.

Spagna, i prezzi al consumo sono rimasti invariati sul mese, secondo la stima flash dell’INE e l’inflazione è calata a 1,6% da un precedente 2,0% sulla misura armonizzato e all’1,5% da 1,9% su quella nazionale.

Francia. La Corte dei Conti ha avvertito che senza ulteriori manovre correttive il deficit quest’anno e il prossimo rimarrà al di sopra del 3%.

Stati Uniti. La terza stima del PIL del 1° trimestre registra una revisione verso l’alto, con una crescita di 1,4% t/t ann. da 1,2% t/t ann. della seconda stima. Il 2° trimestre dovrebbe vedere una rotazione dei contributi alla crescita, dagli investimenti fissi ai consumi e un contributo positivo delle scorte; la stima nowcasting dell’Atlanta Fed è di 2,9% t/t ann.

Stati Uniti. Il CBO stima che il Tesoro esaurisca le misure per aggirare il limite del debito fra inizio e metà ottobre, sottolineando l’incertezza di tale previsione. Il CBO ha anche pubblicato una stima delle spese per Medicaid previste dalla versione della riforma sanitaria in discussione al Senato (Better Care Reconciliation Act, BCRA). La spesa per Medicaid con BCRA sarebbe inferiore del 26% nel 2026 e del 35% nel 2036 rispetto a quella prevista dalla legislazione vigente. Queste stime renderanno ancora più difficile trovare un consenso sul BCRA al Senato, visto la forte correzione della spesa a sfavore delle classi di reddito più basse.

Fonte: BondWorld.it


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