Da seguire: Area Euro Inizia la tornata di diffusione delle stime flash sul PIL nel 2° trimestre………
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In Francia, il PIL è cresciuto per il terzo trimestre consecutivo di 0,5% t/t. Il principale contributo è venuto dal commercio con l’estero (+0,8%), grazie a un’impennata dell’export (+3,1%) a fronte di un import poco variato (+0,2%). La domanda domestica ha comunque contribuito (0,4%), grazie all’accelerazione dei consumi delle famiglie (0,3% da 0,1% precedente), mentre gli investimenti delle imprese sono rallentati (0,5% da 2,1%). Le scorte hanno sottratto ben sei decimi al PIL. In mattinata sarà anche diffusa la stima preliminare relativa alla Spagna, vista accelerare a 0,9% da 0,8% t/t (3,1% da 3,0% a/a). La crescita dovrebbe essere sostenuta sia dal commercio estero che dalla domanda interna e in particolare dall’accelerazione degli investimenti; si dovrebbe co me in Francia registrare anche un recupero della spesa delle famiglie. In media annua la crescita del PIL in Francia è vista all’1,6% dall’1,1% del 2016. In Spagna, la nostra previsione per il 2017 è di crescita del 3,0% dal 3,2% dello scorso anno.
Francia. La spesa per consumi è attesa correggere parte degli aumenti dei due mesi precedenti a giugno. Ci aspettiamo un calo di 0,2%m/m, spiegato in particolare dall’andamento die durevoli e auto. Sul trimestre, le vendite sono cresciute di 0,7% t/t in netto recupero dal -0,4% t/t dei mesi invernali.
Inflazione. Le stime preliminari dovrebbero mostrare un calo dell’inflazione in Germania a 1,3% da un precedente 1,5% sulla misura armonizzata e a 1,5% da 1,6% su quella nazionale. Sul mese i prezzi sono visti in aumento di 0,3%m/m sulla misura nazionale e di 0,2%m/m su quella armonizzata, la dinamica mensile positiva dovrebbe essere compensata dal calo dei prezzi energetici in euro, inoltre l’aumento anomalo dei prezzi dei servizi ricreativi a giugno potrebbe rientrare. In Spagna l’inflazione è vista calare a 1,4% dall’1,5% (1,5% da 1,6% sulla misura armonizzata), per effetto del calo dei prezzi energetici ma anche dei prezzi interni, mentre l’inflazione core è vista stabile all’1,2%. In Francia, l’inflazione è attesa risalire a 0,7% da 0,6% sulla misura nazionale ma calare di un decimo a 0,7% su quella armonizzata. Da agosto l’inflazione dovrebbe tornare a salire brevemente nella maggior parte dei paesi area euro su spinta di effetti statistici che poi rientreranno in autunno.
Eurozona. L’indice di fiducia economica elaborato dalla Commissione UE dovrebbe tornare indietro a luglio a 110,6 da 111,1, su di una moderazione della fiducia presso le imprese manifatturiere a 4 da 4,5 e di servizi a 13 da 13,4, ma anche nel commercio al dettaglio e costruzioni. L’indice della Commissione rimarrebbe comunque su livelli coerenti con una crescita del PIL Eurozona tra 0,6% t/t e 0,7% nei mesi estivi, dallo 0,7% t/t per il 2° trimestre.
Stati Uniti
La stima advance del PIL del 2° trimestre dovrebbe registrare una crescita di 2,7% t/t ann., dopo 1,4% t/t ann. del 1°. I dati dovrebbero mostrare una rotazione dei contributi alla crescita rispetto a quanto visto a inizio anno. Nel 2° trimestre ci dovrebbe essere una riaccelerazione dei consumi (intorno al 3% t/t ann.), che erano stati deboli nel 1°, e una ricostituzione delle scorte che avevano sottratto 1,1pp alla crescita invernale; invece gli investimenti fissi, che avevano fatto la parte del leone nel 1° trimestre, in primavera dovrebbero rallentare sia per quanto riguarda la componente non residenziale, da 10,4% t/t ann., sia sul fronte dell’edilizia residenziale, che potrebbe addirittura essere in marginale calo, dopo 13% t/t ann. Il canale estero dovrebbe contribuire in misura marginalmente negativa alla crescita, dopo aver dato un contributo positivo di +0,8pp nel 1° trimestre. La stima nowcasting dell’Atlanta Fed prevede una crescita del PIL di 2,5% t/t ann.
L’Employment Cost Index nel 2° trimestre dovrebbe rallentare a +0,6% t/t dopo l’accelerazione vista nel 1° trimestre a +0,8% t/t. Nella primavera i salari hanno segnato un rallentamento che si dovrebbe trasferire sulla componente retributiva dell’ECI. Tuttavia la variazione annua dovrebbe aumentare a 2,3% a/a da 2,1% di inizio anno, tornando sul livello dell’estate 2016.
La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a luglio dovrebbe stabilizzarsi a 93,4 da 93,1 della stima preliminare. I dati più importanti dell’indagine in questo periodo sono le aspettative di inflazione, che nella prima lettura di luglio sono aumentate di 1 decimo sia sull’orizzonte a 1 anno (2,7%) sia su quello a 5-10 anni (2,6%).
Ieri sui mercati
Chiusura negativa ieri sera per S&P e Nasdaq, trascinati al ribasso dalle compagnie tecnologiche. Il dollaro ieri ha visto un parziale recupero dopo il forte apprezzamento post-FOMC, e quota oggi poco sotto 1,17. Petrolio in lieve calo oggi ma che resta in prossimità dei massimi da otto settimane dopo i dati sulle riserve negli Usa. Treasuries in lieve risalita stamane dopo il calo di ieri dovuto soprattutto all’aumento dell’offerta. I Btp si sono mossi in positivo ieri, ancora sulla scia del tono positivo post-FOMC e in un contesto in cui l’offerta non è giudicata particolarmente pesante, e ripartono oggi da un rendimento di 2,09% e da uno spread di 157 punti-base. Intanto prosegue la tornata d’aste di fine mese con l’offerta del nuovo Btp a 5 anni agosto 2022 cedola 0,90% e la riapertura del Btp 10 anni agosto 2027 e del Ccteu ottobre 2024, per un’offerta complessiva fino a 7,75 miliardi.
Area euro. La dinamica di M3 è rimasta invariata al 5% a giugno. I prestiti alle famiglie sono risultati stabili al 2,6%, quelli alle imprese non finanziarie sono rallentati al 2,1% dal 2,4% precedente.
Italia. Il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di conversione in legge del decreto sulle banche venete, sul quale il governo aveva posto la questione di fiducia. I voti favorevoli sono stati 148 contro 91 contrari. Il provvedimento, già approvato dalla Camera, è perciò diventato legge.
Stati Uniti. Gli ordini di beni durevoli a giugno (secondo la stima preliminare) sono saliti di ben +6,5% m/m, dopo la flessione di un decimo a maggio. L’incremento è trainato dal comparto dall’aeronautica civile (+131% m/m): al netto dei trasporti il rialzo è stato assai più moderato (+0,2% da +0,6% m/m precedente). Gli ordini di beni capitali al netto di difesa e aerei sono anzi scesi di un decimo (da +0,7% m/m di maggio, rivisto al rialzo). Le consegne di beni capitali al netto di difesa e aerei (l’aggregato maggiormente correlato con gli investimenti di contabilità nazionale) ha fatto segnare un aumento di +0,2% m/m (da 0,4% precedete) e di 4,2% t/t (in rallentamento dal 7% del trimestre precedente). I dati sono coerenti con la nostra idea di investimenti privati non residenziali ancora in crescita nel trimestre primaverile, ma a ritmi meno vivaci di quelli visti a inizio anno (nostra stima: 4,4% da 10,4% t/t precedente).
Fonte: BondWorld.it
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