Flash: Francia. La spesa per consumi potrebbe tornare a crescere

Da seguire: I dati giapponesi della notte hanno mostrato una produzione industriale in crescita anche a ottobre (+0,5% m/m), sebbene meno del previsto, e un aumento del PMI manifatturiero a 55,1. In aumento, in linea con le attese, l’inflazione al netto degli alimentari freschi….


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Area Euro

Francia. La spesa per consumi potrebbe tornare a crescere di 0,3% m/m a ottobre dopo essere calata per due mesi consecutivi (-0,1% m/m a settembre e -0,2% m/m ad agosto). Le vendite di auto dovrebbero rimanere pressoché invariate stando alle indicazioni delle immatricolazioni. Se confermato, il dato lascerebbe le vendite in rotta per un aumento di 0,4% t/t nel 4° trimestre dopo il -0,1% t/t di settembre. La spesa per consumi francese continua a crescere sotto il trend. 

Area euro. La stima preliminare potrebbe mostrare l’inflazione headline in risalita a 0,9% a novembre, da un precedente 0,7%. Abbiamo rivisto la nostra stima dopo la sorpresa sui dati tedeschi (spiegata da un forte aumento del costo dei servizi ricreativi) e spagnoli (rispetto alla nostra previsione). Sul mese, i prezzi al consumo dovrebbero essere calati di 0,1% m/m per un’ulteriore frenata delle componenti volatili. L’inflazione core potrebbe rimanere invariata a 0,8%. Nelle nostre stime più recenti l’inflazione area euro è attesa rimanere al di sotto dell’1,0% fino ad aprile 2014 ed aggirarsi in media all’1,2% dal +1,3% stimato per l’anno in corso.

Area euro. Il tasso di disoccupazione è atteso stabile a 12,2% per il terzo mese consecutivo a ottobre; si tratta di un massimo dall’inizio dell’unione monetaria. Con una ripresa solo molto graduale, il tasso di disoccupazione farà fatica ad invertire tendenza almeno fino alla seconda metà del 2014.

Italia. I prezzi al consumo (stima preliminare) dovrebbero essere calati di un decimo a novembre sia sulla misura nazionale (da -0,2% m/m di ottobre) che in base all’indice armonizzato (da +0,1% m/m). Sulla dinamica mensile dovrebbero aver influito i cali sia dei prezzi core che di quelli dell’energia, che dovrebbero più che contrastare l’effetto del rialzo dell’IVA. L’inflazione è attesa passare a 0,9% dopo 0,8% di ottobre su entrambe le misure. Il CPI potrebbe rimanere in un intorno dell’1% fino alla primavera.

Ieri sui mercati

S&P ha annunciato il declassamento dell’Olanda da AAA ad AA+ e la revisione dell’outlook per la Spagna da ‘negativo’ a ‘stabile’, mantenendo il rating a BBB-. Il miglioramento dell’outlook per la Spagna riflette il miglioramento delle prospettive di crescita e la stabilizzazione di altre metriche di credito, anche per le politiche di sostegno dell’Eurozona. Il peggioramento delle prospettive di crescita ha giustificato invece il declassamento dell’Olanda.

Soddisfacente il collocamento della nuova tranche da 2,5 miliardi del BTP decennale 03/2024, piazzata al 4,01% con domanda 1,53x l’offerta. Nessuna domanda, invece, al collocamento supplementare dei BOT semestrali. Marginali le variazioni sul mercato secondario. L’euro rimane sostenuto sui mercati valutari: il cambio con il dollaro si è affacciato nuovamente in area 1,36, molto vicino ai massimi recenti, mentre quello con lo yen ha segnato nuovi massimi pluriennali.

Area Euro

Spagna. La stima preliminare mostra l’inflazione in aumento 0,2% a/a da un precedente -0,1% a/a sulla misura nazionale e a 0,3% a/a da zero sull’indice armonizzato.

Germania. I prezzi al consumo sono cresciuti di 0,2% m/m, un decimo più delle stime di Consenso. Di riflesso l’inflazione è salita di un decimo a 1,3% sulla misura nazionale. Sull’indice armonizzato i prezzi al consumo sono cresciuti di 0,2% m/m mentre il consenso era per un calo di 0,1%m/m e l’inflazione è risalita a 1,6% da un precedente 1,2.

Spagna. La seconda stima per i mesi estivi conferma che il PIL spagnolo è tornato a crescere +0,1% t/t, dopo nove trimestri in calo. Su base annua la crescita passa da -1,6% a -1,1%. La domanda interna è tornata ad apportare un contributo positivo alla crescita, mentre le esportazioni nette tornano a pesare sulla crescita per 0,2%. Se le importazioni dovessero continuare a crescere più delle esportazioni anche nei prossimi mesi, il processo di ribilanciamento degli squilibri con l’estero potrebbe rallentare. Sorprende inoltre che con una disoccupazione al di sopra del 26% e solo in marginale calo rispetto al picco di marzo, una dinamica salariale in rallentamento e la restrizione fiscale in atto, la spesa delle famiglie sia già ripartita in estate. Ci aspettiamo che l’economia spagnola cresca di 0,5% nel 2014 dopo cinque anni in recessione.

La dinamica di M3 ha sorpreso ancora verso il basso a ottobre rallentando a 1,4% a/a da un precedente 2,0% (rivisto al ribasso da +2,1%). Tra le controparti di M3, il credito al settore privato è rallentato ulteriormente a -1,4% da un precedente -1,2%, ancora una volta per effetto di un calo più marcato dei prestiti alle imprese -2,1% da un precedente -2,0%.

Germania. In linea con le attese, il tasso di disoccupazione è rimasto invariato a 6,9%.

Italia. La fiducia delle imprese manifatturiere è salita più del previsto a novembre, a 98,1 da 97,4 di ottobre. Si tratta del settimo mese consecutivo di aumento. Le imprese sono meno pessimiste riguardo all’evoluzione corrente di ordini e produzione e circa le prospettive per l’economia e per l’occupazione, e più ottimiste in merito alle attese su output e ordinativi. Il miglioramento del morale è diffuso a tutti i principali macrosettori e alle principali macroaree geografiche. La fiducia delle imprese è migliorata non solo nell’industria ma anche nei servizi di mercato e nel commercio al dettaglio; unica eccezione è il settore delle costruzioni, dove peraltro (così come nei servizi) il trend di ripresa degli ultimi mesi appare ancora molto fragile e soggetto a rischi. In ogni caso, l’indicatore sintetico di fiducia delle imprese calcolato da Istat è salito a 83,2 a novembre da 79,9 di ottobre (ai massimi dal luglio del 2012). In sintesi, il dato è coerente con il ritorno a una (sia pur modesta) crescita su base congiunturale sia per la produzione industriale che per il PIL nel trimestre corrente.

 


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