Da seguire: Area euro: – Riunione dell’Eurogruppo, seguita da una conferenza stampa serale e, martedì 18, dalla riunione Ecofin….
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– Aste – Francia, Olanda e Germania collocano carta a breve termine.
Stati Uniti
– L’indice Empire della New York Fed a gennaio dovrebbe mostrare un miglioramento, salendo a 14 da 10,57 di dicembre. L’indagine mantiene un inusuale gap con l’ISM, che dovrebbe gradualmente chiudersi con un trend di rialzo più rapido per l’indice di New York, mentre l’ISM dovrebbe essere poco variato sui livelli elevati attuali. Il Beige Book riporta ulteriore miglioramento nel distretto di New York e “ottimismo diffuso” sullo scenario di breve termine, con dati più positivi del previsto per le vendite della stagione natalizia. L’indagine dovrebbe registrare ulteriore pressione verso l’alto sui prezzi pagati.
I market mover della settimana
Dopo le riunioni di Eurogruppo ed Ecofin l’attenzione nell’area euro si sposterà sugli indici di fiducia per l’economia tedesca (ZEW e IFO) relativi al mese di gennaio, che potrebbero mostrare un ulteriore miglioramento del morale per la maggiore economia dell’area euro. In Italia, ordini all’industria e fatturato industriale potrebbero registrare un aumento a novembre, concordemente con quanto osservato per la produzione industriale.
La settimana non è particolarmente ricca di dati negli Stati Uniti. Le prime indagini del settore manifatturiero di gennaio dovrebbero confermare il sentiero di espansione, su livelli analoghi o poco superiori a quelli di fine 2010. I dati del settore immobiliare (cantieri, licenze, vendite di case esistenti) a dicembre dovrebbero dare nuovi segnali di stabilizzazione.
Venerdì sui mercati
I mercati azionari venerdì hanno chiuso in territorio marginalmente positivo, dopo le indicazioni miste dei dati macroeconomici americani. I mercati obbligazionari sono stati volatili, con rialzi in giornata su indicazioni positive delle vendite e della produzione industriale, ma in calo a fine giornata alla luce della correzione della fiducia delle famiglie e in aspettativa della chiusura dei mercati americani di oggi. La stampa (WSJ e Washington Post) riporta dichiarazioni del presidente cinese Hu che sottolinea l’importanza della cooperazione fra Cina e Stati Uniti, ma afferma che l’attuale sistema valutario mondiale, dominato dal dollaro, è “un prodotto del passato”. In settimana il Presidente cinese incontrerà il presidente Obama a Washington. Nelle dichiarazioni di Hu non appare nessun segnale di apertura sull’apprezzamento dello yuan, e si critica la politica monetaria della Fed per gli effetti destabilizzanti sulla liquidità internazionale. Nell’Eurozona, spread sovrani stabili dopo il netto ribasso precedente, che li ha riavvicinati alle medie degli ultimi mesi.
Area Euro
La seconda lettura dell’inflazione nell’area euro ha confermato l’accelerazione a 2,2% a/a a dicembre da un precedente 1,9% a/a. Sul mese i prezzi sono cresciuti di 0,6% m/m dopo lo 0,1%m/m di novembre. Anche nei prossimi mesi l’inflazione rimarrà superiore al 2%, e anzi potrebbe salire ulteriormente, per calare solo più avanti nel corso dell’anno. Aumenta il rischio che la media 2011 risulti superiore il target BCE.
A novembre , la bilancia commerciale dell’area euro (destagionalizzata) ha registrato un deficit di 1,9 miliardi dopo l’attivo di 3,5 miliardi di ottobre.
Italia. I prezzi al consumo sono cresciuti dello 0,4% m/m a dicembre, per un’inflazione annua all’1,9% secondo l’indice NIC e al 2,1% in base all’armonizzato Ue (il dato nazionale ha confermato la prima stima, l’armonizzato ha visto una revisione al rialzo di un decimo). L’inflazione è destinata a salire ulteriormente nei prossimi due mesi, per scendere solo più avanti nel corso dell’anno.
Italia. I dati complessivi sul commercio con l’estero mostrano un ampliamento del disavanzo a novembre, a -3,382 miliardi (da -2,009 precedente).
Stati Uniti
Il CPI a dicembre aumenta di 0,5% m/m, 1,5% a/a (consenso: 0,4% m/m); il core cresce di 0,1% m/m, 0,8% a/a, come atteso. Gran parte dell’aumento deriva dall’energia (peso: 8,6%, +4,6% m/m, con la benzina in aumento di 8,5% m/m).
Le vendite al dettaglio aumentano a dicembre di 0,6% m/m; al netto delle auto le vendite aumentano di 0,5% m/m, e il dato di novembre è rivisto verso il basso a 1% m/m (da 1,2% m/m). Le vendite al netto di auto, benzina e materiali da costruzione crescono di un modesto +0,2% m/m, dopo 4 mesi di aumenti molto sostenuti (media: +0,7% mensile). I dati restano coerenti con una significativa accelerazione dei consumi nel 4° trimestre.
La produzione industriale a dicembre aumenta più del previsto, +0,8% m/m, +5,9% a/a (consenso: +0,4% m/m). L’indice torna così sui livelli di luglio 2008, ancora ben al di sotto dei picchi dell’estate 2007. Il dato di novembre è rivisto verso il basso a +0,3% m/m, da +0,4% m/m. L’utilizzo della capacità produttiva aumenta a 76%, il massimo da agosto 2008 e sempre sotto la media di lungo termine (77,3%). I dati sono positivi confermano l’accelerazione della crescita nella parte finale del 2010.
La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan (prel. gennaio) scende a 72,7 da 74,5 di dicembre. In calo le condizioni correnti a 79,7 da 85,3; la componente aspettative aumenta modestamente a 68,2 da 67,5. Il livello complessivo dell’indice rimane comunque al di sopra dei minimi recenti visti nell’estate 2010. I dati confermano che se c’è un trend verso l’alto nella fiducia, è molto moderato. Le aspettative di inflazione a un anno aumentano a 3,3% da 3% (seguendo la reazione standard ai rialzi
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Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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