Flash: Germania. A gennaio, l’indice IFO è atteso salire

Da seguire: Area euro. L’Eurogruppo discuterà la fine dei programmi di aiuto a Spagna e Irlanda, nonché di un possibile ritorno a breve della Troika in Grecia…..


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Germania. A gennaio, l’indice IFO è atteso salire a 109,9 da un precedente 109,5, sostenuto da un miglioramento delle condizioni di domanda in particolare dall’estero in linea con le indicazioni dai PMI. L’indice sulla situazione corrente dovrebbe recuperare il calo del mese precedente e tornare a 112,2, livello di novembre scorso. L’indice sulle attese è visto migliorare di quattro decimi a 107,8, meno del mese precedente. L’indice IFO rimane ampiamente al di sopra della media di lungo termine e indica un’accelerazione dell’economia tedesca a inizio 2014.

Stati Uniti

Le vendite di nuove case a dicembre sono previste in aumento a 470 mila da 464 mila di novembre. Le indicazioni dell’indagine dei costruttori di dicembre segnalavano un incremento delle vendite correnti rispetto a novembre. Un possibile freno alle vendite potrebbe essere legato al clima avverso di dicembre. Complessivamente, grazie anche alla recente moderazione dei rialzi dei prezzi, le vendite dovrebbero riaccelerare nel 2014, dopo la pausa vista nel 3° trimestre 2013.

I market mover della settimana

Nell’Eurozona l’indagine della Commissione UE (atteso a 101) dovrebbe confermare che la ripresa sta prendendo piede nell’Eurozona grazie all’accelerazione dell’industria tedesca. Indicazioni positive dovrebbero venire anche dall’indice Istat di fiducia presso le imprese italiane. Le prime stime da Spagna e Belgio dovrebbero segnalare tassi di crescita del PIL rispettivamente di 0,3% t/t e +0,2% t/t a fine 2013. L’inflazione è vista in calo di un decimo a gennaio all’1,3% in Germania, e di quattro decimi in Spagna a 0,0%, ma l’inflazione area euro dovrebbe essere invariata a 0,8%. La dinamica di M3 è vista in lieve recupero all’1,7% a/a, da un precedente 1,5% a/a. L’indagine sulle condizioni al credito dovrebbe mostrare un ulteriore alleggerimento delle condizioni praticate; è possibile che si comincino ad avere segnali sul lato della domanda di credito da parte delle imprese.

La settimana è densa di dati ed eventi negli Stati Uniti. Il focus sarà sulla riunione del FOMC, che dovrebbe segnalare il proseguimento del processo di riduzione degli acquisti di titoli annunciato a dicembre e confermare uno scenario positivo per l’economia e il mercato del lavoro. Fra i dati in uscita, il PIL del 4° trimestre dovrebbe registrare una crescita solida, grazie soprattutto a consumi privati e canale estero. A gennaio, gli indici di fiducia dei consumatori dovrebbero risalire dopo la modesta correzione di dicembre; il Chicago PMI è previsto in modesto calo da livelli ancora molto elevati. A dicembre, le vendite di case nuove dovrebbero essere in moderato aumento; reddito e spesa personale sono attesi in crescita circa nulla in termini reali, dopo due mesi solidi.

Venerdì sui mercati

La settimana si è chiusa con un netto calo degli indici azionari mondiali, superiore al 2% su tutte le maggiori piazze. Persistono le tensioni sui mercati emergenti: in Argentina, il cambio con il dollaro ha chiuso la settimana a 7,9898, contro il 6,79 di lunedì 20, dopo che le autorità monetarie hanno allentato i controlli valutari. Nuovo balzo anche per il cambio della lira turca, a 2,3282, che però oggi ha aperto stabile. Il rafforzamento dello yen e del franco svizzero rientrano in uno scenario di aumento dell’avversione al rischio.

Coerente con il quadro generale di questi giorni anche il riallargamento dei differenziali sul debito sovrano, che ha riguardato tutti gli emittenti della periferia. In calo i rendimenti del debito tedesco, da un minimo di 2 a un massimo di 6pb. Pressoché identico il calo dei tassi sugli UST. Il Tesoro ha annunciato che mercoledì 29 saranno offerti 8 miliardi di BOT semestrali.

Area Euro

Visco, governatore della Banca d’Italia, ha dichiarato che non vi sono indicazioni di un ulteriore forte apprezzamento dell’euro. Ortodosse le opinioni sui rischi di deflazione e sulle opzioni di intervento della banca centrale. Visco ha specificato che” la BCE non può acquistare titoli in asta ma ci sono chiaramente altri titoli che può considerare”. A tale riguardo, Draghi ha sostenuto che la BCE potrebbe acquistare prestiti bancari cartolarizzati se fossero impacchettati in maniera trasparente come ABS, il che richiede però interventi legislativi.

La BCE interromperà le operazioni di liquidità in dollari a tre mesi a partire dal 1 aprile 2014 dato il miglioramento delle condizioni di funding in dollari. Le operazioni settimanali sono mantenute in essere fino al 31 luglio 2014.

Spagna. Arrivano le prime indicazioni dalla Commissione di esperti per la riforma del sistema tributario, che dovrebbe presentare il rapporto definitivo a fine febbraio. Si parla di riduzione delle imposte per le piccole e medie imprese e di una riduzione dei contributi sociali.

Giappone

La bilancia commerciale a dicembre registra un nuovo ampliamento del deficit a -1302 mld di yen; in termini destagionalizzati il deficit si chiude a -1148,6 mld.

I verbali della riunione della BoJ del 19-20 dicembre riportano che i partecipanti valutano positivamente i segnali sulla crescita, con indicazioni di ripresa moderata. Le opinioni sullo scenario di inflazione sono più variegate. Rimane aperta la questione di un possibile aumento di stimolo da parte della BoJ dopo il rialzo dell’imposta sui consumi.


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