Da seguire: Area Euro: – Germania. A settembre, l’indice IFO dovrebbe mostrare un lieve calo a 106,4 da 106,7 dopo i tre incrementi consecutivi realizzati tra giugno e agosto. La valutazione della situazione corrente potrebbe migliorare ancora e salire a 110,8 da 108,2; viceversa, potrebbe verificarsi un non trascurabile …
Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita.
Clicca qui per iscriverti gratuitamente.
calo dell’indice delle aspettative (a 102,2 da un precedente 105,2), coerentemente con la flessione subita in ciascuno degli ultimi cinque mesi dall’indice ZEW. Nonostante il lieve calo, il livello dell’indice resterebbe nettamente al di sopra della sua media di lungo termine calcolata dal 1991 (96,1) e rimarrebbe coerente con una crescita del PIL tedesco ancora sostenuta nel 3° trimestre dell’anno.
Stati Uniti
– Gli ordini di beni durevoli ad agosto sono attesi in calo di 0,2% m/m, dopo +0,4% m/m (rivisto da +0,3% m/m). Al netto dei trasporti, gli ordini dovrebbero aumentare dell’1% m/m, compensando solo in parte l’ampio calo di luglio (-3,7% m/m). I dati delle indagini sono contrastanti: l’indice ordini dell’ISM è sceso ad agosto a 53,1 da 53,8 di luglio, dopo due mesi di correzioni molto più ampie (l’indice era a 65,7 a maggio e giugno). Il calo degli ordini era in contrasto con la risalita dell’indice composito. In ogni caso, l’indice ordini di agosto resta al di sopra di 50, e nelle indagini di settembre si sono registrati dati misti nella componente ordini, che contrasterebbero con un trend verso il basso. Nei dati degli ordini di luglio, si era registrato un forte incremento nel settore trasporti, sia auto, sia aerei; nel mese di agosto si dovrebbe vedere un calo per la componente trasporti spiegata dal settore auto, a fronte di un contributo ancora positivo dall’aeronautica per i tempi di registrazione degli ordini ricevuti da Boeing a luglio.
– Le vendite di case nuove ad agosto sono previste in aumento a 290 mila da 276 mila di luglio, mantenendo il sentiero delle vendite molto debole nel periodo successivo alla fine degli incentivi. L’indagine dei costruttori è stata ancora in calo ad agosto, su livelli che non si vedevano dal 1° trimestre 2009, e ha dato indicazioni di ulteriore correzione delle vendite correnti e future, frenando qualsiasi previsione di ritorno delle vendite effettive su un trend positivo nei prossimi mesi.
Ieri sui mercati
Il rimbalzo delle richieste di sussidio negli Stati Uniti e il calo dei PMI europei hanno fatto tornare qualche timore per la tenuta dell’espansione economica; in realtà il livello attuale dei PMI europei è coerente con una crescita di 0,5% t/t, superiore a quella che attualmente si prevede per il terzo e il quarto trimestre. Indici azionari in ribasso, calo dei rendimenti sui titoli di stato, allargamento degli spread sovrani nella zona euro (quest’ultimo aggravato dalla contrazione del PIL in Irlanda, -1,2% t/t nel 2° trimestre 2010). L’euro corregge a 1,33 (minimo 1,3287), mentre il dollaro ha ceduto altro terreno sullo yen, sceso fino a 84,24 prima di risollevarsi fino a 85,4 nelle ultime ore su voci di nuovi interventi della Banca del Giappone.
Area Euro
Francia. L’ indice INSEE di fiducia presso le imprese manifatturiere è salito a 98 a settembre da 97 di luglio (rivisto al ribasso di un punto). L’indice tocca così un massimo da oltre due anni e si colloca su un livello storicamente elevato. Sono migliorate le aspettative di produzione (a 3 da -1) ed è proseguito il trend di recupero negli ordini totali (-25 da -30) e dall’estero (-16 da -25). Si nota, invece, un calo nella produzione passata a 12 da 19.
A settembre, l’indice PMI composito per l’area euro è calato oltre le attese di consenso, a 53,8 da un precedente 56,2. L’indice si trova comunque in territorio espansivo ed al di sopra della sua media storica calcolata dal 1998 (53,4). Il calo è stato determinato da un arretramento superiore alle attese sia nel settore manifatturiero (a 53,6 da 55,1), che nel comparto dei servizi (a 53,6 da 55,9). Guardando ai dati per i singoli paesi il PMI composito per la Germania è sceso a 54,8 da 58,4 a causa di un calo assai più accentuato del previsto sia nel manifatturiero (55,3 da 58,2) che nei servizi (54,6 da 57,2). Segnali più incoraggianti provengono, invece, dall’indice PMI composito per la Francia che è calato soltanto di un punto (a 58,5) a seguito di un moderato indebolimento nei servizi (58,8 da 60,4) a fronte di un lieve aumento nel manifatturiero (55,4 da 55,1). In generale, nonostante il calo, il livello attuale del PMI è coerente con una buona crescita del PIL area euro di circa lo 0,5% t/t.
Italia. Il tasso di disoccupazione trimestrale è cresciuto ancora nel 2° trimestre, all’8,5% da un precedente 8,4%. Il dato ha sorpreso positivamente perché in base ai dati mensili (provvisori) già comunicati da Istat ci si attendeva una disoccupazione in crescita all’8,6%. Nel trimestre, gli occupati sono saliti a sorpresa di 27 mila unità (+0,1% t/t), non riuscendo tuttavia a tendere il passo della forza lavoro (+52 mila unità pari a +0,2% t/t). Il dato è un segnale incoraggiante: sulla base soprattutto della ripresa registrata dagli occupati, è lecito attendersi per i prossimi mesi a nostro avviso più una stabilizzazione del tasso di disoccupazione attorno agli attuali livelli che non una ulteriore, significativa salita.
Stati Uniti
I nuovi sussidi di disoccupazione aumentano di 13 mila unità a 465 mila nella settimana conclusa il 18 settembre, da 453 mila. I sussidi sono in calo di 40 mila unità rispetto alla settimana di rilevazione dell’employment report di agosto, dando indicazioni coerenti con un miglioramento nella dinamica degli occupati a settembre.
Le vendite di case esistenti aumentano ad agosto del 7,6% m/m, a 4,13 mln da 3,84 mln (rivisto da 3,83 mln) del mese di luglio, recuperando solo in parte il crollo dei tre mesi precedenti (culminato con -27% m/m a luglio). I dati sono ancora influenzati dagli effetti della fine degli incentivi agli acquisti.
Certificazione degli analisti
Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca, i cui nomi e ruoli sono riportati nella prima pagina del documento dichiarano che:
Le opinioni espresse sulle società citate nel documento riflettono accuratamente l’opinione personale, indipendente, equa ed equilibrata degli analisti;
Non è stato e non verrà ricevuto alcun compenso diretto o indiretto in cambio delle opinioni espresse.
Comunicazioni importanti
La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.
La presente pubblicazione non si propone di sostituire il giudizio personale dei soggetti ai quali si rivolge. Intesa Sanpaolo S.p.A. E le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato hanno la facoltà di agire in base a/ovvero di servirsi di qualsiasi materiale sopra esposto e/o di qualsiasi informazione a cui tale materiale si ispira prima che lo stesso venga pubblicato e messo a disposizione della clientela. Intesa Sanpaolo S.p.A. e le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato possono occasionalmente assumere posizioni lunghe o corte nei summenzionati prodotti finanziari.
Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it




