Italia. La fiducia delle imprese manifatturiere potrebbe stabilizzarsi a ottobre dopo la flessione registrata nei tre mesi precedenti. Il livello dell’indice potrebbe tornare a 95,4 ossia al livello di agosto dopo il lieve calo di settembre. Ad aiutare il morale delle imprese potrebbe essere il rimbalzo delle commesse (specie verso i paesi extra-UE)….
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oltre che le aspettative di alleggerimento della pressione fiscale poi incluse nella Legge di Stabilità. In ogni caso, si tratterebbe più di una stabilizzazione che di un vero recupero, e il trend resterebbe in calo.
Aste di fine mese in Italia: si inizia oggi con CTZ (2,0-2,5 mld) e due BTPei per complessivi 0,5-1,0 mld.
Stati Uniti
Gli ordini di beni durevoli a settembre sono previsti in aumento dell’1% m/m, dopo la forte volatilità di luglio e agosto legata al comparto dell’aeronautica civile. Al netto dei trasporti, gli ordini sono attesi in crescita dello 0,5% m/m. Nel segmento trasporti gli ordini dovrebbero essere in aumento contenuto sulla scia di una moderata ripresa per gli aerei, mentre nel settore auto si dovrebbe vedere debolezza. Le informazioni dalle indagini di settembre restano positive anche se meno forti che ad agosto (componente ordini dell’ISM di settembre a 60 a settembre da 66,7 di agosto). Le informazioni sulla produzione industriale e sull’utilizzo della capacità produttiva sono in linea con una dinamica espansiva degli ordini di beni capitali al netto di difesa e aerei e con segnali di crescita degli investimenti fissi nel 4° trimestre. Si potrebbe vedere anche una moderata ripresa degli ordini della difesa, in seguito agli interventi in Medio Oriente.
La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a ottobre dovrebbe aumentare solo marginalmente a 86,3 da 86 di settembre. Si dovrebbe vedere una ripresa della valutazione delle condizioni del mercato del lavoro che era peggiorata a settembre. La volatilità sui mercati azionari dovrebbe essere controbilanciata dall’ampio calo del prezzo della benzina.
Ieri sui mercati
La reazione dei mercati azionari europei ai risultati della valutazione patrimoniale delle banche è stata piuttosto negativa, in particolare in Italia. L’andamento degli indici è stato appesantito anche dai dati macroeconomici negativi usciti in Europa (Ifo), e dai dati buoni ma inferiori alle aspettative negli Stati Uniti.
- Nella prima settimana di operatività del programma CBPP3, la BCE ha acquistato 1,7 miliardi, più delle attese. Se la BCE riuscisse a mantenere in media un ritmo di 1 miliardo a settimana, occorrerebbero comunque circa 2 anni per espandere il bilancio di 100 miliardi di euro.
- Negativa la prima reazione dei mercati alla conferma di Dilma Roussef alla presidenza del Brasile: il principale indice azionario ha chiuso in ribasso del 2,8%, mentre il real ha ceduto nuovo terreno sul dollaro, scambiato ieri a 2,52 contro il 2,24-2,29 di agosto.
Stati Uniti
- Il PMI servizi è calato più delle attese a 57,3 da un precedente 58,9. Il consenso era per una lettura di 57,8. L’indice composito è calato a 57,4 da un precedente 57,9. Gli indici rimangono su livelli coerenti con un’espansione sostenuta del comparto.
Giappone
- Le vendite al dettaglio a settembre crescono più delle attese, segnando un incremento di +2,7% m/m.
- La fiducia delle piccole imprese (Shoko Chukin) è poco variata a ottobre, con l’indice a 47,4 da 47,6 di settembre (media a 6 mesi, 47,6). La modesta correzione delude le aspettative di rialzo a 48,5.
Area Euro
Italia. Il Governo ha pubblicato sul sito del Tesoro (http://www.tesoro.it/primo-piano/documenti/2014/Lettera_Padoan.pdf) il testo della lettera inviata alla Commissione UE in risposta alla richiesta di chiarimenti dello scorso 22 ottobre. In sostanza, si è alla fine evitato lo “scontro frontale” con Bruxelles, rafforzando la correzione sul 2015 ma difendendo il rinvio al 2017 del pareggio di bilancio. Come da noi evidenziato in un approfondimento sulla Legge di Stabilità (“Weekly Economic Monitor” del 24 ottobre), la manovra netta sul 2015, se depurata di tali accantonamenti, si riduce a meno di 7 miliardi (anziché gli 11 annunciati alla vigilia). Pertanto, l’impatto espansivo sul PIL sarà nella migliore delle ipotesi dello 0,2%.
Francia. Secondo la stampa locale, la correzione aggiuntiva richiesta dalla Commissione Europea al governo sarebbe di 3,6 miliardi di euro, che si aggiungono al miliardo già promesso nella legge finanziaria per il 2015. In termini strutturali, lo sforzo aggiuntivo è dello 0,17%, che porta la correzione complessiva allo 0,4% circa.
La crescita di M3 è accelerata a 2,5% a/a a settembre, più delle nostre stime (2,2%). Il recupero è dovuto in parte ad effetti base, e in parte all’accelerazione dell’aggregato M1. I prestiti al settore privato corretti per gli effetti di cessioni e cartolarizzazioni calano ancora di -0,6% a/a, tre decimi meglio del mese precedente; gli impieghi sulle imprese non finanziarie presentano una contrazione più marcata, di -1,8% a/a. Pensiamo che il recupero degli aggregati creditizi rimarrà lento fino al 2015 inoltrato e solo con un deciso aumento di domanda associato ad un recupero ciclico più spiccato.
Focus Germania: per il manifatturiero è stagnazione, rischi verso il basso per la crescita del PIL nel 2015
L’indice IFO è calato a 103,2 da un precedente 104,7, contrariamente alle attese che lo davano in lieve recupero.
Netto peggioramento dell’indice sulla situazione corrente a 108,4, da un precedente 110,4. L’indice sulle attese è rimasto stabile a 98,3.
Il rallentamento è più netto per il settore manifatturiero.
Le indagini ZEW e IFO sono su livelli coerenti con una crescita del PIL tedesco di 0,1-0,2% t/t a fine 2014.
Fonte: BONDWorld.it
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