Flash Macro Daily

Flash: Germania. Gli ordini all’industria sono cresciuti di 1,0% m/m a marzo (2)

Da seguire: Germania. La produzione industriale è calata di -0,4% m/m a marzo dopo due mesi in forte crescita (+1,8% m/m rivisto in febbraio)………


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La correzione ha interessato in particolare la produzione di energia (-2,5% m/m), ma anche la produzione nel manifatturiero si è contratta di –0,5% m/m, frenata dal comparto dei beni di investimento. La forte dinamica dei primi due mesi dell’anno dovrebbe assicurare un contributo positivo dell’industria alla formazione del PIL nei mesi invernali, dopo lo stallo di fine 2016. Le indagini di fiducia IFO e PMI manifatturiero segnalano che la tendenza dovrebbe proseguire nei mesi primaverili. In forte aumento la produzione nelle costruzioni: dopo il +9,9% m/m di febbraio, anche in marzo si è registrato un incremento di +1,5% m/m. La produzione manifatturiera è calata di -0,8% m/m in Olanda.

Ieri sui mercati

La reazione dei mercati al voto presidenziale francese ha confermato che l’assestamento si era già svolto nelle scorse settimane, sulla scia dei sondaggi molto favorevoli a Macron. Ieri si è osservato un movimento in controtendenza, con aumento dei rendimenti sulla periferia europea e stabilità sui mercati core, fra i quali (superato il rischio Le Pen) è ora rientrata del tutto anche la Francia. Lieve ribasso degli indici azionari europei. Neppure l’euro è riuscito a conservare l’effimero apprezzamento verificatosi durante la notte.

Nell’ottava del 5 maggio il portafoglio PSPP ha visto un incremento di 10,77 miliardi di euro ed è salito a 1.522,73 miliardi di euro. Gli acquisti di titoli covered, al netto dei titoli scaduti, sono stati pari a 1,07 miliardi di euro, che aumentano il portafoglio a 217,44 miliardi; gli acquisti settimanali di ABS al netto dei titoli scaduti sono stati pari a -7 milioni di euro, portando il totale dei titoli in portafoglio a 23,72 miliardi di euro, mentre gli acquisti di titoli nell’ambito del CSPP sono stati pari circa a 1,15 miliardi di euro con un aumento del portafoglio fino a 83,41 miliardi.

BCE. Mersch (Comitato esecutivo) ha dichiarato che la BCE sarà presto nella posizione di adottare un tono più ottimista sulle prospettive dell’economia e una valutazione dei rischi bilanciata. Mersch ha specificato che il Comitato Esecutivo è convinto della necessità di proseguire con una politica monetaria ampiamente accomodante senza alcuna deviazione dal sentiero di implementazione delle misure sin ora annunciato, ma potrebbe riesaminare l’interazione di diverse misure di politica monetaria e del loro funzionamento in un nuovo ambiente di rischi bilanciati “piuttosto che in un contesto di rischi deflazionistici”. Anche Praet, generalmente molto più colomba di Mersch, la scorsa settimana ha segnalato che il bilancio dei rischi continua a migliorare e che questi sembrano ora circa bilanciati. Modifiche alla guidance, in particolare l’eliminazione del riferimento a tassi più bassi, ci sembrano assai probabili.

Stati Uniti. La Fed ha pubblicato la Senior Loan Officer Survey di aprile, che riporta condizioni del credito e della domanda alle imprese pressoché invariate, con modesti cali nel comparto dell’edilizia commerciale. Per le famiglie, le condizioni dei mutui e la domanda sono poco variate; per il credito al consumo, gli standard diventati marginalmente più restrittivi e la domanda si è indebolita nel comparto auto. Le informazioni dell’indagine segnalano da un lato che difficilmente si osserverà una significativa accelerazione degli investimenti delle imprese nei prossimi trimestri, ma indicano anche uno scenario coerente con crescita moderata dell’attività.

Mester (Cleveland Fed) ha detto che lo scenario economico giustifica un sentiero di graduali rialzi. Secondo Mester è opportuno iniziare a ridurre il bilancio della Fed quest’anno: la fine dei reinvestimenti potrebbe avere scarsi effetti sui rendimenti, a patto che la comunicazione sia “ben articolata”. Bullard (St Louis Fed) ha mantenuto la sua valutazione di economia in uno stato di “bassa crescita” e di tassi “appropriati”. Anche Bullard ritiene che difficilmente ci sarà un altro taper tantrum se la Fed comunicherà bene i programmi per la riduzione dei reinvestimenti. Per ora nessuno dei discorsi dalla Fed ha modificato le opinioni espresse dai partecipanti al FOMC prima della riunione.  

Fonte: BondWorld.it


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