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Flash: Germania. I dati dai Länder dovrebbero essere coerenti con un aumento di 0,2% m/m dei prezzi al consumo

Da seguire: Area Euro Francia. La stima flash mostra una risalita del PIL di +0,2% t/t dopo la marginale contrazione (-0,1%) del precedente quarto……


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La variazione positiva risulta da una crescita costante ma modesta della domanda interna, che ha contribuito ancora per lo 0,1%, a fronte di un’inversione dei contributi di scorte ed esportazioni nette rispetto al secondo trimestre. La crescita dell’export accelera da 0,2% t/t a 0,6% t/t. Fra le componenti della domanda interna, spicca l’accelerazione degli investimenti pubblici (+1,1% t/t) e dell’edilizia residenziale (+0,8%), mentre si sono contratti gli investimenti delle imprese (-0,3%) e i consumi sono risultati ancora stagnanti. Nel trimestre si è visto un recupero dell’attività diffuso a industria manifatturiera, costruzioni e servizi, mentre la produzione energetica ha dato un contributo negativo. La crescita acquisita è pari a 1,1% a/a, e riteniamo che l’ultimo trimestre dovrebbe aggiungere un altro decimo.

   Germania. I dati dai Länder dovrebbero essere coerenti con un aumento di 0,2% m/m dei prezzi al consumo, ancora in larga misura dovuta al rimbalzo della componente energia. L’inflazione è attesa risalire di un decimo sulla misura nazionale a 0,8% e di due decimi su quella armonizzata a 0,7% a/a. L’inflazione tedesca è vista risalire fino a 1,6% a fine anno, in parte su di un effetto base favorevole dai prezzi core che sarà rafforzato dal recente aumento die prezzi del greggio.

   Spagna. L’inflazione è attesa risalire di mezzo punto a 0,7% su spinta dell’energia e di un rimbalzo statistico dell’inflazione core. Nei prossimi mesi, l’inflazione continuerà a muoversi verso l’alto fino all’1,0% a dicembre.

   Francia. La stima flash di ottobre dovrebbe indicare che i prezzi al consumo sono risaliti nel mese di un decimo da -0,2% m/m su entrambe le misure, supportati dall’aumento del prezzo dell’energia. L’inflazione dovrebbe quindi accelerare di un decimo a 0,5% da 0,4% sulla misura nazionale e a 0,6% da 0,5% su quella armonizzata. Nel corso dell’anno il CPI è atteso accelerare di un altro paio di decimi per ritornare sopra l’1% dal 2017.

   Spagna. La stima preliminare sul PIL del 3° trimestre dovrebbe segnalare una crescita di 0,7% t/t dopo il +0,8% t/t dei mesi estivi. Su base annua la crescita è attesa rallentare a 3,1% da un precedente 3,2%. Nel 2017 ci aspettiamo una crescita di 2,4%, dal momento che la domanda interna dovrebbe moderare dai ritmi stellari di quest’anno.

   Area euro. L’indice di fiducia economica elaborato dalla Commissione UE è atteso ritracciare parte del forte aumento del mese scorso e fermarsi a 104,5 da 104,9, in particolare su di una moderazione della fiducia nel manifatturiero che aveva fatto un balzo di 2,6 punti il mese scorso. Il quadro dovrebbe essere coerente con una crescita del PIL Eurozona ancora tra 0,35% t/t e 0,45% t/t nei mesi finali di quest’anno.

   Italia – Il Tesoro offre oggi il nuovo CCTeu Feb-2024 per un importo di 2,75-3,25 miliardi, e riapre il collocamento dei BTP 0,35% Nov-2021 e 1,25% Dic-2026 per un importo complessivo di 4,25-5,25 miliardi di euro.

Stati Uniti

   L’Employment Cost Index del 3° trimestre dovrebbe aumentare di 0,6% t/t per il 3° trimestre consecutivo, spinto da una modesta accelerazione del costo del lavoro.

   La stima advance del PIL del 3° trimestre dovrebbe mostrare una variazione di 2,7% t/t ann., dopo 1,4% t/t ann. del 2° trimestre. I consumi dovrebbero restare la forza trainante della crescita, con una variazione di 2,7% t/t ann., gli investimenti residenziali dovrebbero contribuire positivamente dopo un trimestre negativo; anche le scorte e il canale estero dovrebbero dare un contributo positivo alla crescita. Gli investimenti fissi non residenziali sono previsti in moderato calo, ma i dati degli ordini danno indicazioni di possibile ripresa nel 4° trimestre. Le stime “nowcasting” dell’Atlanta Fed e della NY Fed sono a 2% e 2,3% t/t ann., rispettivamente.

   La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a ottobre (finale) dovrebbe registrare un modesto miglioramento a 89,5 rispetto alla stima preliminare di 87,9. Il dato resterebbe comunque al di sotto del livello di settembre (91,2). La fiducia si sta stabilizzando in un intervallo compreso fra 85 e 95 da un anno a questa parte. Sarà importante vedere se le aspettative di inflazione restano sui livelli visti con la stima preliminare con un calo per l’orizzonte a 5-10 anni a 2,4%, sui minimi per la serie.

Ieri sui mercati

La fase di rialzo dei rendimenti dei titoli di stato ha subito un’accelerazione nella giornata di ieri. In Europa il movimento ha raggiunto la doppia cifra sulla scadenza trentennale e si è accompagnato sia a un aumento delle pendenze delle curve, sia a un ulteriore aumento delle aspettative di inflazione a lungo termine implicite nei tassi. Il Tesoro italiano ha collocato l’intero importo previsto (6 miliardi) di BOT semestrali a un rendimento medio di -0,295%.

Dollaro in rafforzamento, ma più contro yen e sterlina che contro euro. Quotazioni petrolifere in parziale ripresa dopo tre flessioni consecutive. I mercati azionari hanno chiuso in rialzo in Europa, ma in flessione negli Stati Uniti.

Area euro

Italia. , a 102,4 da 101,2 di settembre. Il miglioramento è trainato dalle imprese dei servizi, ma il morale è aumentato anche nel manifatturiero e nelle costruzioni. L’unico comparto dove si registra un calo della fiducia (che però era balzata il mese precedente) è quello del commercio. In ogni caso, in tutti i principali settori il livello del morale delle imprese è superiore alla media degli ultimi 5 o 10 anni (particolarmente nelle costruzioni). Viceversa, la fiducia dei consumatori è scesa ancora, a 108 a ottobre da 108,6 di settembre. Si tratta di un minimo da luglio dell’anno scorso. Il livello dell’indice resta significativamente superiore alla media storica, tuttavia il trend evidenziato per tutto il 2016 è significativamente al ribasso. I dati sono coerenti con la nostra idea che la spesa delle famiglie stia perdendo vigore, mentre vi sia spazio per un più genuino recupero dal lato delle imprese (in tal senso, il testimone della ripresa è atteso passare dai consumi agli investimenti).

Italia. Le retribuzioni contrattuali sono rimaste ferme a settembre, come era già successo ad agosto e in cinque dei sei mesi precedenti. La variazione annua, ferma allo 0,6%, è ai minimi storici. In prospettiva, in assenza di rinnovi le paghe orarie potrebbero toccare nuovi minimi, a 0,5% a/a già dal prossimo mese.

Stati Uniti

I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 22 ottobre calano a 258 mila da 261 mila della settimana precedente, confermando una situazione molto vicina al pieno impiego.

Gli ordini di beni durevoli a settembre (stima prel.) sono in calo di -0,1% m/m, dopo +0,3% m/m (rivisto da +0,1% m/m) di agosto. Il calo è dovuto alla correzione nella componente dell’aeronautica militare (-44,5% m/m): al netto della difesa, gli ordini sono in aumento di 0,7% m/m. I trasporti al netto della difesa sono in rialzo, sia per le auto sia per l’aeronautica civile. Al netto dei trasporti gli ordini aumentano di 0,2% m/m . L’aggregato degli ordini di beni capitali al netto di difesa e aerei cala di -1,2% m/m, dopo +1,2% m/m del mese precedente. Le consegne di beni capitali al netto di difesa e aerei aumentano di 0,3% m/m, dopo un dato stabile ad agosto e puntano a un calo molto modesto degli investimenti fissi non residenziali nel 4° trimestre.

Giappone

   Il tasso di disoccupazione a settembre cala a 3%, da 3,1% di agosto. Anche il jobs to applicant ratio segnala pieno impiego, salendo ulteriormente a 1,38 a settembre da 1,37. La partecipazione aumenta a 60,5% da 60,3% di agosto.

   Il CPI a settembre è in calo di -0,5% a/a, come ad agosto; l’indice al netto di energia e alimentari è stabile su base annua da 0,2% a/a di agosto. Anche l’indice al netto di energia e alimentari freschi rallenta, a +0,2% a/a da +0,4% a/a di agosto. Il CPI preliminare di ottobre rilevato a Tokio segna un marginale rialzo, con l’inflazione headline a -0,4% a/a, ma per ora non ci sono indicazioni di svolta verso l’alto della dinamica dei prezzi core, in calo da un anno.

   La spesa delle famiglie in termini reali a settembre aumenta di 2,8% m/m (-2,1% a/a) , dopo -3,6% m/m di agosto, con indicazioni modestamente positive per i consumi del 3° trimestre. Il governatore Kuroda ha detto che i consumi miglioreranno grazie a condizioni favorevoli del mercato del lavoro e che la correzione dei trimestri passati è stata legata al clima e alla debolezza del mercato azionario.

   Kuroda (BoJ) ha detto che alla riunione di settembre la BoJ ha indicato il mantenimento di acquisti di JGB circa in linea con i ritmi precedenti: eventuali aggiustamenti nelle quantità sono di natura puramente tecnica e non ci sono aspettative di significative correzioni alla dimensione degli acquisti. Kuroda ha sottolineato che la decisione di settembre è completamente diversa da un “tapering” e che lo stimolo monetario è condotto per raggiungere l’obiettivo del 2%. Il governatore ha anche detto che la banca centrale non sta conducendo una monetizzazione del debito né una politica di “helicopter money”, che violerebbero i vincoli legislativi. Prevediamo che alla riunione della prossima settimana la BoJ mantenga la politica monetaria invariata con la nuova strategia che include un obiettivo sulla curva dei rendimenti.

Fonte: BondWorld.it


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