Flash i dati importanti della giornata

Flash: Germania. Il tasso di disoccupazione è atteso stabile ad aprile

Le stime preliminari dovrebbero mostrare un aumento di due decimi dell’inflazione in Spagna all’1,4% sulla misura nazionale e di un decimo sulla misura armonizzata, sempre all’1,4%…….

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I prezzi core dovrebbero salire marginalmente nella maggior parte dei paesi per effetto di una stagionalità meno favorevole rispetto a marzo. In Francia, la stima preliminare dovrebbe vedere un aumento dei prezzi al consumo ad aprile di 0,2% m/m sia sull’indice nazionale che su quello armonizzato. L’inflazione è attesa aumentare di un decimo all’1,7% sul nazionale e all’1,8% sull’armonizzato. L’inflazione francese potrebbe arrivare a toccare il 2% in estate, per poi rallentare di alcuni decimi in chiusura d’anno.

Spagna. Il PIL dovrebbe essere rallentato a 0,6% t/t da un precedente 0,7% t/t. Sull’anno, la crescita dovrebbe rallentare al 2,9% da un precedente 3,1%. I consumi delle famiglie e gli investimenti aziendali dovrebbero essere cresciuti su ritmi simili a quelli di fine 2017, ma le esportazioni nette dovrebbero aver frenato la crescita del PIL. Il picco per l’economia spagnola è già alle spalle, ma la crescita dovrebbe rimanere in ogni caso al di sopra del potenziale e aggirarsi in media al 2,6% da un precedente 3,1%.

Francia. Il PIL francese rallenta più del previsto su export e investimenti fissi. Nel 1° trimestre l’economia francese è cresciuta di appena lo 0,3% t/t dal +0,6% t/t di fine 2017. Sull’anno, la crescita rimane solida 2,2% da un precedente 2,5%. Il dato è più debole delle nostre previsioni e del consenso Reuters (0,4% t/t) e lascia la stima per il 2018 all’1,9% da un precedente 2,1%. Il dettaglio mostra una tenuta dei consumi sullo stesso ritmo di crescita del 4° trimestre (0,2% t/t), mentre a rallentare sono gli investimenti fissi (0,6% t/t da un precedente 1,1%) su scia di una minore spesa da parte delle imprese (0,5% t/t da un precedente 1,6%). Ma il freno viene, come sospettavamo, dall’export che dopo il + 2,5%t/t di fine 2017 cala marginalmente -0,1%. Le importazioni restano deboli (0,0%). Nel complesso, il contributo del commercio estero è nullo dopo essere stato ampiamente positivo (0,7%).

Francia. La spesa per consumi a marzo è attesa aumentare di almeno 0,6% m/m da 2,4% m/m, sostenuta in particolare dai settori alimentare e tessile. Le vendite di auto dovrebbero altresì crescere, stando ai dati sulle immatricolazioni particolarmente forti in questo mese (+4,1% m/m). Se le previsioni saranno confermate, i consumi aumenterebbero di 2,6% a/a da 1,9% a/a pari a una stagnazione nel primo trimestre, la seconda di fila.

Area euro. L’indice di fiducia economica elaborato dalla Commissione UE è atteso in calo ad aprile a 112,3 da un precedente 112,6, dopo la correzione dei due mesi precedenti. L’indice per il manifatturiero potrebbe scivolare ancora a 6 da 6,4. La fiducia è attesa in lieve calo anche nelle costruzioni a 4,8 da 5,2, in ogni caso ancora al di sopra del livello di febbraio e della media di lungo termine. L’indice per i servizi è atteso stabile a 16,3. Potrebbe vedersi, altresì, un recupero di fiducia nel commercio al dettaglio a 2,2 dopo il calo del mese precedente di circa tre punti, probabilmente in parte spiegato dalla cadenza anticipata della Pasqua.

Germania. Il tasso di disoccupazione è atteso stabile ad aprile a 5,3% dopo il calo del mese precedente. Sebbene la Bundesbank rilevi che la crescita di forza lavoro continui ad essere alimentata da forza lavoro immigrata dal resto dell’Unione Europea, è difficile che si veda un ulteriore calo del tasso di disoccupazione ad aprile dopo la discesa dei mesi precedenti.

Stati Uniti. La prima stima del PIL del 1° trimestre è attesa in rallentamento, a 2,5% t/t ann., da 2,9% t/t ann. del 4° trimestre 2017. La crescita complessiva dovrebbe essere frenata in primo luogo dalla debolezza dei consumi, attesi in aumento di solo 1,1% t/t ann., dopo 4% t/t ann. dell’autunno. Gli investimenti fissi delle imprese dovrebbero essere in crescita moderata, mentre quelli residenziali dovrebbero correggere modestamente dopo il forte aumento dell’autunno. La crescita complessiva del PIL nel 1° trimestre avrà una spinta consistente dalle scorte (nell’ordine di +1pp), e potrebbe avere anche un contributo marginalmente positivo dalle esportazioni nette, alla luce della sorprendente chiusura del deficit commerciale dei beni di marzo; per l’anno prevediamo una crescita di 2,8%, in netta accelerazione rispetto a 2,3% del 2017, grazie alla politica fiscale espansiva.

Stati Uniti. L’Employment Cost Index nel 1° trimestre è previsto in aumento di 0,7% t/t, dopo +0,6% t/t del 4° trimestre 2017.

Stati Uniti. La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan ad aprile (finale) è attesa in modesto rialzo a 98,5, da 97,8 della stima preliminare, che aveva registrato una correzione da 101,4 di marzo. Sarà importante vedere se le aspettative di inflazione confermano la modesta flessione vista con la stima preliminare (aspettative a 5-10 anni a 2,4%).

Ieri sui mercati:

Focus: la BCE è più cauta sul ciclo ma ancora fiduciosa

La BCE è chiaramente in pausa in parte sconcertata dall’andamento dei dati nelle ultime settimane. Il Consiglio ha, difatti, dedicato l’intera riunione alla discussione sullo scenario macro. Draghi ha spiegato che l’andamento dei dati, e le implicazioni per il ritorno dell’inflazione al target nel medio periodo, rimangono chiave per decidere le future mosse di politica monetaria. Riteniamo che a meno di un ulteriore rallentamento dei dati la BCE non prolungherà molto oltre fine 2018 primissimi mesi del 2019 il programma di acquisto titoli anche per ragioni tecniche: scarsità di carta acquistare in alcuni paesi membri. Piuttosto il Consiglio, per garantire condizioni monetarie ancora di ampio supporto, potrebbe rinforzare l’impegno a mantenere i tassi fermi ben oltre la fine degli acquisti. Del resto, i mercati nelle ultime settimane hanno spostato in avanti a metà 2019 il 1° rialzo del tasso sui depositi.

Italia. Il Consiglio dei Ministri ha approvato il DEF 2018, comprensivo della Sezione I e III (Programma di Stabilità Nazionale e Programma Nazionale di Riforme) e dell’allegato sugli Indicatori di Benessere Equo e Sostenibile. Come atteso, il documento non include un nuovo quadro programmatico ma si limita a descrivere l’evoluzione economico-finanziaria internazionale, ad aggiornare le previsioni macroeconomiche per l’Italia ed a fornire il quadro di finanza pubblica tendenziale. Il miglioramento dei saldi di finanza pubblica poggia su ipotesi di crescita a nostro avviso ottimistiche e su un aumento delle imposte indirette che le maggiori forze politiche dichiarano di voler evitare (e che, non essendo incorporato nelle attese degli operatori economici, potrebbe avere effetti maggiormente negativi sul ciclo di quanto indicato nel documento).

Stati Uniti. I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 21 aprile correggono a 209 mila, un calo di 24 mila unità rispetto alla settimana precedente, toccando il minimo da inizio dicembre 1969. I sussidi si mantengono in linea con il proseguimento di un trend in calo del tasso di disoccupazione.

Stati Uniti. Gli ordini di beni durevoli a marzo sorprendono verso l’alto, segnando una variazione di 2,6% m/m (consenso: 1,6% m/m), ma deludono al netto dei trasporti, rimanendo invariati (consenso: +0,5% m/m). Gli ordini di beni capitali al netto di difesa e aerei sono in calo di -0,1% m/m, dopo +0,9% m/m di febbraio.

Stati Uniti. Il deficit della bilancia commerciale dei beni a marzo (prel.) si riduce a -68, mld di dollari, da-75,88 mld di febbraio. La chiusura del saldo è determinata da un aumento delle esportazioni (+2,5% m/m), a fronte di un calo delle importazioni di -2,1% m/m.

Giappone. La riunione della BoJ si è conclusa senza modifiche alla politica monetaria. La BoJ ribadisce che le politiche attuali resteranno in vigore “fino a quando l’inflazione non avrà superato il 2% e resterà sopra l’obiettivo in modo stabile” e verranno aggiustate sulla base dell’evoluzione dello scenario. Nell’Outlook trimestrale la banca centrale mantiene una valutazione positiva, ma rileva che l’inflazione core e la dinamica salariale continuano a mostrare una relazione molto debole con il tasso di disoccupazione. Le nuove proiezioni di crescita e inflazione riflettono questo scarso collegamento fra attività e prezzi, con marginali revisioni verso l’alto della crescita (a 1,6% nell’a.f. 2018, e 0,8% in ciascuno degli anni 2019 e 2020 per via dell’attesa restrizione fiscale) e stabilità di quelle di inflazione al netto degli alimentari freschi (1,4% nell’a.f. 2018, 1,8% negli anni 2019 e 2020, al netto degli effetti del rialzo dell’imposta sui consumi). Secondo la BoJ, i rischi per il 2018 sono bilanciati, ma quelli per gli anni successivi sono verso il basso. Per quanto riguarda l’inflazione, la spinta verso l’alto prosegue, ma “non è ancora sufficientemente solida” e richiede quindi attento monitoraggio. La BoJ elimina l’affermazione secondo cui l’inflazione raggiungerà l’obiettivo del 2% “intorno all’a.f. 2019”, dando un segnale esplicito di incertezza sul sentiero dell’inflazione. Lo scenario per la politica monetaria giapponese rimane quindi invariato per tutto il 2018. La presenza di rischi verso il basso per gli anni successivi mette molti dubbi su un’eventuale svolta nel 2019. La cautela è d’obbligo e difficilmente la banca centrale si sbilancerà prima dell’autunno con indicazioni per gli sviluppi del prossimo anno.

Giappone. La produzione industriale a marzo (prel.) aumenta di 1,2% m/m, le scorte sono in rialzo di 3,5% m/m, mentre le consegne correggono di -0,2% m/m. L’indagine del METI mostra aspettative positive delle imprese per l’output ad aprile (+3,1% mm), con una successiva correzione attesa per maggio (-1,6% m/m).

Giappone. Il tasso di disoccupazione a marzo è stabile a 2,5%. I dati confermano la situazione di eccesso di domanda sul mercato del lavoro, che però continua a non determinare rialzi significativi dei salari.

Giappone. Il CPI di Tokio ad aprile aumenta di 0,6% a/a, da 0,8% a/a di marzo. Anche l’indice al netto di alimentari freschi ed energia rallenta, a 0,3% a/a, da 0,5% a/a di marzo. I dati preliminari di Tokio danno indicazioni di moderazione per l’inflazione nazionale.     

Fonte: BONDWorld.it


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