Area Euro Le stime preliminari dovrebbero mostrare un recupero dell’inflazione in Germania a 0,2% da 0,0% sulla misura nazionale e a 0,1% a/a da -0,2% a/a…
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sulla misura armonizzata. Il recupero dovrebbe essere spiegato dalla componente energia dal momento che la stagionalità per la dinamica sottostante è negativa in ottobre. In Spagna, l’inflazione dovrebbe risalire a -0,6% a/a da -0,9% a/a sulla misura nazionale e a -0,8% da -1,1% sulla misura armonizzata. Il minimo per l’inflazione in Germania e Spagna e nella media area euro (dati di ottobre in uscita Venerdì) dovrebbe essere alle spalle.
Germania. Il tasso di disoccupazione è visto stabile per il settimo mese consecutivo a 6,4% a ottobre. Il tasso di disoccupazione è ormai al livello di equilibrio in Germania e non prevediamo cali significativi a meno di un rapido aumento della forza lavoro nel prossimo anno che ci sembra difficile dal momento che forti flussi migratori in entrata richiederanno un tempo di integrazione.
Area euro. L’indice di fiducia economica potrebbe retrocedere a ottobre a 105,3 dopo il forte aumento del mese precedente a 105,6, per effetto di una correzione della fiducia in particolare nel manifatturiero a -2,8 da -2,2, mentre il clima dovrebbe essere stabile o ancora in lieve miglioramento nei servizi e nel commercio al dettaglio.
Stati Uniti
La stima advance del PIL del 3° trimestre dovrebbe registrare un netto rallentamento, a +1,5% t/t ann., dopo il dato brillante, ma insostenibile, del 2° trimestre (+3,9% t/t ann.). La crescita nel 3° trimestre dovrebbe ancora una volta essere sostenuta dalla domanda finale domestica: consumi +3,3% t/t ann., investimenti residenziali +9% t/t ann., investimenti non residenziali +3,8% t/t ann., spesa pubblica +0,3% t/t ann. Scorte e canale estero dovrebbero però dare contributi negativi ampi e frenare la crescita complessiva del PIL. La correzione delle scorte dovrebbe essere particolarmente marcata, dopo l’accumulo visto nel 1° semestre e dovrebbe sottrarre quasi 2 pp alla crescita complessiva. Il canale estero rappresenta un elemento di preoccupazione, tuttavia, alla luce dei dati preliminari sulla bilancia dei beni di settembre (v. sotto), il contributo del canale estero alla crescita del 3° trimestre dovrebbe essere pari a -0,2 pp, un freno molto più contenuto di quanto atteso fino a qualche settimana fa.
Ieri sui mercati
Netto sganciamento dei tassi europei da quelli americani: la curva UST ha chiuso con rialzi da 2 a 9pb e un appiattimento di 2pb sul tratto 5-10 anni, mentre la curva tedesca è pressoché invariata e quella italiana è calata di 4-6pb sul tratto lungo e di 2pb su quello intermedio. Parte del gap potrebbe essere colmato questa mattina.
Il Tesoro ha collocato 6 miliardi di BOT con scadenza 29/04/2016 a un rendimento medio di
-0,055%, con domanda pari a 2,12x l’offerta.
Il rialzo dei tassi attesi seguito al comunicato della Federal Reserve spiega anche il nuovo arretramento del cambio euro/dollaro, che ha marcato il minimo infragiornaliero nella notte a 1,0894 e sosta tuttora poco sopra 1,09. L’indice di cambio del dollaro è ai massimi dal 10 agosto.
Positiva la chiusura degli indici azionari statunitensi e giapponesi.
Area euro – Rimane incerto il livello di consenso di cui gode l’ipotesi di modificare l’EAPP a dicembre. Constancio, Noyer, Hansson, Rimsevics si sono espressi con toni cauti su un’espansione del programma in tempi brevi. Sono stati, invece, più possibilisti Praet e Visco, che hanno indicato che la BCE valuterà a dicembre quali strumenti utilizzare.
Giappone – La produzione industriale a settembre aumenta più del previsto (+1% m/m, consenso: -0,6% m/m). Le proiezioni del METI per i prossimi due mesi vedono un rialzo di 4,1% m/m a ottobre seguito da un modesto calo di -0,3% m/m atteso per novembre.
Stati Uniti – La stima preliminare della bilancia commerciale dei beni di settembre registra un’ampia riduzione del deficit, a -58,6 mld di dollari, da –66,6 mld di agosto (rivisto da -67,19 mld). Le esportazioni aumentano di 2,4% m/m. In termini reali, il deficit dovrebbe ridursi in misura maggiore rispetto al risultato in termini nominali, dato che i prezzi all’export sono calati di -0,7% m/m, e quelli all’import di solo -0,1% m/m. Pertanto il canale estero dovrebbe dare un contributo negativo modesto al PIL del 3° trimestre.
FOCUS Post- FOMC – Il cuore oltre l’ostacolo
I mercati hanno chiesto chiarezza al FOMC e, almeno questa volta, l’hanno avuta. A una riunione che non doveva dare grandi novità, il comunicato con due tratti di penna ha fatto riemergere la voce della banca centrale, che si era incagliata nelle incertezze estive. Maggiori dettagli nel documento allegato.
Focus Italia: fiducia su nuovi massimi pluriennali
Sia la fiducia dei consumatori che quella delle imprese sono salite in misura significativa per il secondo mese consecutivo a ottobre. I dati confermano che almeno nel breve termine i rischi sullo scenario di crescita restano verso l’alto. È possibile una accelerazione del tasso di crescita congiunturale del PIL nei prossimi trimestri, almeno a 0,4% t/t tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016. Maggiori dettagli nel documento allegato.
Fonte: BondWorld.it
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