Da seguire: Area Euro Francia. L’indice di fiducia INSEE presso le imprese manifatturiere è rimasto invariato a marzo a 100, livello su cui è stabile da dicembre (media di lungo periodo 99)…..
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Da inizio anno, l’andamento dell’indice INSEE è stato più positivo rispetto a quello dell’indice PMI manifatturiero ma il clima rimane incerto. Ci aspettiamo un miglioramento di clima più deciso dalla primavera inoltrata.
Germania. L’indice IFO è atteso in modesto calo a 111,0 da un precedente 111,3 per effetto dell’incertezza sulla crisi in Ucraina. In particolare ci aspettiamo un calo dell’indice sulle aspettative a 107,9 da un precedente 108,3, ma un ulteriore marginale recupero dell’indice sulla situazione corrente a 114,7 da un precedente 114,4 dato l’andamento degli ordini (in particolare domestici) nei due mesi precedenti.
Stati Uniti
La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a marzo è prevista in aumento a 78,5 da 78,1 di febbraio. L’indagine a marzo dovrebbe correggere per quanto riguarda le condizioni correnti, dopo l’aumento di 4,4 punti a febbraio, mentre le aspettative dovrebbero recuperare da 75,7 di febbraio (in calo da 80,8 di gennaio). L’indagine settimanale Bloomberg Comfort Index è in aumento da metà febbraio ed è tornata sui massimi dell’autunno 2013. La normalizzazione del clima e il miglioramento del mercato del lavoro dovrebbero prevalere sulla correzione dei mercati azionari legata alla crisi ucraina.
Le vendite dicase nuove a febbraio sono attese in calo a 435 mila da 468 mila di gennaio. Il rimbalzo delle vendite di gennaio aveva seguito due mesi consecutivi di contrazioni ed era alimentato dalle unità in costruzione dei mesi precedenti, completate a inizio anno per la vendita. Febbraio dovrebbe risentire più pesantemente degli effetti negativi del clima sul completamento di costruzioni nuove. L’indice di vendite correnti di case nell’indagine dei costruttori a gennaio ha segnato un crollo da 62 a dicembre a 51. Il trend delle costruzioni dovrebbe riprendere a crescere nei prossimi mesi, spinto dalla quota crescente di unità multi-familiari e dalla ripresa di formazione di nuove unità familiari, sostenuta dal miglioramento del mercato del lavoro.
Ieri sui mercati
Seduta debole, quella di ieri, per i listini europei, che risentono del calo del PMI in Germania e dell’ennesimo dato deludente in Cina, dove l’attività manifatturiera a marzo ha registrato la quinta flessione mensile consecutiva. Andamento negativo anche per gli indici statunitensi, accentuato dalla debolezza del Nasdaq. L’S&P500 si allontana dai massimi assoluti della resistenza di area 1.882-1.884. Apertura di settimana priva di spunti per il debito sovrano europeo Il rendimento sul BTP a 2 anni sale di due pb, a 0,91% mentre il decennale resta invariato sulla chiusura di venerdì a 3,42% con lo spread in marginale allargamento, a 181pb. Gli scambi sui mercati europei evidenziano ancora una sostanziale forza del dollaro, favorita nei confronti dell’euro anche dai dati relativi agli indici di fiducia PMI europei, risultati in alcuni casi poco brillanti. Il cambio euro/dollaro mi mantiene in area 1,378, dopo che la valuta unica aveva fatto una sortita sopra il livello di 1,382.
Area Euro
La stima preliminare del PMI composito dell’Eurozona a marzo conferma le attese e rimane pressoché stabile a 53,2 da 53,3 di febbraio. Il dato sintetico bilancia il calo visto in Germania a 55,0 da 56,4 con il cospicuo rialzo del composito francese che torna sopra quota 50 dopo cinque mesi, salendo a 51,6 da 50,5 precedente (ai massimi da agosto 2011). L’indice manifatturiero dell’area euro nella stima flash cala leggermente a 53,0 da 53,2. L’indice relativo ai nuovi ordini cala di un decimo rispetto a febbraio (54,4), mentre cala maggiormente l’indice legato agli ordini destinati all’estero (a 53,6 da 54,5). Nonostante il calo dei prezzi praticati rispetto a febbraio (a 49,3 da 50,5), i margini migliorano dal momento che i prezzi pagati calano di 2,7 punti (47,1). Tra i paesi oggetto dell’indagine, la correzione più forte si è vista sul PMI tedesco a 53,8 da 54,8, con l’indice dei nuovi ordini che scende a 52,4 da 55,2 probabilmente influenzato dai timori per la crisi ucraina. Il PMI manifatturiero francese, invece, migliora invece a 51,9 da 49,7, tornando sopra quota 50 per la prima volta da febbraio 2012 grazie al forte miglioramento delle prospettive sui nuovi ordini che salgono a 53,3 da 49,2 e sui nuovi ordini destinati all’estero che migliorano anch’essi a 52,5 da 50,2. Infine, il PMI servizi dell’Eurozona corregge al ribasso di due decimi contro le attese a 52,4 da 52,6, con il PMI tedesco in calo a 54,0 da 55,9 di febbraio e quello francese che ritorna sopra livello 50 a 51,4 da 47,2 di febbraio. La lettura di marzo mostra un quadro piuttosto omogeneo di stabilizzazione in Germania e di espansione in Francia, sia nel manifatturiero che nei servizi, a conferma della prosecuzione della ripresa nell’Eurozona. Stimiamo che il PIL possa espandersi dello 0,3%-0,4% nel primo trimestre dell’anno.
Belgio. L’indice di fiducia elaborato dalla banca del Belgio cala meno delle attese a -4,4 a marzo da -4,0 di febbraio, ma rimane comunque sempre al di sopra della sua media di lungo periodo (-7,7). La flessione è spiegata dal peggioramento dell’indice manifatturiero a -6,8 da -6,6 a causa del brusco calo dei nuovi ordini (sia domestici che esteri) probabilmente a causa dei timori innescati in Germania dalla cristi ucraina. Peggiora anche il livello dei servizi legati all’industria che scende a 9,0 da 13,0 di febbraio. Migliora l’indice sulle costruzioni a -10,7 da -10,9 e quello legato al commercio a 4,1 da -0,8. In sintesi riteniamo che il calo di marzo sia una correzione transitoria e prevalentemente influenzato dai timori temporanei legati al persistere delle tensioni in Ucraina.
BCE. Mersch ha indicato che la BCE manterrà i tassi bassi ancora a lungo e nonostante la ripresa ciclica e ha confermato che il cambio rimane un importante elemento di valutazione dei rischi per la stabilità dei prezzi nel medio periodo. Il calo degli indici PMI e componenti ordini dall’estero dall’indagine della Banca del Belgio suggerisce una pausa del trend recupero dell’industria area euro, probabilmente legato all’incertezza in Ucraina. Le pressioni sul cambio sembrano essere in parte rientrate dopo il FOMC della scorsa settimana ma sia gli OIS sull’EONIA che i future sull’Euribor sono più alti che alla riunione di inizio marzo, se la sorpresa dai dati e/o il rialzo dei tassi di monetario dovessero essere confermati non escludiamo che la BCE possa intervenire con un taglio del refi di 15 punti base ma ci sembra improbabile che la BCE voglia agire già il prossimo giovedì.
Stati Uniti
La stima flash del PMI manifatturiero è scesa da 56,7 a 55,5 in marzo. Lieve calo per nuovi ordini (58,0 da 58,8) e occupazione (53,9 da 54,0), mentre la produzione sale da 57,2 a 57,5.
L’indice di attività economica della Chicago Fed è salito da -0,45 a +0,14.
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