Area Euro Germania. L’indice IFO è atteso in modesto recupero a ottobre a 104,9 da un precedente 104,7. L’indice sulla situazione corrente potrebbe risalire fino a 111,1, livello di agosto scorso, grazie a un rimbalzo di attività nel manifatturiero come da indicazioni dall’indagine PMI. Le attese a 3-6 mesi sono viste a 99,5 da un precedente 99,3….
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Area euro. La dinamica di M3 è attesa accelerare al 2,2% a/a da un precedente 2,0% a/a a settembre in parte grazie ad un effetto base favorevole. La media mobile a tre mesi è vista al 2,0% da 1,8%. Non ci attendiamo un’accelerazione significativa di qui a fine anno. La dinamica dei prestiti al settore privato è vista ancora in territorio negativo a -1,3% a/a da un precedente -1,5% a/a.
I market mover della settimana
Nell’area euro sarà una settimana ricca di dati congiunturali. IFO, ISTAT e indice composito della Commissione completeranno la tornata di indagini congiunturali di ottobre, che è risultata mista; ci aspettiamo una stabilizzazione dopo i cali dei mesi scorsi. I dati preliminari sul PIL del 3° trimestre in Spagna e Belgio dovrebbero vedere una crescita positiva, poco variata rispetto al trimestre primaverile. L’inflazione potrebbe risalire lievemente questo mese (a 0,6% nell’area euro, a 1% in Germania, a 0,2% in Italia e a 0,1% in Spagna); tuttavia, il rimbalzo di ottobre non è l’inizio di un’inversione di tendenza in quanto il CPI rimarrà sugli attuali modesti livelli anche nei prossimi mesi. La disoccupazione è attesa stabile nell’Eurozona e in Germania ma non è escluso un aumento in Italia.
La settimana è segnata da alcuni dati ed eventi di grande rilievo negli Stati Uniti. La riunione del FOMC, senza conferenza stampa e previsioni, dovrebbe sancire la fine di QE3, con un comunicato che sottolinea la dipendenza della politica monetaria dall’evoluzione dei dati. La pubblicazione del PIL del 3° trimestre dovrebbe confermare una crescita solida, al 3,2% t/t ann. I dati di ottobre (fiducia dei consumatori, Chicago PMI) dovrebbero mantenersi su livelli elevati. Per settembre, ordini di beni durevoli, spesa e reddito personali sono previsti in aumento.
In Giappone, la riunione della BoJ pubblicherà le revisioni macroeconomiche semestrali e potrebbe dare indicazioni riguardo a un possibile aumento dello stimolo monetario nel 2015.
Venerdì sui mercati
La pubblicazione dei risultati della valutazione sulle banche europee mostra che l’attività di rafforzamento patrimoniale effettuata nel 2014 ha ridotto da 25 a 9,5 miliardi il fabbisogno di capitale, e che soltanto 13 banche su 130 devono ancora intervenire con misure di rafforzamento.
Nell’intervento al Summit Europeo di venerdì scorso, Draghi ha affermato che l’area euro è in una “fase critica”, perché la ripresa economica ha perso impulso e l’inflazione rimane debole . Draghi ha proposto un intervento di politica economica coordinato per risollevare l’economia area euro ed in particolare gli investimenti privati. Alla politica monetaria vanno affiancati interventi nazionali di riforma nonché un piano di investimenti pubblici nel rispetto della struttura del patto di stabilità.
Durante la conferenza stampa sulla valutazione patrimoniale delle banche, il vicepresidente della BCE Constancio ha affermato che, grazie al risanamento dei bilanci bancari la ripresa economica non sarà frenata da restrizioni creditizie; tuttavia, la domanda di credito rimane debole per la scarsa crescita della domanda aggregata. Ci sono differenze nel costo del credito che riflettono soprattutto la dispersione del rischio di credito, che a sua volta dipende dall’andamento dell’economia.
Fitch ha confermato il rating dell’Italia e della Spagna a BBB+, con outlook stabile; Cipro ha conservato il rating B-, ma l’outlook è diventato positivo da stabile.
In Brasile, il presidente uscente Dilma Rousseff ha ottenuto la maggioranza assoluta al ballottaggio, con il 51,6%.
Il Tesoro italiano ha preannunciato che nell’asta di mercoledì saranno offerti 6,5 miliardi di BOT semestrali, meno dei 7,7 miliardi in scadenza.
Stati Uniti
Le vendite di case nuove a settembre sono circa stabili a 467 mila, da 466 mila di settembre (ampiamente rivisto verso il basso da 504 mila di agosto). Il dato di agosto rimane comunque in rialzo di 15,3% m/m rispetto a luglio. Il sentiero delle vendite di nuove case resta in aumento. I dati di agosto mostrano lo stock di case invendute stabile a 5,3 mesi, con prezzi di vendita (sia medio sia mediano) in calo. Le case disponibili per la vendita sono in aumento più rapido dalla fine della primavera; e dovrebbero permettere un aumento delle vendite future, insieme a un rimo più contenuto dei prezzi rispetto al 2013. Il settore immobiliare residenziale dovrebbe continuare a migliorare, anche se finora le condizioni dei mutui non sono state allentate in misura significativa.
Focus Italia: ancora segnali poco incoraggianti per i consumi
Il mix di dati diffusi oggi dall’Istat (vendite al dettaglio di agosto, retribuzioni contrattuali di settembre e fiducia dei consumatori di ottobre) conferma il quadro di persistente debolezza della domanda per consumi.
Le vendite al dettaglio sono calate per il quarto mese consecutivo ad agosto, di -0,1% m/m. La flessione annua si è accentuata a -3,1% da -1,7% precedente.
Anche i segnali prospettici sui consumi non sono certo confortanti: la fiducia dei consumatori è tornata a calare a ottobre, a 101,4 dopo la stabilizzazione a 101,9 vista a settembre. Infine, si fanno meno negativi sia i giudizi che le attese sui prezzi al consumo; non sembrano quindi i timori di deflazione, ma piuttosto quelli relativi al ciclo economico reale, a pesare sul morale delle famiglie.
Il dato comunicato oggi dall’Istat in merito alle retribuzioni contrattuali mostra che la stagnazione si è estesa per il terzo mese consecutivo a settembre; di conseguenza le paghe orarie sono in crescita di 1,1% su base annua. In questa fase, il calo dell’inflazione appare positivo, in quanto è l’unico fattore in grado di sostenere il potere d’acquisto delle famiglie.
Fonte: BONDWorld.it
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