Da seguire: Area Euro: Germania. L’indice ZEW è atteso in calo a 0 a settembre da un precedente +8,6, per effetto ancora delle tensioni geopolitiche in Ucraina. Le misure annunciate dalla BCE potrebbero aver in parte mitigato il….
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pessimismo. In ogni caso l’indice tornerà sui minimi da fine 2013. L’indice sulla situazione corrente potrebbe avere risentito maggiormente del calo di domanda estera in estate, già segnalato dalle altre indagini di clima; prevediamo pertanto una discesa a 38 da un precedente 44,3.
Stati Uniti
- Il PPI ad agosto è previsto in aumento di 0,1% m/m come a luglio. Il comparto dei beni dovrebbe registrare una contrazione di -0,1% m/m, spiegata dalla componente energia. Al netto di alimentari ed energia, i prezzi totali dovrebbero essere in aumento di 0,2% m/m, sul trend recente.
Ieri sui mercati
Avvio di settimana debole per i mercati azionari europei, appesantiti dai rischi geopolitici e dall’incertezza legata al referendum scozzese e alla riunione del FOMC: il DAX mostra una maggiore tenuta, mentre il FTSE MIB registra la peggiore variazione giornaliera. Nella giornata di oggi, il focus sarà sullo ZEW e sul voto di fiducia del parlamento francese, cruciale per il governo. Modestamente positive invece le borse americane, che rimangono comunque caute nell’attesa per le decisioni della Fed di mercoledì, ma sono sostenute dal persistente flusso di dati macroeconomici positivi.
Sui mercati obbligazionari, i rendimenti sono poco variati: oggi e domani la cautela dominerà tutti i mercati. Variazioni solo marginali dei rendimenti sui BTP rispetto alla chiusura di venerdì, nonostante il riflettore puntato sull’Italia dai rapporti dell’OCSE e di S&P’s che hanno certificato il peggioramento delle prospettive per l’economia domestica. Sul fronte del primario domestico, Maria Cannata, responsabile del debito pubblico, ha indicato lievemente sotto la soglia dei 470 miliardi il volume complessivo di emissioni per quest’anno (di cui circa il 75% completato).
Nel suo “Interim Economic Assessment”, l’OECD rileva che l’economia globale prosegue nel suo trend di moderata ma non omogenea espansione. Il tasso di espansione rimane vicino a quello dell’ultimo triennio (attorno a 3%), ma ancora al di sotto dei livelli pre-crisi. Si notano ritmi diversi tra le principali economie, e recessione in Italia.
Stati uniti
L’indice Empire aumenta molto più delle attese a settembre a 27,5 dopo il calo a 14,7 di agosto, stabilendo il nuovo massimo da ottobre 2009. L’Empire a settembre sembra suggerire che il trend di accelerazione della crescita potrebbe essere più forte delle attese.
La produzione industriale ad agosto cala a sorpresa di 0,1% m/m da 0,2% m/m (rivista al ribasso da 0,4% m/m), per la prima volta da gennaio scorso; la variazione annua passa a 4,1% da 4,8%. Il settore manifatturiero ha mostrato una dinamica in calo (-0,4% m/m da 0,7% m/m, rivisto al ribasso da 1,0% m/m), ma al netto del settore automobili il comparto è migliorato di 0,1% m/m, come a luglio. Il settore auto contribuisce al calo della produzione industriale: il calo è del -7,6% m/m da +9,3% m/m, e va contro alle attese che si aspettavano un mese di espansione. Ciò è dovuto al minor numero di stabilimenti che hanno interrotto la produzione a luglio per le manutenzioni estive, che sono state però rinviate ad agosto. Il tasso di utilizzazione della capacità produttiva scende a 78,8% da 79,1%. Il livello della produzione dovrebbe rafforzarsi nei mesi autunnali.
Giappone
Kuroda (BoJ) in un discorso questa mattina ha ribadito che la BoJ continuerà la propria politica di stimolo fino a quando l’inflazione non sarà stabilmente al 2%. Il governatore ha detto che per ora l’inflazione è solo a metà strada verso l’obiettivo, ma ha sottolineato che l’economia rimane in crescita superiore al potenziale e su un sentiero compatibile con il raggiungimento dell’obiettivo di inflazione. Kuroda ha rilevato che le aspettative di inflazione sono in rialzo, ma anche ribadito che la banca centrale è pronta a fare di più se necessario. La nostra previsione è che alla riunione di fine ottobre con l’aggiornamento delle previsioni macro, la BoJ possa aumentare lo stimolo monetaria, se il governo avrà confermato che nel 2015 si attuerà il secondo rialzo dell’imposta sui consumi (da 8 a 10% a ottobre 2015).
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