Da seguire:…
Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente
Germania. L’indice ZEW potrebbe aver risentito del cambio di regime sui mercati finanziari negli ultimi dieci giorni, perdendo terreno fino a 17,8 da 20,4. L’indice sulla situazione corrente potrebbe tornare indietro marginalmente a 94,4 dopo il balzo del mese scorso.
Stati Uniti. Mercati chiusi per festività.
I market mover della settimana
Nell’area euro, i verbali della riunione BCE del 26 gennaio scorso faranno luce sulle posizioni interne al Consiglio sulle condizioni e tempi per nuove mosse verso la normalizzazione della politica monetaria ed in particolare sull’opportunità di modificare la guidance sugli acquisti nella prima parte del 2018.
Sul fronte dei dati, le indagini ZEW, IFO e PMI dovrebbero confermare che la fase di espansione al di sopra del potenziale prosegue indisturbata. Tuttavia, ci aspettiamo una moderazione degli indici dai livelli recenti, dal momento che la fase di accelerazione dovrebbe essere alle spalle. L’indice ZEW potrebbe aver risentito del cambio di regime sui mercati finanziari e aver perso terreno fino a 17,8 da 20,4. Il PMI composito è visto arretrare a 58,5 da 58,8. L’indice IFO potrebbe scendere a 117,2 dal nuovo massimo storico segnato a gennaio (117,6). La stima preliminare dovrebbe mostrare il morale delle famiglie ancora su livelli elevati. La stima dettagliata sulla crescita del PIL tedesco a fine 2017 dovrebbe confermare che il principale motore di crescita è stata la domanda interna, in particolare gli investimenti fissi. Le seconde stime dovrebbero confermare l’inflazione in aumento di un decimo nell’area euro (1,3%) e in Italia (1,1%) e in salita di tre decimi in Francia (1,5%).
La settimana ha pochi dati in uscita negli Stati Uniti. Il focus sarà sulla pubblicazione dei verbali della riunione del FOMC di gennaio, che dovrebbe confermare il consenso per ulteriori graduali rialzi dei tassi nel 2018, soggetti all’evoluzione dei dati, soprattutto di inflazione. La Fed pubblicherà anche il Monetary Policy Report, che verrà presentato in Congresso la settimana successiva da Powell. Le vendite di case esistenti a gennaio dovrebbero essere in rialzo dopo la correzione di dicembre 2017.
Ieri sui mercati
Stati Uniti. I prezzi all’import a gennaio sorprendono vero l’alto, con un aumento di 1% m/m (3,6% a/a), dopo +0,2% m/m a dicembre. Il petrolio registra una variazione di 4,3% m/m. Al netto del petrolio, i prezzi aumentano di 0,5% m/m, spinti dagli alimentari (+0,8% m/m) e dai materiali industriali (+3,1% m/m).
Stati Uniti. I nuovi cantieri residenziali aumentano a 1,326 mln di unità ann. a gennaio (+9,7% m/m), da 1,209 mln di dicembre. Le licenze sono in rialzo a 1,396 mln, da 1,300 mln di dicembre, con indicazioni positive per l’attività di costruzione nel trimestre.
Coeuré (BCE, membro del comitato esecutivo) ha dichiarato che non ritiene che il recente aumento della volatilità possa deragliare la ripresa euro zona.
Il punto sui mercati valutari
Anomalo il movimento di yen e franco svizzero, in questa fase di ripresa dell’appetito per il rischio.
L’euro corregge nettamente al ribasso contro dollaro. Come per lo yen, c’è bisogno ancora di un po’ di ribilanciamento delle posizioni speculative.
La sterlina non sale sui dati di inflazione. Il riassestamento delle aspettative sui tassi è già ben avanzato.
Fonte: BondWorld.it
Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it



