Flash: Germania. La fiducia delle famiglie è salita da 9,0 a 9,3.

Area Euro Germania. La fiducia delle famiglie è salita da 9,0 a 9,3. Oltre a essere ben sopra la media di lungo termine (5,4), si tratta del massimo dal 2001. GfK menziona il calo del prezzo dei carburanti come un importante fattore dietro il miglioramento del clima di fiducia, che però è sostenuto anche dalla situazione occupazionale. Balzo delle intenzioni di spesa, da 49,1 a 57,4…..

 


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Stati Uniti

La riunione del FOMC di gennaio dovrebbe prendere atto esplicitamente del fatto che in questa fase congiunturale i due obiettivi della Fed non sono complementari: la piena occupazione si avvicina, la stabilità dei prezzi si allontana. Il FOMC discuterà una revisione del comunicato sugli obiettivi lungo termine e sulla strategia di politica monetaria, in pubblicazione con i verbali il 18 febbraio: si dovrebbe ribadire che in caso di obiettivi non complementari, si adotterà un ”approccio equilibrato”. Difficilmente per ora ci saranno dettagli maggiori riguardo a cosa sia un approccio equilibrato: per questo sarà necessario attendere qualche informazione in più dai verbali. Il comunicato “regolare” dovrebbe rilevare che l’ampio rallentamento dell’inflazione è in gran parte temporaneo perché legato per lo più alla riduzione dei prezzi energetici, mentre il miglioramento del mercato del lavoro e l’avvicinamento alla piena occupazione appaiono duraturi e ben radicati. È probabile però che non emergano variazioni definite per orientare le aspettative, dato che il Comitato vorrà raccogliere informazioni da elaborare prima della riunione di marzo, che avrà revisioni di previsioni e conferenza stampa.

Alla riunione di oggi, il FOMC manterrà il riferimento alla “pazienza” nell’iniziare la svolta sui tassi, che implicitamente segnala tassi fermi almeno fino a giugno. Il messaggio del FOMC dovrebbe essere di continua  dipendenza dai dati ma, da ora in poi, inizieranno a emergere le opinioni dei partecipanti riguardo al peso relativo dell’avvicinamento alla piena occupazione rispetto all’allontanamento dal 2% di inflazione. Si apre una fase di volatilità, con i mercati che scontano la svolta sui tassi non prima del tardo autunno..

Ieri sui mercati

Il Tesoro ha collocato 3 miliardi di euro di CTZ e BTPei, al massimo del range di offerta previsto; particolarmente buono è stato il collocamento del CTZ, assegnato per 2 miliardi con un rendimento a 0,281%, minimo storico, dallo 0,489% dell’asta di fine dicembre.

Prese di beneficio hanno caratterizzato la giornata su tutti i mercati. Indici azionari in calo, rendimenti in rialzo sui mercati periferici, spread in allargamento, petrolio in rialzo e dollaro in ritirata. Sulla curva italiana il rialzo è stato di oltre 6pb sulle scadenze 10-30 anni.

L’euro è salito fino a 1,1422 dollari, rientrando successivamente in area 1,13. Il recupero ha interessato anche il cambio con il franco svizzero, rimbalzato a 1,03.

Grecia. Il nuovo governo ha giurato ieri pomeriggio. Confermate le indiscrezioni della vigilia sulla squadra economica, che vede Yannis Dragasakis incaricato dei negoziati con i creditori internazionali e Yanis Varoufakis al ministero delle finanze; il ministero che incorpora le deleghe a economia, infrastrutture, turismo e trasporto navale è stato assegnato a un altro economista, Stathakis. Già alla fine della settimana è previsto un incontro con il presidente dell’Eurogruppo sulla questione dell’ultima tranche di prestiti internazionali. Già annunciato il blocco della privatizzazione del porto del Pireo, che prevedeva la cessione di una quota del 67% al gruppo cinese Cosco, mentre un altro sottosegretario ha preannunciato la riassunzione di pubblici dipendenti licenziati. Il voto di fiducia dovrebbe tenersi il 5 febbraio.

Stati Uniti. Gli ordini di beni durevoli di dicembre deludono le aspettative di moderato rialzo, segnando un  calo di -3,4% m/m, il quarto consecutivo. Gli ordini di beni capitali crollano di -9,3% m/m, dopo -2,6% m/m di novembre. Le consegne danno informazioni più benigne, con un incremento di 1,1% m/m; nel comparto beni capitali ex difesa, si registra un aumento di 0,2% m/m. I dati degli ordini sono in linea con un ulteriore indebolimento degli investimenti non residenziali nel 1° trimestre 2015, da un ritmo molto rapido di metà 2014. La crescita del PIL fra fine 2014 e inizio 2015 dovrebbe essere in larga misura trainata dai consumi, mentre il settore manifatturiero risentirà sia del rallentamento dell’attività nel comparto energetico, sia degli effetti dell’apprezzamento del dollaro.  

Stati Uniti. La stima flash del PMI Markit dei servizi a gennaio aumenta a 54, da 53,3 di dicembre. L’indagine registra un nuovo calo della componente prezzi degli input; l’occupazione è poco variata a 51,4 da 51,5 di dicembre. L’indice composito preliminare sale a 54,2 da 53,5 di dicembre, con il contributo positivo del settore servizi che più che compensa il modesto calo del manifatturiero.

Stati Uniti. Le vendite di case nuove sorprendono verso l’alto  a dicembre, salendo a 481 mila (+11,6% m/m) da 431 mila del mese precedente e toccando il massimo da giugno 2008. I dati dei mesi precedenti sono rivisti verso l’alto di 11 mila unità. Le scorte di case invendute sono pari a 5,5 mesi di vendite, da 6 mesi di novembre. Le vendite sono in crescita in tutte le aree tranne nel Midwest. Le vendite di case nuove sono state molto volatili nel 2014, ma dal 2° semestre in poi segnalano un moderato trend verso l’alto.

Stati Uniti. La fiducia delle famiglie rilevata dal Conference Board a gennaio aumenta a 102,9 da 93,1 di dicembre (rivisto da 92,6) e tocca il massimo da agosto 2008. Le condizioni correnti salgono a 112,6 da 99,9, le aspettative a 96,4 da 88,5. La valutazione del mercato del lavoro (jobs plentiful-jobs hard to get) balza a -5,2 da -10,1 di dicembre, confermando che il miglioramento delle condizioni occupazionali correnti e future è una forte spinta per la fiducia. Le aspettative di inflazione a 1 anno sono stabili a 5%. Sia gli indici di fiducia, sia i dettagli dell’indagine sono decisamente positivi e danno supporto alla previsione di consumi in forte crescita e di ulteriore miglioramento del mercato del lavoro. Queste indicazioni solide dal lato dei consumi più che controbilanciano la debolezza registrata dagli ordini di dicembre.

Fonte: BONDWorld.it


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