Da seguire: La riunione della Banca del Giappone si è conclusa senza novità: lo stimolo è rimasto invariato…
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- In settembre, le riserve valutarie della Cina sono calate di 50 miliardi di dollari, a 3510 miliardi. Circa un quinto del calo può essere spiegato da cambiamenti di valorizzazione dovuti ai movimenti dei tassi di cambio.
Area Euro
- Germania. La produzione industriale è calata di -1,2% in agosto, annullando l’incremento di +1,2% m/m registrato in luglio. La contrazione interessa tutti i comparti: il manifatturiero (-1,1%), la produzione di energia (-1,4% m/m) e le costruzioni (-1,3% m/m). Il terzo trimestre potrebbe chiudersi con una variazione negativa rispetto al secondo.
- Spagna. La produzione industriale potrebbe correggere lievemente ad agosto dopo gli aumenti visti negli ultimi 8 mesi. Stimiamo una flessione congiunturale di un decimo (anche per effetto del rallentamento delle commesse dall’America Latina), che lascerebbe il tendenziale su ritmi più che accettabili (4,8% da 5,2% precedente). Se confermato, il dato lascerebbe l’output in rotta per un incremento dell’1% t/t nel trimestre estivo (in rallentamento rispetto ai due trimestri precedenti).
Ieri sui mercati
- Il mercato dei titoli di stato ha visto altri movimenti indotti dai mercati azionari: il lieve rialzo dei rendimenti sui mercati europei è stato seguito da un lieve calo su quelli americani, con gli indizi azionari locali che hanno chiuso negativi. Marginale riduzione del differenziale BTP-Bund sulle scadenze lunghe.
- Dopo l’effimero rimbalzo di venerdì, il dollaro è tornato nella parte bassa dell’intervallo di oscillazione delle ultime due settimane.
- Netto rimbalzo delle quotazioni petrolifere: il future sul Brent Crude è balzato a $51,92, rompendo al rialzo l’intervallo di oscillazione che aveva contraddistinto il mercato dal 7 settembre.
- Stati Uniti. Ad agosto, il deficit della bilancia commerciale ha registrato un significativo allargamento, da -41,8 mld a -48,3 mld di dollari. L’ampliamento è concentrato nei settori ex-petrolio. I dati indicano che il canale estero probabilmente darà un ampio contributo negativo alla crescita del 3° trimestre, ma confermano anche un’ampia spinta alla crescita dei consumi che si trasferisce sulle importazioni (e si vedrà inizialmente anche nelle scorte).
- Stati Uniti. Williams (San Francisco Fed, votante) ha ribadito che a suo avviso “ha ancora senso alzare i tassi quest’anno”. L’employment report di settembre è stato “decente” e non rappresenta un ostacolo alla svolta.
Fonte: BondWorld.it
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