Flash Macro Daily

Flash: Germania. La produzione industriale è cresciuta di 2.6% m/m in agosto

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Germania. La produzione industriale è cresciuta di 2.6% m/m in agosto, dopo il -0,1% m/m di luglio. Il balzo è imputabile soprattutto al forte incremento della produzione di beni di investimento (+4.8%), ma tutti i comparti industriali sono cresciuti vigorosamente. La variazione trimestrale acquisita è pari a 1,4% t/t, in rallentamento dal +1,9% del 2017T2. La produzione, invece, è calata di -1,2% m/m nelle costruzioni, dove era stata invariata in luglio.

Spagna. Martedì il presidente della Catalogna Puigdemont si presenterà davanti al parlamento regionale per formulare una “simbolica dichiarazione di indipendenza”, secondo le parole della segretaria del partito PDeCAT, affermando la validità del controverso referendum del 1° ottobre ma senza pronunciare una dichiarazione formale di secessione. La grande manifestazione per il dialogo e l’unità che si è svolta nel fine settimana a Barcellona ha dimostrato che i radicali indipendentisti non hanno necessariamente il controllo della piazza e stanno arrivando da più parti appelli per evitare passi irrevocabili che probabilmente porterebbero al commissariamento della Catalogna in base all’art. 155 della costituzione spagnola.

Stati Uniti – Mercati chiusi per Columbus Day.

I market mover della settimana

Nella zona euro i dati di agosto sulla produzione industriale dovrebbero confermare la fase espansiva per il comparto. L’output è visto in crescita in Germania (+0,6% m/m), Francia (0,6% m/m) e nella media area euro (+0,2% m/m) ma in calo in Italia (-0,2% m/m) dopo tre mesi di aumenti superiori alle attese. In tutta l’area euro, la produzione crescerà meno che nei tre mesi precedenti per effetto della debolezza registrata tra giugno e luglio ma dovrebbe trattarsi di una pausa; ci aspettiamo, sulla base delle indicazioni dalle indagini, una riaccelerazione da settembre. Le seconde stime dovrebbero confermare l’inflazione tedesca stabile a 1,8% a settembre, quella francese in accelerazione di un decimo a 1,1% mentre quella italiana in calo a 1,1% da 1,3%.

La settimana ha molte informazioni rilevanti in uscita negli Stati Uniti. I verbali della riunione del FOMC di settembre dovrebbero confermare l’inclinazione del Comitato a favore di un rialzo dei tassi a dicembre, pur in presenza di ampia incertezza sul sentiero dell’inflazione. Le vendite al dettaglio di settembre saranno influenzate dagli uragani, ma dovrebbero essere coerenti con una crescita solida dei consumi nel secondo semestre: le vendite sono attese in rialzo forte, grazie a benzina, auto e materiali da costruzione. Sul fronte dell’inflazione, il CPI e il PPI headline a settembre dovrebbero segnare ancora aumenti molto ampi per via della benzina; gli indici core dovrebbero invece essere in rialzo di 0,2% m/m.

Ieri sui mercati

Stati Uniti. Gli occupati non agricoli sono calati di -33mila unità in settembre, dopo i robusti incrementi di luglio (138mila, rivisto da 189mila) e agosto (169mila, 13mila più della precedente stima). Il calo dell’occupazione si è verificato anche nel settore privato (-40mila) ed è dovuto all’impatto degli uragani (1,5 milioni di persone non hanno potuto recarsi al lavoro e 2,0 milioni hanno lavorato part-time). La contrazione dovrebbe perciò essere compensata da aumenti a ottobre e novembre. In effetti, il dato è condizionato da un crollo di -105mila unità degli occupati nella ristorazione. L’indagine campionaria presso le famiglie ha rilevato invece un balzo di forza lavoro e occupati, oltre a un calo notevole (-351mila) dei disoccupati. Il tasso di disoccupazione scende così al 4,2%. Le ore lavorate scendono di -0,1% m/m dopo il +0,1% di agosto. Accelera la dinamica salariale: +0,5% m/m da +0,2% m/m per le retribuzioni orarie.

Stati Uniti. Rosengren (Boston Fed) ha detto che a suo avviso è “prudente” proseguire con rialzi graduali dei tassi, in modo da sostenere la ripresa più a lungo senza rischiare di dover agire aggressivamente.

Fonte: BondWorld.it


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