Flash Macro Daily

Flash: Germania. Le vendite al dettaglio a luglio calano più delle attese

Da seguire: Area Euro…….


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8:00h Germania. Le vendite al dettaglio a luglio calano più delle attese, con una contrazione di -1,2% m/m, dopo i forti aumenti del mese precedente, rivisto ancora al rialzo (+1,3% a giugno) pur in presenza di una revisione verso il basso di maggio (a 0,1% m/m da 0,8% m/m). Dovrebbe trattarsi solo di una pausa: le indagini di fiducia presso le imprese operanti nel commercio e il morale elevato delle famiglie indicano una tenuta della spesa dei consumatori. Il dato di luglio lascia le vendite in rotta per una stagnazione a settembre dopo il forte aumento del trimestre precedente.

8:45h Francia. La stima flash dovrebbe indicare che i prezzi al consumo sono cresciuti ad agosto di +0,5% m/m (da -0,3% m/m precedente) sull’indice nazionale e di +0,6% m/m (da -0,4% m/m) su quello armonizzato. Decisivo il contributo dall’energia. L’inflazione annua, di conseguenza, dovrebbe accelerare di due decimi a 0,9% sulla misura nazionale e all’1% su quella armonizzata. Nei prossimi mesi un effetto base sfavorevole potrebbe tornare a fare calare di qualche decimo l’inflazione rispetto ai livelli di agosto.

11:00h Il tasso di disoccupazione è visto stabile nell’Eurozona al 9,1% a luglio dopo il calo del mese precedente; l’espansione ciclica dovrebbe spingere il tasso di disoccupazione fino all’8,7% a fine 2017. In Germania, il tasso di disoccupazione è visto stabile al 5,7% per il terzo mese consecutivo ad agosto; il mercato del lavoro tedesco è quasi al pieno impiego e non ci aspettiamo cali significativi dei senza lavoro di qui a fine anno. In Italia, la disoccupazione potrebbe rimanere stabile all’11,1% dopo essere scesa di due decimi a giugno, anche se in questa fase la nuova occupazione è soprattutto temporanea.

11:00h Area euro. La stima preliminare dovrebbe mostrare l’inflazione in salita di un decimo all’1,4% ad agosto. Sul mese i prezzi sono visti in aumento di +0,2% m/m, interamente dovuto alla dinamica dei prezzi core. L’inflazione sottostante dovrebbe rimanere invariata all’1,2%. Il CPI è atteso in aumento fino all’1,5% a novembre e quindi calare nuovamente tra fine 2017 e inizio 2018, frenato da un effetto base sfavorevole. Solo a 2018 inoltrato la dinamica dei prezzi al consumo dovrebbe muovere in modo più duraturo verso l’1,5%.

11:00h Italia. La stima preliminare dovrebbe mostrare i prezzi al consumo stabili sull’indice armonizzato e in salita di tre decimi secondo il NIC (sulla scia dei rincari dei trasporti, delle spese per il tempo libero e degli alimentari). L’inflazione annua salirebbe così di un decimo a 1,3% sull’indice armonizzato e a 1,2% sulla misura nazionale. La lieve salita dovrebbe proseguire nei prossimi mesi, sino a un picco di 1,7% armonizzato a ottobre.

Stati Uniti

14.30 La spesa personale a luglio è prevista in accelerazione, con una variazione di 0,4% m/m, dopo +0,1% m/m di giugno. Le vendite al dettaglio a luglio sono aumentate di 0,6% m/m; la variazione positiva del comparto dei beni dovrebbe essere rinforzata dai servizi. Anche il reddito personale dovrebbe dare indicazioni positive, in rialzo di 0,4% m/m a luglio, dopo la stabilità vista a giugno. L’employment report ha registrato informazioni solide, con aumenti di occupazione, ore lavorate e salari orari, che dovrebbero determinare una netta accelerazione del reddito da lavoro (a 0,5% m/m). I deflatori dei consumi totale e core dovrebbero essere in rialzo di 0,1% m/m, come per il CPI, per via del freno delle tariffe alberghiere (particolarmente volatili in questa stagione) e dei prezzi delle auto, a fronte di un rimbalzo dei prezzi dei servizi medici e dell’abbigliamento. Su base annua, l’inflazione dovrebbe essere all’1,4% a/a per entrambi gli indici. Per ora l’opinione generale nel FOMC è che il rallentamento dell’inflazione sia dovuto a fattori temporanei, tuttavia le informazioni dei prossimi mesi saranno rilevanti per determinare i tempi del prossimo rialzo dei tassi.

Giappone. La produzione industriale a luglio (stima prel.) cala di -0,8% m/m, dopo il forte aumento di giugno (rivisto anche verso l’alto a 2,2% m/m), e punta a un potenziale rallentamento della dinamica dell’output nel 3° trimestre. Tuttavia le proiezioni del METI segnalano aspettative di +6% m/m ad agosto, indicando continua espansione. I dati restano comunque in linea con un’economia solida, come indicato dal mercato del lavoro, sempre sotto pressione: a luglio il tasso di disoccupazione è stabile a luglio a 2,8% e un ulteriore aumento del jobs-to-applicant ratio a 1,52, sui massimi da febbraio 1974.   

Cina. Il PMI manifatturiero ad agosto aumenta a 51,7 da 51,4, con una correzione degli ordini dall’estero, ma un moderato miglioramento degli ordini totali, indice di recupero della domanda domestica. Il PMI non manifatturiero invece corregge a 53,4 da 54,5, e punta a un rallentamento dell’attività. 

Ieri sui mercati

I mercati azionari sono tornati in rialzo, sulla scia delle reazioni contenute dopo il nuovo lancio missilistico nord-coreano: S&P +0,5%, Euro stoxx +0,5%, Dax +0,5%, FTSE MIB +0,4%, Nikkei +0,7%.

I dati macroeconomici, positivi e migliori del previsto, più che il rientro dell’avversione al rischio, hanno determinato moderate correzioni sui mercati obbligazionari. I rendimenti dei BTP calano di circa 2 pb sia sul tratto a 2 anni (–0,17%), sia su quello a 10 anni (2,08%). Il Bund a 10 anni è stabile, a 0,36%, con lo spread in area 172. Nell aste a medio-lungo termine il Tesoro ha collocato tutti i 7,25 miliardi di euro offerti in BTP e 5 e 10 anni e in CCTeu con rendimenti in lieve calo, a fronte di una buona domanda.

Sui mercati valutari, il dollaro ha recuperato modestamente, tornando sopra 110 contro yen e poco sotto 1,19 contro euro (1,1868 questa mattina).   

Area Euro. L’indice di fiducia economica ESI elaborato dalla Commissione UE è salito più del previsto ad agosto a 111,9 da un precedente 111,3 8rivsto al rialzo di un decimo). Si tratta del 5° aumento consecutivo, che lascia l’indice sui livelli di metà 2007. Il morale è migliorato nell’industria a 5,1 da 4,5 e le imprese si attendono un aumento di produzione anche nei prossimi mesi, nonostante la lieve flessione della domanda e delle attese all’export. Nei servizi, la fiducia è salita a 14,9 da un precedente 14,2, grazie ad un aumento di domanda per i prossimi mesi. Nel commercio al dettaglio, la fiducia è tornata indietro a 1,6, da 3,9, per effetto della correzione marcata registrata in Francia, Germania ed in minor misura in Italia. Nelle costruzioni, il morale è tornato indietro in agosto a -3,8 da -1,8, su scia del calo dell’indice in Spagna. La fiducia delle famiglie è stata confermata in miglioramento a -1,5 da -1,7. La fase di accelerazione del manifatturiero si riflette nella creazione di posti di lavoro con le imprese che hanno rivisto al rialzo le intenzioni ad assumere. Negli altri settori, invece, le imprese segnalano una revisione al ribasso dei piani di espansione dell’organico.  Le attese sui prezzi di vendita sono viste in aumento nell’industria (in linea con la media di lungo termine), ma sono calate nelle costruzioni e commercio al dettaglio al di sotto della media di lungo periodo. Nei servizi, le attese di prezzo sono circa stabili a 6,3, livello superiore alla norma storica. Nel complesso, l’indagine conferma che il ciclo euro zona ha tenuto meglio delle attese anche in agosto. Il PIL dovrebbe essere cresciuto ancora di 0,6% t/t in estate come nel 2° trimestre. A fronte della fase di solida espansione al disopra del potenziale, non si evidenziano pressioni sui prezzi di vendita e o sulla dinamica sottostante dei prezzi al consumo anche in Germania (v.sotto). La BCE si troverà a dover gestire una comunicazione quanto mai delicata a settembre. L’andamento solido dell’economia suggerirebbe una retorica meno accomodante, ma il recente rialzo del tasso di cambio ha difatti innescato una restrizione delle condizioni finanziarie che rende meno urgente un cambio di tono anche perché il rischio è che il cambio possa muovere ulteriormente al rialzo gravando poi su crescita e inflazione. La BCE al più tardi alla riunione di ottobre dovrà comunque fornire delle indicazioni sul programma di acquisto APP dopo dicembre 2017. Un’estensione degli acquisti oltre settembre 2018 rimane il nostro scenario centrale.

L’inflazione sale più delle attese in Germania e Spagna in agosto. In Germania, i dati dai Laender hanno indicato un aumento dei prezzi al consumo di 0,1% m/m ad agosto sulla misura nazionale e di 0,2%m/m sull’indice armonizzato. L’inflazione è salita a 1,8% da 1,7% sulla misura nazionale ma di 0,3 sull’indice armonizzato a 1,8%, più delle stime di consenso. Le pressioni sono venute dai prezzi interni in particolare dai capitoli, istruzione e abbigliamento mente i costi dei servizi ricreativi sono calati nel mese. Non escludiamo che l’inflazione al netto di energia ed alimentari sia salita ad agosto a 1,9% da un precedente 1,8% (sull’indice nazionale). In Spagna, l’inflazione è salita di 0,3 ad agosto al 2,0% da un precedente 1,7%, mentre sulla misura nazionale l’inflazione è salita di solo un decimo a 1,6%.

Italia. Moody’s ha rivisto al rialzo le stime di crescita dell’Italia per il 2017 e il 2018 portandole in entrambi i casi a 1,3% da, rispettivamente, 0,8% e 1%.

Stati Uniti. La seconda stima del PIL del 2° trimestre registra una revisione verso l’alto molto più ampia del previsto, con una crescita complessiva di 3% t/t ann., da 2,6% t/t ann. della prima stima. La revisione principale riguarda i consumi, in rialzo di 3,3% t/t ann. Anche gli investimenti fissi delle imprese sono rivisti ampiamente verso l’alto, a 6,9% t/t ann., da 5,2% t/t ann., con variazioni solide sia per le strutture (6,2% t/t ann., dopo +14,2% t/t ann. del 1° trimestre), sia per i macchinari (+8,8% t/t ann.). Le voci deboli della crescita sono gli investimenti residenziali restano in calo (-6,5% t/t ann., dopo +11,1 % t/t ann.), e la la spesa pubblica (-0,3% t/t ann.). Le scorte danno un contributo circa nullo, mentre il canale estero contribuisce alla crescita per un modesto 0,2 pp. I dati sono positivi perché confermano la forza della crescita dei consumi e degli investimenti, e danno una base di partenza solida per il 3° trimestre. Sulla base dell’uscita dal 2° trimestre e delle informazioni relative a luglio e agosto, la crescita estiva dovrebbe essere circa in linea con quella della primavera. Le stime nowcasting per il 3° trimestre vedono variazioni di 3,4% t/t ann. sia per l’Atlanta Fed sia per la St Louis Fed.

La stima ADP dei nuovi occupati non agricoli privati sorprende verso l’alto, con una variazione di 237 mila e una revisione a 201 mila per luglio. Disaggregando per settore, si osservano +33 mila occupati nell’industria manifatturiero, +16 mila, costruzioni +18 mila, estrattivo -1000) e +204 mila nei servizi, con aumenti marcati per sanità e ospitalità. I dati dell’ADP, insieme a quelli della fiducia dei consumatori, mettono qualche rischio verso l’alto per l’employment report in uscita venerdì.   

Fonte: BondWorld.it


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