Area Euro Germania. La produzione industriale è cresciuta di 1,4% m/m a settembre dopo il -3,1% di agosto, ridimensionato rispetto alla prima stima. La dinamica di ordini e produzione nei mesi estivi è stata distorta da fattori eccezionali il cui effetto sulla dinamica produttiva….
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dovrebbe rientrare del tutto da ottobre. In settembre, il rimbalzo della produzione di beni capitali (+4,5%, dopo un -7,95 in agosto) ha più che compensato il perdurante calo della produzione di beni di consumo e beni intermedi, portando a un incremento di 1,7% per il manifatturiero. Nuovamente in calo le costruzioni (-1,2%), in forte rialzo la produzione energetica (+2,4%). Il 3° trimestre dovrebbe chiudere con un calo di produzione di 0,4% t/t dopo il -1,1% t/t del 2° trimestre.
Germania. Netto rimbalzo dell’export (+5,5% m/m) dopo il tracollo di di agosto (-5,8% m/m). Le importazioni sono aumentate di 5,4% m/m dopo il -1,3% di agosto. Il saldo destagionalizzato della bilancia commerciale è migliorato a 18,5 miliardi di euro da 17,5 miliardi del mese precedente. Le indagini PMI e IFO hanno segnalato una dinamica ancora fiacca delle esportazioni tedesche tra fine estate e inizio autunno: è quindi possibile che si veda una nuova flessione dell’export in ottobre.
Francia. La produzione industriale è rimasta stabile in settembre dopo lo -0,2% m/m del mese precedente (rivisto). Rimbalzo della produzione manifatturiera: +0,6% m/m dopo il calo quasi identico (-0,5%) di agosto. Sul trimestre la produzione manifatturiera aumenta di +0,2% t/t, quella industriale di 0,5% grazie al forte contributo del comparto energetico. Rispetto a un anno fa, l’indice della produzione è quasi invariato (+0,1% per la produzione manifatturiera). Le indagini di clima continuano a segnalare che l’industria francese rimane stagnante anche in autunno.
Spagna. Ci aspettiamo una crescita della produzione industriale, al netto dei fattori stagionali, di 0,4% a/a a settembre, dopo il +0,6% a/a del mese precedente. La Spagna è per il momento meno colpita dal rallentamento in atto nel resto della zona euro.
Stati Uniti
L’employment report di ottobre dovrebbe essere nuovamente solido. La variazione degli occupati non agricoli è prevista a 250 mila, dopo 248 mila di settembre. I nuovi sussidi continuano a calare e sono stabilmente intorno a 280 mila unità, su livelli tipicamente associati con una dinamica occupazionale intorno a +300 mila nuovi posti mensili. Le prime indagini di settore di ottobre hanno confermato livelli elevati per la componente occupazione. Il tasso di disoccupazione dovrebbe stabilizzarsi a 5,9%, sui minimi da luglio 2008, con un ritorno del tasso di partecipazione a 62,8% (livello medio degli ultimi 6 mesi), da 62,7% di settembre. I salari orari sono attesi in aumento di 0,2% m/m (2,1% a/a); a settembre la variazione mensile era stata nulla. Il trend della dinamica salariale dovrebbe restare circa stabile, intorno al 2% a/a, come visto ormai da circa 2 anni. I dati dovrebbero confermare il proseguimento del processo di riequilibrio del mercato del lavoro e della riduzione delle risorse inutilizzate, anche se per ora non si vede accelerazione dei salari. Il tasso di disoccupazione dovrebbe essere intorno al 5,5% entro metà 2015.
Ieri sui mercati
I mercati hanno recepito nel modo voluto dalla BCE i messaggi della conferenza stampa di Draghi. L’euro è subito sceso, estendendo il ribasso nel corso della notte fino a raggiungere nuovi minimi di 1,2363. Questa mattina è in corso un marginale rimbalzo correttivo, ma il cambio rimane sotto 1,24 dollari.
L’impatto sui tassi ha riguardato soprattutto i premi al rischio: Spagna e Italia hanno beneficiato di modeste riduzioni dei differenziali con la Germania. Marginale rialzo per i rendimenti dei titoli di stato tedeschi, un po’ più ampio per quelli americani (anche i numeri dei sussidi hanno contribuito ad aumentare la tensione per l’odierno rapporto sull’occupazione).
Anche grazie ai dati, l’avanzata del dollaro è stata ad ampio raggio, interessando fra gli altri i cambi contro yen, dollaro australiano, dollaro canadese, sterlina.
Prosegue il crollo del rublo. Questa mattina sta sfiorando quota 48 contro dollaro e il corridoio di oscillazione è stato spostato di altri 5 centesimi. Vi sono aspettative di un ulteriore calo del 10% prima che la banca centrale intervenga più energicamente.
Fonte: BONDWorld.it
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