Da seguire: Area euro: – Dopo due mesi di calo, le vendite al dettaglio nell’area euro sono viste in crescita di +0,2% m/m a ottobre, specularmente rispetto al -0,2% m/m precedente. Su base annua le vendite rallenterebbero ….
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a 1,1% da 1,3% a/a. Il dato potrebbe essere trainato da una crescita delle vendite in Germania, a fronte di una contrazione in Francia. In generale, la ripresa in corso per i consumi delle famiglie resta assai graduale e modesta.
– Il PMI dei servizi dovrebbe confermare la stabilità emersa con la stima preliminare, a 55,2. Un lieve calo a 55,2 è atteso per il PMI composito. Il dato irlandese, già pubblicato, è in marginale flessione a 50,8 da 50,9.
Stati Uniti
– L’employment report di novembre dovrebbe mostrare una crescita di occupati non agricoli di +125 mila. Il settore privato dovrebbe creare 140 mila posti, in linea con la media degli ultimi tre mesi (136 mila), di poco inferiore ai +159 mila di ottobre. La componente principale dell’aumento degli occupati privati dovrebbe essere ancora determinata dalle assunzioni nel settore dei servizi (media ultimi 3 mesi: 130 mila). Nel settore beni, il manifatturiero potrebbe vedere stabilizzazione, sulla base delle indicazioni delle indagini, mentre per le costruzioni le indicazioni dai dati di cantieri e vendite i segnali sono negativi (media ultimi 3 mesi: +10 mila). Il settore pubblico dovrebbe vedere un calo di occupati legato ancora in gran parte ai tagli di enti locali e statali. Il tasso di disoccupazione dovrebbe rimanere stabile a 9,6%, a parità di tasso di partecipazione (-2 decimi di punto a ottobre a 64,5%, minimo dal 1984, prima degli effetti dell’ingresso delle donne nel mercato del lavoro). Ci potrebbe essere un rimbalzo nell’occupazione rilevata dall’indagine presso le famiglie che contribuirebbe al contenimento del tasso di disoccupazione: a ottobre gli occupati rilevati con questa indagine sono scesi di 330 mila (media ultimi 3 mesi: 34 mila) e si dovrebbe vedere un rimbalzo. I salari orari dovrebbero aumentare di 0,1% m/m dopo il +0,2% m/m di ottobre.
– L’ISM del settore non manifatturiero a novembre è previsto in aumento a 54,8 da 54,3 di ottobre. Il settore servizi dà segnali positivi, con una buona dinamica dei consumi anche nei settori discrezionali, un aumento ampio dell’indice della Richmond Fed per novembre (a +7 da -7 di ottobre, sui livelli di giugno-luglio), un miglioramento del mercato del lavoro. L’ISM a 55 si riporterebbe sui livelli del 2° trimestre e sarebbe coerente con una crescita del PIL del 2,5%, in linea con le previsioni per il 4° trimestre.
Ieri sui mercati
Nonostante la BCE non abbia offerto alcuna apertura significativa sul fronte dello SMP, gli spread sovrani nella zona euro si sono ulteriormente stretti: Irlanda – 55pb, Portogallo -48pb, Spagna -23pb, Italia -16pb. La Spagna ha collocato 2,39 mld del benchmark triennale a un tasso medio di 3,71%, 119pb sopra il risultato di due mesi fa; la prospettiva di rendimenti elevati ha attratto domanda pari a 2,27x l’offerta, quest’ultima peraltro prudentemente ridotta rispetto alla norma. La Grecia rischia un declassamento da parte di S&P, che ora valuta il debito sovrano a BB+: anche in questo caso, viene citata la subordinazione del debito ordinario rispetto ai fondi prestati dal meccanismo europeo dopo il 2013. Rendimenti in rialzo per Bund (+4pb) e UST (+3pb); steepening 5-2 anni. Il rimbalzo del cambio euro/dollaro è arrivato a 1,3233, quello sul franco svizzero a 1,3141.
Area Euro
La seconda lettura dei dati di contabilità nazionale relativi al 3° trimestre ha confermato che la crescita del PIL nell’area euro ha rallentato a +0,4% t/t da +1,0% t/t. La crescita annua si conferma stabile a +1,9% a/a. Rimane forte il traino della Germania che, pur in rallentamento rispetto all’eccezionale trimestre primaverile, si conferma su ritmi ancora sostenuti (+0,7% t/t). Il contributo della domanda domestica è di 0,3% t/t, massimo da due anni e mezzo.
La BCE ha annunciato la proroga dell’attuale regime di fornitura di liquidità almeno sino alla fine del 1° trimestre 2011. Circa le attese di una possibile espansione del programma di acquisti di titoli di Stato, Trichet si è limitato a dichiarare che il programma continua e che sarà commisurato alle tensioni di mercato. In sostanza, nemmeno il rischio di contagio della crisi ha spinto la BCE a passare il Rubicone: la Banca rimane contraria a ogni forma di quantitative easing o di monetizzazione del debito. Si veda il Focus.
Stati Uniti
I sussidi di disoccupazione salgono a 436 mila nella settimana conclusa il 27 novembre, da 410 mila (rivisto da 407 mila) della settimana precedente. I dati confermano il graduale miglioramento del mercato del lavoro, ma non modificano la previsione di un tasso di disoccupazione poco variato dai livelli attuali nei prossimi mesi.
Dalla Fed sono emerse conferme della divergenza di opinioni sull’intervento di stimolo quantitativo deciso a novembre.
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Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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