Flash: Grecia. Questa sera è in agenda a partire dalle h. 19:00 una riunione dell’Eurogruppo dedicata al programma di sostegno finanziario per la Grecia

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Da seguire: Area Euro: Germania. L’indice IFO è visto in calo a 107,8 dopo la pausa di maggio a 108,5; tornerebbe quindi sul livello di marzo scorso. L’indice rimarrebbe in ogni caso al di sopra della media di lungo termine e su di un livello (108,3 in media nel 2° trimestre da…

 


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107,1 nel 1° trimestre) coerente con una crescita di 0,5% t/t del PIL tedesco a inizio estate, in linea con le nostre stime più recenti. Il rallentamento della domanda mondiale potrebbe aver pesato sul libro ordini deprimendo l’attività corrente a 101,9 da 103,0. L’incertezza sulla Grecia e la maggiore volatilità sui mercati finanziari potrebbero aver pesato sulle attese viste in calo fino a 114,0 da 114,3.

Belgio. L’indice ciclico BNB potrebbe ritracciare parte del rimbalzo del mese precedente e calare a -5,4 da -4,9. Il recupero di maggio era spiegato in particolare dal commercio al dettaglio ed è in questo comparto che ci aspettiamo un calo. Nel manifatturiero il morale è atteso cedere a-6,9 da -6,4 per lo più sulla componente “attese” e marginalmente sulla domanda estera.

Grecia. Questa sera è in agenda a partire dalle h. 19:00 una riunione dell’Eurogruppo dedicata al programma di sostegno finanziario per la Grecia. Nei giorni scorsi, diversi rappresentanti dell’Unione Europea hanno espresso pubblicamente ottimismo riguardo alla possibilità di concludere un accordo con il governo greco che preveda nuovi aiuti finanziari in cambio di misure di correzione fiscale e riforme. Il FMI, invece, è stato silenzioso. Questa mattina, il ministro dell’economia Stathakis ha dichiarato in un’intervista che rimangono “due o tre questioni” da risolvere, e ha menzionato le esenzioni dall’IVA per gli operatori delle piccole isole (un tema su cui sta battagliando il partner di governo ANEL) e gli impegni alla riduzione del debito. Sempre Stathakis ha dichiarato che la Grecia non ha nessuna intenzione di chiedere “un’estensione del programma” (che sembra essere una richiesta della Germania).

Nello scenario ideale, l’Eurogruppo dovrebbe ricevere questa sera una precisa agenda con i tempi di adozione delle singole misure; quindi, darebbe il via libera all’accordo che sarebbe poi ratificato domani dall’Euro Summit (forse con qualche promessa sulla ristrutturazione del debito); nei giorni seguenti, entro lunedì, il Parlamento greco sarebbe chiamato ad approvare il piano e forse una o due misure chiave. A tale riguardo, ieri si sono sentite le prime proteste da parte della fazione radicale di Syriza e un esponente del governo ha minacciato la crisi se la maggioranza parlamentare non passerà le misure. Dopo l’approvazione del Parlamento greco, gli altri paesi provvederanno alla ratifica dell’accordo in base alle proprie procedure. I margini di flessibilità sono ormai ridotti al minimo: secondo il ministro austriaco delle finanze, se non si chiude entro domenica i passi successivi diventano imprevedibili.

Ieri, la BCE ha autorizzato un’estensione dell’ELA per un solo miliardo di euro, a 89 miliardi complessivi. Tuttavia, la pressione sulle banche greche è calata grazie ai segnali più positivi arrivati lunedì.

Stati Uniti

La stima finale del PIL del 1° trimestre dovrebbe essere rivista verso l’alto a -0,1% t/t ann., da
-0,7% t/t ann. della seconda stima. La revisione dovrebbe essere guidata da consumi più forti (rivisti a 2,2% t/t ann. da 1,8% t/t ann.) alla luce delle informazioni pubblicate recentemente dal Census Bureau riguardo alla spesa per servizi sanitari; anche gli investimenti residenziali e non residenziali dovrebbero essere più solidi.

Ieri sui mercati

Area Euro

Area euro i PMI di giugno segnalano che la ripresa continua. A sorpresa, il PMI composito è salito di mezzo punto a giugno a 54,1, recuperando i cali di aprile e maggio. L’indice è tornato sui massimi da aprile del 2014 ed in media nel 2° trimestre si colloca a 53,9 (primo trimestre: 53,3). Il dato positivo è che il PMI manifatturiero tedesco è salito di 0,8 punti a 51,9, grazie ad un recupero di mezzo punto degli ordini dall’estero, che a 51,8 rimangono però ancora al di sotto del livello di marzo (52,1). Nel complesso ci sembra che il quadro tracciato dai PMI sia positivo e che confermi la previsione di graduale ripresa della zona euro.

Italia. Notizie in media positive sull’economia italiana: il mese di aprile ha registrato un aumento degli ordini all’industria (+5,4% m/m, +7,9% a/a: in entrambi i casi si tratta di un massimo da circa quattro anni), pur in presenza di un calo del fatturato (-0,6% m/m, -0,2% a/a), e una ripresa su base congiunturale delle vendite al dettaglio (+0,7% m/m: massimo da quasi due anni), che pure restano piatte su base tendenziale. Inoltre, il governo ha approvato un decreto che migliora le tutele per i creditori e allinea il trattamento fiscale delle perdite su crediti a quello degli altri paesi.

Stati Uniti

Gli ordini di beni durevoli a maggio sono ampiamente inferiori alle attese, con un calo di -1,8% m/m (consenso: -1% m/m), e il dato di aprile è rivisto verso il basso a -1,5% m/m da -0,5% m/m. La contrazione è dovuta in larga misura al comparto dell’aeronautica civile, che segna un calo di -35,3% m/m. Per i beni capitali ex-difesa e aerei gli ordini aumentano di +0,4% m/m, ma restano in ampio calo per la media a 3 mesi ann. (-7,9%). Le consegne di beni capitali ex difesa e aerei aumentano di 0,3% m/m, terzo rialzo consecutivo. Il rapporto scorte/fatturato è invariato a 1,67 da marzo. I dati confermano che gli investimenti non residenziali resteranno deboli nel 2° trimestre, mentre consumi e investimenti residenziali daranno ampi contributi positivi alla crescita che prevediamo vicina al 3% t/t ann.

I prezzi delle case rilevati dall’indice mensile FHFA aumentano di 0,3% m/m (+5,3% a/a) ad aprile, con variazioni positive in gran parte delle regioni.

Le vendite di case nuove a maggio sorprendono verso l’alto, salendo a 546mila (consenso: 523mila) da 534mila di aprile (rivisto da 517mila), e toccando il massimo da metà 2008.

Il PMI Markit manifatturiero (preliminare) a giugno corregge modestamente a 53,4 da 54 di maggio.

Powell (Board Fed) ha detto che c’è circa un 50% di probabilità che l’economia USA sia sufficientemente solida da indurlo a votare a favore di un rialzo dei tassi a settembre, seguito da una seconda mossa a dicembre (ovviamente ancora incerta).

Il Senato ha votato (60-37) a favore della procedura veloce per la negoziazione di accordi commerciali internazionali, che attribuisce maggiori poteri al Presidente. La Casa Bianca aveva spinto fortemente per ottenere il passaggio della nuova procedura in modo da chiudere i negoziati per l’accordo Trans-Pacific Partnership.

Giappone

La fiducia delle piccole imprese a giugno cala a 46,9 da 48,1, confermando il segnale di indebolimento visto con il PMI manifatturiero, calato a 49,9 da 50,9.

I verbali della riunione della BoJ del 21-22 maggio mostrano un consenso diffuso sulla previsione che l’inflazione arrivi al 2% intorno alla prima metà dell’a.f. 2016. La mancanza di aperture verso maggiore stimolo a fronte di un’inflazione sempre sotto target ha spinto verso l’alto i rendimenti dei JGB, con il mercato che inizia a scontare un possibile tapering nel 2016. A nostro avviso questo scenario è ampiamente improbabile.

Fonte: BONDWorld.it


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