Flash: Grecia. Sono arrivati ad Atene gli ispettori UE, FMI e BCE

Da seguire: Area Euro: – Il tasso di crescita annua di M3 potrebbe rimanere ancora in territorio negativo e portarsi a -0,1% a giugno (a maggio e aprile si era registrato un -0,2%). M1 manterrà una dinamica assai sostenuta, visto ….


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il permanere del p/t a un anno (scaduto a inizio luglio). Tra le controparti di M3, dovrebbe continuare il trend divergente tra prestiti alle imprese ancora in territorio negativo (-2,1% a/a a maggio) e prestiti alle famiglie in ripresa (2,6% a/a a maggio).

Stati Uniti

– La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a luglio dovrebbe scendere a 50 da 52,9 di giugno. Il mese scorso l’indice aveva già subito un’ampia correzione, scendendo di 9,8 punti da 62,7 di aprile. L’indice preliminare di luglio rilevato dall’Univ. of Michigan è sceso più di quanto atteso, ma la misura del Conference Board aveva già subito una correzione analoga a giugno. Pertanto la previsione è che a luglio ci sia un assestamento verso i livelli di inizio anno.

Ieri sui mercati

Il dato americano sulle vendite di nuove case è risultato superiore alle attese, ma il mercato ha reagito poco alla notizia, mostrando di avere ancora incertezza sulla sostenibilità di una ripresa dell’economia americana. Nell’area euro la pubblicazione dei risultati positivi degli stress test sugli istituti bancari non ha avuto particolare impatto sui mercati. Gli indici azionari hanno chiuso al rialzo negli Stati Uniti (con variazioni fra 1,1% e 1,2% per S&P, DJ e Nasdaq), appena negativo il Nikkei, in calo del -0,07%. I rendimenti a breve dei titoli tedeschi sono saliti di 6pb, come anche il rendimento del bund a 10 anni in aumento di 4pb. Si tratta comunque di movimenti poco rilevanti dato il contesto attuale.

Area Euro

Grecia. Sono arrivati ad Atene gli ispettori UE, FMI e BCE per valutare gli effetti del programma di correzione fiscale varato a più ripresa del governo ellenico. La commissione compilerà un rapporto sulla base del quale verrà decisa l’assegnazione della seconda tranche del pacchetto di aiuti. Intanto Bini Smaghi (BCE) in un’intervista si è detto convinto del fatto che il pacchetto di aiuti congiunto è il modo migliore per consentire alla Grecia di onorare i suoi impegni.

Si sono moltiplicate le dichiarazioni di esponenti BCE (Gonzalez-Paramo, Orphanides), secondo i quali i risultati degli stress test diffusi venerdì confermano la solidità de settore bancario europeo. Orphanides ha detto di attendersi una ulteriore normalizzazione degli spread e si è detto felice che il volume degli acquisti di bond sia rallentato nelle ultime settimane.

Stati Uniti

Il Chicago Fed National Index (l’indice composito costruito sulla base di 85 indicatori) è tornato a calare a giugno, a -0,63 da +0,31 di maggio (un valore negativo indica una crescita al di sotto del trend e un segno di basse pressioni inflazionistiche in chiave prospettica). La media a 3 mesi è calata a -0,05 da +0,31 (un valore al di sopra di 0,20 dopo un periodo di contrazione indica una elevata probabilità che l’economia sia uscita dalla recessione). Ci sembra prematuro affermare che l’ultimo dato inverta un trend di recupero iniziato nel febbraio del 2009. I timori di ricaduta recessiva a nostro avviso appaiono per il momento poco fondati.

Le vendite di nuove case a giugno sono aumentate a 330 mila unità. Il dato è risultato superiore alle attese, ma bisogna tenere conto del fatto che i dati precedenti sono stati rivisti al ribasso per un totale di 62 mila (e dunque tenendo conto di ciò il dato sarebbe stato inferiore alle aspettative); inoltre, è il secondo dato più basso dal 1963 e si tratta di un mero rimbalzo dopo il crollo causato il mese scorso dalla scadenza degli incentivi all’acquisto per la prima casa. Il prezzo di vendita è tornato a calare sia su base mensile, che annuale (-1,4% m/m, -0,6% a/a). Tuttavia, sembrano esservi ulteriori spazi di calo dei prezzi visto che il rapporto scorte/vendite, pur in flessione a 7,6 da 9,6 precedente (mesi necessari ad esaurire l’offerta al corrente ritmo di vendita), rimane elevato. Il dato conferma che non è affatto terminata la fase di debolezza per il mercato immobiliare statunitense.


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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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