Da seguire: Area Euro: – Germania. Gli ordini all’industria dovrebbero rallentare a +0,7% m/m a maggio da un precedente +2,8% m/m. Su base annua gli ordinativi si collocherebbero così a +25,4% a/a, in ripiegamento dal massimo storico del mese precedente ma ancora su ritmi più che sostenuti. L’inchiesta….
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PMI nel settore manifatturiero ha mostrato a maggio un lieve rallentamento degli ordini sia domestici che dall’estero, di conseguenza, i rischi su questa previsione potrebbero essere verso il basso. Le commesse dall’estero potrebbero tenere meglio rispetto agli ordini dall’interno.
– Oggi il CEBS dovrebbe comunicare la metodologia degli stress test sui 100 principali gruppi bancari europei, nonché indicare quali istituti partecipano al test. Secondo fonti raccolte da Reuters, le risposte verrebbero raccolte entro il 15 luglio per essere pubblicati il 23 luglio.
– Aste – La Germania riapre per 5 miliardi il Bund 3% 07/2020. In Portogallo, asta di T-Bill con scadenza gennaio 2011 per 600 milioni.
Ieri sui mercati
I dati americani hanno nuovamente penalizzato il dollaro e gli indici azionari locali, dopo che i mercati europei avevano al contrario visto forti rimbalzi. Il tema dominante è ora quello del rallentamento nell’espansione economica, con i rischi (più ipotetici che reali, al momento) di ricaduta recessiva. L’euro è rimbalzato a 1,2648, risalendo anche contro yen e sterlina (0,83).
La BCE ha drenato i previsti 59 miliardi connessi allo SMP a un tasso medio di 0,56% (marginale 0,75%), mentre le banche hanno richiesto fondi per 229 miliardi alla operazione principale di rifinanziamento. Nel complesso, come risultato delle scadenze e delle nuove operazioni oggi si verificherà un drenaggio di circa 72 miliardi. L’Eonia è stato rilevato a 0,424%, mentre il fixing degli Euribor ha visto nuovi marginali incrementi su tutte le scadenze (3 mesi: 0,797%).
Contrastati gli spread Btp-Bund. Il Tesoro spagnolo ha annunciato l’offerta del nuovo decennale mediante sindacato di emissione, con obiettivo di raccogliere 6 miliardi di euro a mid-swap + 195pb. Reuters cita “fonti finanziarie” non specificate secondo le quali una parte consistente della domanda è giunta da non residenti. Tassi in ribasso sugli UST.
Stati Uniti
L’ISM del settore non manifatturiero è sceso a 53,8 da 55,4, livello stabile fra marzo e maggio. Il consenso prevedeva un calo più contenuto, a 55. Il livello di luglio è al di sopra della media degli ultimi 10 anni (53), e con l’esclusione del periodo marzo-maggio 2010, è ancora il livello più alto dell’indice composito da giugno 2007. Il calo dell’indice conferma il proseguimento dell’espansione ma a ritmi più contenuti. L’indice composito è stato al di sopra della soglia di 50 per 6 mesi consecutivi, e segnala ancora espansione, se pure a un ritmo modestamente più contenuto. L’indice di attività rimane su livelli elevati, a 58,1, sopra 50 per il settimo mese consecutivo, anche se in calo rispetto al picco ciclico di maggio a 61,1. I nuovi ordini scendono a 54,4 da 57,1; in calo più ampio gli ordini dall’estero a 48, da 53,5 di maggio, ma in aumento gli ordini inevasi. La componente occupazione ridiscende appena al di sotto di 50, passando da 50,4 a 49,7. In calo anche la componente prezzi a 53,8 (-6,8 punti). In generale le imprese restano positive riguardo alla ripresa ma esprimono timore per gli effetti della persistente debolezza della crescita occupazionale. L’espansione di attività è diffusa, e condivisa da 15 sotto-settori, fra cui anche l’edilizia residenziale e altri comparti legati ad attività “discrezionali”, oltre a costruzioni, sanità e utilities; solo due sotto settori sono in contrazione (finanza e assicurazioni e altri servizi). Si segnalano gli effetti restrittivi legati ai problemi dei bilanci statali. I dati sono in linea con le altre informazioni congiunturali recenti, che segnalano rallentamento rispetto al picco di aprile, ma non danno indicazioni coerenti con una previsione di ricaduta recessiva.
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Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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