Da seguire: Stati Uniti
Il reddito personale a giugno è previsto in aumento di 0,1% m/m, alla luce del calo occupazionale del mese scorso. La spesa dovrebbe aumentare di 0,1% m/m, con un calo nel comparto dei beni durevoli….
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In termini reali, la spesa dovrebbe essere in aumento di 0,1% m/m. Il tasso di risparmio dovrebbe restare invariato a 4%.
– Le vendite di autoveicoli a luglio sono previste circa invariate, a 11,4 milioni di unità ann., da 11,1 milioni di giugno collocandosi poco sopra la media degli ultimi 6 mesi (11,2 milioni).
Ieri sui mercati
Sulla scia dei segnali incoraggianti provenienti dalle buone trimestrali delle banche europee e dall’ISM manifatturiero statunitense che ha mostrato un calo inferiore alle attese – mantenendosi comunque su livelli molto elevati – i mercati azionari hanno chiuso in positivo (S&P 500, Dow Jones, e Nasdaq al rialzo di +2,2%, +2,0% e +1,8% rispettivamente). Coerentemente a questo, sui mercati obbligazionari il rendimento del Bund tedesco è salito di 2 punti base sul 10 anni ed è rimasto invariato a 0,78% sul due anni. Il rendimento del Treasuries (10 anni) è salito di 6 punti base a 2,99%. Idem per il mercato delle materie prime: il petrolio in particolare ha superato gli 81 dollari al barile, massimo da oltre tre mesi.
Area Euro
La seconda lettura dell’indice PMI manifatturiero per l’area euro ha visto una leggera revisione verso l’alto a 56,7 a luglio, da una stima preliminare di 56,5 e dopo il 55,6 del mese precedente.
La revisione verso l’alto ha riguardato principalmente i nuovi ordini, trainati dalle commesse dall’estero, la produzione e le prospettive occupazionali. Anche l’indice PMI manifatturiero per la Francia è stato rivisto verso l’alto di due decimi a 53,9 ma resta al di sotto del valore di giugno (54,8). Invece, è stato confermato l’aumento dell’indice PMI manifatturiero per la Germania a 61,2, valore vicino al massimo storico toccato ad aprile (61,5) ed in crescita da un precedente 58,4. In Italia, l’indice PMI manifatturiero è cresciuto soltanto di un decimo, a 54,4, mentre le attese di consenso vedevano un aumento più sostenuto a 54,6, tuttavia l’indice si colloca a livelli significativamente superiori alla media storica (49,5). In generale, il dato sull’area euro è confortante circa il consolidarsi della ripresa e, come già emerso dalla stima preliminare, il livello attuale del PMI sarebbe coerente con una crescita nell’ordine dello 0,8% t/t.
Stati Uniti
L’indice ISM è sceso a 55,5 a luglio da un precedente 56,2. Da rilevare che il calo è stato molto meno forte di quanto previsto dalle attese di consenso (54,5) e l’indice resta al di sopra della media di lungo periodo calcolata dall’agosto del 2000 (50,9). A determinare comunque il calo sono stati principalmente una riduzione nella produzione a 57,0 da un precedente 61,4 ed una contrazione della componente nuovi ordini a 53,5 dopo il 58,5 di giugno. Quest’ultima sarebbe stata penalizzata dalla domanda domestica, mentre il sottoindice ordini dall’estero, probabilmente favorito anche dal deprezzamento del dollaro, è cresciuto a 56,5. Un segnale positivo proviene dalla componente occupazionale, che cresce a 58,6 dopo il 57,8 di giugno e potrebbe indicare, anche alla luce dei dati positivi emersi dal sottoindice occupazione nell’indagine Philadelphia Fed e nel Chicago PMI, che il deterioramento nel mercato del lavoro non è destinato a protrarsi nel 3° trimestre. Inoltre, tra le principali sottocomponenti dell’indice, tutte superano la soglia di 50 (valore limite al di sopra del quale si passa dalla fase di contrazione a quella di espansione dell’attività del settore). Il dato sembra indicare un attenuarsi della ripresa, ma sarebbe azzardato trarne un segnale di rischio di ricaduta recessiva.
Bernanke, alla riunione annuale della Southern Legislative Conference, ha ribaditoquantoespresso nell’audizione alla Camera per la presentazione del Monetary Policy Report tenutasi lo scorso 23 luglio. “Oggi”, afferma il Presidente della Federal Reserve “la crisi finanziaria sembra essere in gran parte alle spalle, e l’economia pare essersi stabilizzata e si sta di nuovo espandendo”. A metà 2009 l’economia statunitense si è infatti assestata ed ora sta crescendo ad un ritmo moderato. I freni che permangono sulla ripresa provengono soprattutto da un mercato immobiliare ancora debole e da alcune incertezze sulle prospettive occupazionali.
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Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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