Da seguire: Area Euro: La stima preliminare dovrebbe mostrare la fiducia delle famiglie in lieve calo a dicembre a -6,5 da -5,9 data la maggiore incertezza geopolitica. L’indice rimane in ogni caso al di sopra della media di lungo termine….
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I market mover della settimana
Nell’area euro, tra il 21 ed il 30 dicembre le ultime indagini di fiducia di dicembre da Belgio e Italia dovrebbero essere coerenti con un proseguimento della ripresa anche se in Italia ci aspettiamo una lieve correzione della fiducia presso le imprese. Le vendite al dettaglio sono viste in aumento in Germania di 0,8% m/m e di 0,2% m/m in Francia. Nella prima settimana di gennaio il focus sarà sulle prime stime di inflazione per dicembre. Il recente calo del prezzo del greggio dovrebbe attenuare l’impatto dell’effetto base dall’energia e limitare la risalita dell’inflazione a dicembre. Ci aspettiamo comunque un aumento di due decimi dell’inflazione in Germania a 0,6% e di cinque decimi in Spagna a +0,2%. In Italia, invece, l’inflazione è attesa calare ancora fino a zero. Nella media area euro, l’inflazione è attesa in aumento a 0,3% da un precedente 0,2%. La produzione industriale è vista in crescita di 0,7% m/m in Germania ma in calo di 0,4% m/m in Francia. L’indice di fiducia economica della Commissione UE potrebbe flettere a 105,8 a dicembre su di un calo di fiducia nei servizi e commercio al dettaglio. Il tasso di disoccupazione dovrebbe fare una pausa nella media area euro a 10,7 in novembre.
I dati negli Stati Uniti dovrebbero confermare la ripresa su ritmi moderati, trainata da consumi ed edilizia residenziale. Il PIL del 3° trimestre dovrebbe essere rivisto verso il basso, per via di consumi un po’ meno forti e di un contributo più negativo di scorte ed esportazioni nette. Gli indici ISM di dicembre, in uscita a inizio gennaio, dovrebbero mostrare stabilizzazione su livelli deboli nel manifatturiero e segnalare moderata espansione nei servizi. L’employment report dovrebbe ancora una volta dare indicazioni di dinamica occupazionale solida e disoccupazione stabilmente sui livelli associati al pieno impiego.
Venerdì sui mercati
L’impasse scaturita dal voto spagnolo (v. sotto per un’analisi) ha avuto immediati riflessi negativi sul debito: il differenziale decennale con la Germania si sta allargando di 14pb, trascinando al rialzo anche quello italiano (+5pb). Non si vedono, invece, significativi riflessi sul cambio dell’euro.
Stati Uniti – Lacker (Richmond Fed), nel primo discorso post-FOMC, ha detto che la vera sfida per la Fed da ora in poi sarà quella di non essere prevedibile ma al tempo stesso non sorprendere i mercati. Lacker ha indicato che 4 rialzi nel 2016 a suo avviso sono in linea con un sentiero “graduale”.
Spagna – Un quadro politico frammentato e i veti incrociati rendono difficile formare coalizioni
Il Partido Popular ha ottenuto soltanto 123 seggi su 350 e C’s 40: perciò, lo scenario favorito dai mercati non consente di conseguire la maggioranza assoluta, e potrebbe garantire l’avvio di un governo di minoranza soltanto se gli altri partiti non votassero compatti contro.
La coalizione PSOE-Podemos non dispone dei numeri per governare senza l’appoggio di C’s, che però non può convivere con Pedemos.
Infine, la coalizione PP-PSOE è ritenuta politicamente molto difficile.
Se entro due mesi dal primo voto di fiducia fosse ancora impossibile formare un governo, le camere sarebbero sciolte e si andrebbe a nuove elezioni.
Fonte: BondWorld.it
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