Da seguire: Nessun dato in agenda. L’attenzione rimarrà perciò concentrata sulle vicende di mercato e sull’andamento delle quotazioni petrolifere….
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Ieri sui mercati
La prima scadenza dei futures sul Brent Crude Oil ha toccato un minimo infragiornaliero di $31,17, chiudendo la giornata a $31,55. Il calo prosegue oggi, con nuovi minimi a $30,17.
Modesto rialzo del dollaro, pari a circa lo 0,5% come cambio effettivo, e analogo arretramento dell’euro.
Differenziali con la Germania in aumento per Spagna (+4pb sulla scadenza decennale) e Italia (+2pb). Il debito spagnolo risente delle vicende politiche catalane, ma pagando per ora un prezzo molto modesto. Rimbalzo generalizzato dei rendimenti obbligazionari, con aumento di 10pb della pendenza 10-2 anni sulla curva UST e di 3pb su quella tedesca.
Nell’ottava del 8 gennaio il portafoglio PSPP della BCE ha visto un incremento di 8,69 miliardi di euro ed è salito a 499,90 miliardi. Gli acquisti di titoli covered sono stati pari a 0,59 miliardi, che aumentano il portafoglio a 143,93 miliardi, mentre gli acquisti settimanali di ABS sono stati pari a 270 milioni, portando il totale dei titoli in portafoglio, al netto dei titoli scaduti, a 15,35 miliardi di euro.
Stati Uniti – Il Labor Market Conditions Index pubblicato dalla Fed registra un ampio miglioramento a dicembre (+2,9) e il dato di novembre è rivisto verso l’alto (variazione a +2,7). Il mercato del lavoro risulta in continuo miglioramento da luglio 2012, a parte la temporanea correzione vista a marzo e aprile 2015.
Stati Uniti – I discorsi dalla Fed segnalano che per ora non c’è stato un cambiamento di scenario dopo la turbolenza di inizio anno. La pausa attesa per gennaio permetterà comunque di raccogliere maggiori informazioni: al momento lo scenario centrale a nostro avviso è per un rialzo a marzo o ad aprile.
- Kaplan (Dallas Fed) ha detto che a dicembre la sua opinione era chiaramente a favore di un rialzo, anche sulla base del fatto che ci sono costi e distorsioni collegati al mantenimento di una politica monetaria eccessivamente accomodante per troppo tempo. Secondo Kaplan è importante continuare sul sentiero di normalizzazione e a suo avviso entro marzo ci dovrebbe essere sufficiente nuova informazione per prendere una decisione sui tassi.
- Lockhart (Atlanta Fed) ha riaffermato la sua opinione a favore di un proseguimento della riduzione di stimolo monetario quest’anno. Secondo Lockhart, la volatilità sui mercati azionari non dovrebbe colpire la crescita USA: in queste fasi di fluttuazioni dei mercati, è opportuno guardare più che altro ai fondamentali economici, anche se è possibile che il proseguimento della turbolenza globale possa poi avere ricadute negative sull’economia. Lockhart ha detto che la politica di reinvestimento dei titoli in scadenza verrà riconsiderata nel 2016. Riguardo al sentiero dei tassi, Lockhart a un bias a favore di tassi fermi a gennaio.
- Anche Lacker (Richmond Fed) si è detto favorevole al proseguimento dei rialzi dei tassi e fiducioso che si stia accumulando evidenza di pressioni verso l’alto sui salari.
- Williams (San Francisco Fed) ha detto che per ora gli eventi in Cina non hanno modificato il suo scenario di base. Il Presidente della San Francisco Fed ha detto che è stato appropriato alzare a dicembre, ma ha sottolineato che non è detto che nel 2016 ci siano 4 rialzi: potrebbero essercene di più o meni di 4, a seconda dei dati. Sulla base del suo scenario attuale, Williams sarebbe favorevole a un secondo rialzo.
Fonte: BondWorld.it
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