Da seguire: Area Euro: Germania. La seconda stima conferma l’inflazione tedesca stabile a 0,8% in agosto sia sulla misura nazionale che su quella armonizzata. Agosto dovrebbe segnare un minimo per l’inflazione in Germania, ma la risalita sarà lenta. Ci aspettiamo che il CPI torni…
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- all’1,5% per l’estate 2015 e che in media il prossimo anno si attesti a 1,6%.
- Francia. L’indice dei prezzi al consumo dovrebbe essere cresciuto di 0,3% m/m ad agosto. L’inflazione è però vista in calo di due decimi per un effetto base favorevole a 0,3% da 0,5% sulla misura nazionale e a 0,4% da 0,6% sulla misura armonizzata. Energia ed alimentari dovrebbero aver offerto un contributo negativo mentre i prezzi core sono visti in aumento di 0,6% m/m, di riflesso l’inflazione sottostante è attesa in aumento di un decimo a +0,8%. L’inflazione francese si manterrà in media al di sotto dell’1% anche nel 2015.
Cina
- I dati di inflazione di agosto sono più moderati delle attese. Il CPI aumenta di 2% a/a (consenso: 2,2%) da 2,3% a/a di luglio, soprattutto per via di alimentari ed energia; il PPI cala di -1,2% a/a da -0,9% a/a di luglio, in gran parte sulla scia di prezzi delle materie prime più bassi. La previsione è che l’inflazione riacceleri nei prossimi mesi: al momento, la correzione di agosto non pare sufficiente a determinare nuovo stimolo da pare delle autorità.
Ieri sui mercati
I mercati azionari americani sono tornati a recuperare, dopo le chiusure negative di inizio settimana, ma il clima rimane molto cauto in attesa della riunione del FOMC della prossima settimana. Le borse europee sono state volatili, con una debolezza iniziale, seguita da un progressivo recupero e da una chiusura quasi in parità.
Anche sui mercati obbligazionari si fa sentire l’attesa per il FOMC del 17 settembre, con pochi dati macroeconomici in uscita fino a venerdì (vendite al dettaglio USA). Rispetto alle chiusure di martedì, i mercati core vedono un rialzo di circa 4-5 pb sui rendimenti a 10 anni (Bund a 1,05%, T-note a 2,54%). Terza seduta consecutiva in negativo per i titoli di stato italiani: i BTP, in linea con il resto del debito sovrano dell’area euro, soprattutto periferico, risultano appesantiti dai timori geopolitici, oltre che dalle correzioni sui Treasury.
Sul primario, nel primo degli appuntamenti con la tornata d’aste di metà mese, il Tesoro italiano ha assegnato BOT a 12 mesi per tutti gli 8,25 miliardi di euro offerti a un rendimento ancora in calo, seppur marginale, allo 0,271
Sui mercati valutari, dopo un’apertura stabile sui livelli di chiusura della sessione europea di martedì, l’euro è tornato a indebolirsi contro dollaro e ha toccato il pavimento di 1,2900 negli scambi intraday, ai minimi dallo scorso luglio. Il dollaro resta sostenuto non solo contro euro ma anche contro yen, con il cambio USD/JPY che tratta sopra 106,70mentre la sterlina mostra un movimento laterale dopo il deprezzamento subito a inizio settimana.
Area Euro
BCE Continuano ad arrivare numerosi commenti dai membri del Consiglio BCE ma non vi sono novità di rilievo sul programma di acquisto di ABS. Coeuré ha specificato che il programma è una misura di credit easing e non di quantitative easing. Inoltre Coeuré ha indicato che al distanza all’interno del Consiglio non era poi cosi ampia giovedì scorso. Coeuré ha indicato che le minute sulle riunioni della BCE che saranno pubblicate da gennaio in avanti non includeranno dettagli sui singoli votanti.
Francia. Il Ministro delle Finanze Sapin, in un’operazione di trasparenza ha fatto sapere che nel 2014 il deficit tornerà ad aumentare, salendo a -4,4% da -4,3% del 2013 a causa delle minori entrate fiscali, della stagnazione economica e della bassa inflazione e nonostante la messa in opera completa dei tagli previsti. Nel 2015 il deficit dovrebbe limitarsi a tornare al livello del 2013 (-4,3%). In sintesi, si allontana ancora di altri due anni (2017) l’obiettivo di portare il deficit sotto il 3%, già precedentemente rinviato dal 2013 al 2015.
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