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Flash: i timori che l’inflazione possa sfuggire di mano sono “completamente infondati”

Da seguire: Area euro: – Germania. L’IFO è visto in calo a giugno a 101,3, da 101,5 di maggio. Come già prospettato dai valori poco incoraggianti dello ZEW, a pesare sulla fiducia tedesca sarebbero sia le preoccupazioni…


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circa i riflessi della crisi sul debito dei Paesi “periferici”, sia i possibili effetti restrittivi sul ciclo delle manovre annunciate nella stessa Germania. Vediamo l’indice sulla situazione corrente in aumento a 101,7 da 99,4, più che compensato da un calo delle attese a 100,9 da 103,7.

Stati Uniti

– Le vendite di case esistenti a maggio sono attese in aumento a 6 milioni di unità ann. I contratti di compravendita ad aprile erano aumentati del 6% m/m, dopo un aumento del 7,1% m/m a marzo. Questi aumenti segnalano ancora ampio spazio verso l’alto per le vendite di case esistenti, che beneficeranno fino a fine giugno degli incentivi per l’acquisto di case scaduti a fine aprile. Le vendite di case nuove invece dovevano essere chiuse entro aprile per beneficiare degli incentivi: per questo le due serie hanno andamenti opposti ad aprile e maggio. Le scorte di case invendute si sono stabilizzate intorno a 7-8 mesi da inizio anno, non molto lontano dal livello di equilibrio (circa 6 mesi). Anche il flusso di case pignorate dovrebbe rallentare, alla luce della riduzione della probabilità di peggioramento della situazione dei mutui: i dati pubblicati dalla Fed mostrano che la probabilità di passaggio dei mutui verso situazioni di stress che possono in seguito portare ai pignoramenti ha toccato il picco nei trimestri passati ed è ora in netto calo (vedi dati sul sito della NY Fed).

Ieri sui mercati

L’annuncio da parte delle autorità cinesi di un ritorno a un regime di cambio flessibile ha determinato un aumento di ottimismo sui mercati nella giornata di ieri, con borse positive in Europa, in Asia e inizialmente anche negli USA. I mercati americani hanno poi chiuso marginalmente in negativo, per prese di profitto e scambi determinati da livelli tecnici. Il renminbi ha ridimensionato l’apprezzamento iniziale di ieri (che aveva raggiunto +0,4%), con una variazione che tocca lo 0,1% oggi. Le valute asiatiche si sono apprezzate contro il dollaro. I mercati obbligazionari hanno risposto alla decisione cinese con un rialzo iniziale dei rendimenti sia in USA sia in Europa, poi ridimensionato nel corso della giornata. Dopo l’effetto annuncio, le conseguenze sui mercati saranno più contenute: l’effettivo movimento del cambio cinese nel tempo, probabilmente modesto, porterà a diluire gli effetti sui mercati. Torna centrale l’attesa per la riunione del FOMC.

Area euro

Nell’audizione al parlamento europeo Trichet ha sostanzialmente ripetuto quanto comunicato nell’ultima conferenza-stampa del 10 giugno scorso, spiegando che il quadro congiunturale per l’eurozona è quello di una ripresa modesta e che l’inflazione rimarrà moderata principalmente grazie alla dinamica assai contenuta del credito. Anzi, secondo il presidente della BCE, i timori che l’inflazione possa sfuggire di mano sono “completamente infondati”. Trichet ha giustificato la scelta di reintrodurre aste a 3 e 6 mesi, nonché l’introduzione del Securities Markets Programme, come finalizzate a risolvere problemi di liquidità del mercato e non ad espandere la base monetaria creando per questa via rischi inflazionistici. Trichet ha difeso la decisione di acquisto di titoli (su cui peraltro si è rifiutato di fornire maggiori dettagli oltre a quelli ad oggi noti ovvero l’ammontare complessivo del programma) come facente parte delle opzioni previste dal Trattato e come assunta in totale indipendenza. Trichet ha poi insistito su tre possibili riforme di governance: 1) rendere più stringenti e più automatiche le sanzioni (arrivando anche alla limitazione o sospensione dei diritti di voto) in caso di mancato rispetto delle regole su deficit e debito (il non aver rispettato lettera e spirito del Trattato si è rivelato secondo Trichet una “disgrazia”), 2) aumentare l’efficacia dei controlli sui singoli Paesi, se necessario anche modificando il Trattato; 3) attribuire rilevanza, oltre che alle regole di politica fiscale, alle politiche che possano incrementare la competitività e la produttività anche dei settori non esposti alla concorrenza internazionale come il settore pubblico. Queste indicazioni appaiono abbastanza in linea con quanto emerso dalla riunione dell’Eurogruppo di giovedì scorso.


Certificazione degli analisti

Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca, i cui nomi e ruoli sono riportati nella prima pagina del documento dichiarano che:

  1. Le opinioni espresse sulle società citate nel documento riflettono accuratamente l’opinione personale, indipendente, equa ed equilibrata degli analisti;

  2. Non è stato e non verrà ricevuto alcun compenso diretto o indiretto in cambio delle opinioni espresse.

Comunicazioni importanti

La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.

La presente pubblicazione non si propone di sostituire il giudizio personale dei soggetti ai quali si rivolge. Intesa Sanpaolo S.p.A. E le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato hanno la facoltà di agire in base a/ovvero di servirsi di qualsiasi materiale sopra esposto e/o di qualsiasi informazione a cui tale materiale si ispira prima che lo stesso venga pubblicato e messo a disposizione della clientela. Intesa Sanpaolo S.p.A. e le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato possono occasionalmente assumere posizioni lunghe o corte nei summenzionati prodotti finanziari.


Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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