Flash: Il comunicato del FOMC è stato interpretato dai mercati come un ulteriore sia pur piccolo passo nel percorso di avvicinamento al primo rialzo dei tassi

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Da seguire: Area Euro: Spagna. La stima preliminare ha mostrato un calo dei prezzi al consumo di -1% m/m a luglio sulla misura nazionale e di -1,6% m/m sulla misura armonizzata. La dinamica mensile è spiegata dalla stagionalità dei prezzi core. L’inflazione è risultata in calo di un decimo a zero sulla misura nazionale e a -0,1% a/a sull’indice armonizzato….

 


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  • Spagna. La stima flash ha visto un PIL in crescita dell’1% t/t nei mesi primaverili dopo lo 0,9% t/t di inizio anno. Il dato è coerente con le indicazioni positive sul trimestre venute da produzione industriale e commercio estero nonché dalle indagini congiunturali. L’economia spagnola potrebbe mantenere questo apprezzabile ritmo di crescita nel prossimo futuro.
  • Germania. Il tasso di disoccupazione è atteso ancora stabile a luglio al 6,4%. La crescita degli occupati nel mese di giugno dovrebbe essere stata ancora di 0,5% a/a. Le indagini di fiducia segnalano una crescita dell’occupazione di 0,5% – 0,7% nel 2015. Difficilmente, quindi, si vedranno cali significativi del tasso di disoccupazione da qui a fine anno.
  • Germania. I dati dai Laender dovrebbero essere coerenti con un aumento dei prezzi al consumo a luglio di 0,1% m/m sulla misura nazionale e di 0,2% m/m sulla misura armonizzata. La stagionalità positiva del mese dovrebbe essere solo in parte controbilanciata dal contributo ancora negativo dall’energia. L’inflazione potrebbe quindi cedere ancora di due decimi sulla misura nazionale a 0,1% a/a e di un decimo sulla misura armonizzata a 0,0% a/a. Da agosto l’inflazione dovrebbe iniziare a risalire rapidamente su di un effetto base favorevole dalla componente energia.
  • Area euro. L’indice di fiducia economica della Commissione UE dovrebbe rimanere stabile a luglio a 103,5. L’incertezza geopolitica potrebbe aver pesato sul morale delle famiglie che ci aspettiamo sarà confermato in calo a -7,1 da -5,6. La fiducia nell’industria e servizi sarà circa invariata, mentre non escludiamo un miglioramento nelle costruzioni. L’indagine rimane coerente con una crescita del PIL area euro di 0,4% t/t anche nei mesi estivi.

Stati Uniti

  • La stima advance del PIL del 2° trimestre dovrebbe mostrare una ripresa della crescita a 2,8% t/t ann. I contributi principali alla crescita dovrebbero essere spinti da consumi in solido aumento (+3% t/t ann.) e dalle costruzioni residenziali. Anche gli investimenti non residenziali dovrebbero essere positivi (con una ripresa sia dei macchinari sia delle strutture), in accelerazione dopo -2,2% t/t ann. del 1° trimestre. Gli investimenti residenziali dovrebbero registrare una variazione solida, sulla scia dei dati forti visti recentemente, poco sotto il 10% t/t ann. Le scorte dovrebbero dare un contributo positivo; il canale estero dovrebbe sottrarre circa 2 decimi, con esportazioni e importazioni in aumento fra il 4 e il 5% t/t ann.. Il BEA pubblicherà anche la revisione dei dati dal 2011 in poi basata su una nuova metodologia di destagionalizzazione, che dovrebbe includere una dinamica positiva per il 1° trimestre del 2015 e per diversi altri trimestri degli anni precedenti. Oltre a modificare in misura rilevante il sentiero trimestrale della crescita degli ultimi anni, le revisioni dovrebbero portare a un rialzo consistente del PIL del 1° trimestre 2015 e quindi della stima annua di crescita per quest’anno. Il PIL dovrebbe essere in aumento di almeno 1,6% t/t ann. nel 1° trimestre e determinare una variazione annua del 2,8%, significativamente più forte rispetto all’attuale stima di 2,4%.

Ieri sui mercati

  • Il comunicato del FOMC è stato interpretato dai mercati (a ragione a nostro avviso, vedi infra) come un ulteriore sia pur piccolo passo nel percorso di avvicinamento al primo rialzo dei tassi da parte della Fed dal 2006. Dopo un’incertezza iniziale, ciò ha favorito il dollaro (arrivato a quota 1,095 contro euro stamane) e pesato sui T-Bond (il rendimento decennale è salito a 2,31% da 2,25% dell’apertura di ieri).
  • I segnali dalla Fed non hanno invece più di tanto nociuto ai mercati azionari che si sono maggiormente concentrati sugli utili societari (l’S&P500 ha guadagnato lo 0,7%).
  • Quotazioni delle materie prime in lieve recupero, con il future sul brent che ha superato ieri 54 dollari dopo l’aumento superiore alle attese (per la seconda settimana consecutiva) delle scorte negli Usa. Questa mattina il brent ritratta leggermente a 53,5, frenato dalla forza del dollaro.
  • In Italia continua la stagione di aste di fine mese con l’offerta tra 4,75 e 6,25 miliardi di Btp a 5 e 10 anni e della nona tranche di Ccteu giugno 2022. Prevista anche la riapertura dal Bot a 6 mesi collocato ieri a 0,007%.

Area euro

  • Spagna. Le vendite al dettaglio a giugno sono aumentate meno delle attese, di 2,3% a/a da 3,1% a/a del mese precedente (rivisto al ribasso da 3,4% a/a, dati destagionalizzati e corretti per gli effetti di calendario). Sul mese le vendite sono calate dello 0,8% m/m, dopo essere rimaste ferme a maggio: calano i consumi in tutti i principali comparti, con gli alimentari in contrazione dell’1,1% m/m, la ristorazione dell’1,4% m/m e i beni di consumo del 2,0% m/m. L’andamento dei consumi in Spagna è piuttosto fiacco da inizio anno: nei primi sei mesi dell’anno le vendite sono calate a gennaio, febbraio e giugno, mentre a maggio e marzo sono rimaste invariate. Solo ad aprile si è registrato un aumento di 1,2% m/m. Nel secondo trimestre, pertanto, la spesa per consumi al netto dei carburanti è cresciuta di 1,13% t/t dopo essere rimasta invariata nel trimestre invernale.

Stati Uniti

  • La riunione del FOMC si è conclusa, come atteso, con poche novità. Il comunicato non dà alcun segnale esplicito riguardo ai tempi della svolta, ma nella valutazione congiunturale introduce alcune modifiche compatibili con un possibile rialzo dei tassi a settembre.
  • Il Comitato rileva che l’economia è cresciuta a un ritmo “moderato” nei mesi recenti, con espansione dei consumi e ulteriore miglioramento nel settore dell’edilizia residenziale, mentre gli investimenti delle imprese sono rimasti deboli. I principali cambiamenti nel comunicato riguardano il mercato del lavoro: su questo punto si afferma che i miglioramenti proseguono con “crescita solida di occupati e calo della disoccupazione”. Inoltre “una serie di indicatori del mercato del lavoro suggerisce che il sottoutilizzo delle risorse di lavoro si è ridotto dall’inizio dell’anno”. Sul fronte dell’inflazione, si rileva ancora che la dinamica dei prezzi rimane al di sotto dell’obiettivo del 2%,sulla scia del calo nel comparto energetico e della riduzione di prezzi all’import non energetici.
  • Per quanto riguarda la politica monetaria il testo è invariato, salvo una piccola qualificazione alle condizioni richieste per la svolta dei tassi: a luglio si afferma che sarà appropriato alzare l’obiettivo dei fed funds quando ci sarà “qualche” ulteriore miglioramento del mercato del lavoro e  la ragionevole fiducia che l’inflazione si riporti verso il 2% nel medio termine. Fino a giugno si richiedeva “ulteriore miglioramento”, ora solo “qualche ulteriore miglioramento”.
  • Il FOMC lascia aperta la porta per un rialzo a settembre, ma non si impegna in alcun modo a svoltare alla prossima riunione. Ancora una volta i dati saranno sovrani: la prossima settimana, con l’employment report e gli indici ISM, darà già indicazioni rilevanti per le prossime decisioni. Il tenore delle informazioni macroeconomiche recenti è ampiamente compatibile con un rialzo dei tassi a settembre, a nostro avviso. Questa rimane la nostra previsione.

Fonte: BondWorld.it


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