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Flash: Il Consiglio Europ. esaminerà a ottobre il rap finale della task force sulla riforma Eurozona

Da seguire: Area euro: – Italia. Il fatturato industriale ad aprile è visto in rallentamento a 0,5% m/m, da 1,5% m/m di marzo. La variazione annua resta su livelli sostenuti, a 6,1% a/a. Gli ordini all’industria dovrebbero …


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crescere dell’1,2% m/m, su base annua le commesse accelererebbero cosi a +13,8% a/a, massimo dal giugno del 2007. Il dato sulla produzione e le indicazioni dalle indagini congiunturali confermano la ripresa in corso dell’attività industriale.

– Italia. Il MEF ha annunciato l’emissione di una nuova classe di titoli a tasso variabile con cedole semestrali indicizzate all’Euribor 6 mesi (CCTeu), inizialmente di scadenza settennale. Ai possessori di CCT sarà data la possibilità di concambio con le nuove emissioni.

Ieri sui mercati

La Spagna ha collocato i previsti 3,5 miliardi di titoli a lungo termine. Rendimenti e spread in netto calo per Italia e Spagna; anche l’euro ha temporaneamente superato il livello di 1,24 dollari prima di tornare a 1,2350. Svolta in Svizzera, dove la Banca centrale ha segnalato di voler riassorbire parte della liquidità in eccesso e di accettare un franco più forte: il cambio con l’euro si è riportato sui massimi del mese.

Area euro

Il Consiglio Europeo esaminerà alla sua riunione di ottobre 2010 il rapporto finale della task force sulla riforma della governance dell’Eurozona, per la quale ha fissato delle linee guida. Decisa anche la pubblicazione dei risultati individuali degli stress test sui gruppi bancari di interesse sistemico della zona euro. Un’altra decisione non prevista è stata quella proporre al G20 un’imposta sulle transazioni finanziarie. Gli Stati membri (con l’eccezione della Repubblica Ceca) si sono anche accordati per introdurre un “sistema di tasse e imposte sulle istituzioni finanziarie che garantiscano un’equa ripartizione degli oneri e introducano incentivi a contenere il rischio sistemico”.

Stati Uniti

Il CPI a maggio scende come atteso dello 0,2 m/m (+2% a/a). L’indice core aumenta di 0,1% m/m (0,9% a/a). L’abitazione rimane un freno alla dinamica dei prezzi, con una variazione nulla su base mensile (-0,5% a/a). Pressioni verso l’alto sui prezzi concentrate sui comparti influenzati dalla politica fiscale statale. Inizia però a emergere qualche segnale di svolta derivante da miglioramento della domanda (per esempio su alberghi e abbigliamento).

L’indice della Philadelphia Fed scende più di quanto atteso, passando da 21,4 di maggio a 8 di giugno. L’indagine è più positiva nei dettagli di quanto non segnali l’indice di attività, anche se le indicazioni sul mercato del lavoro e sui prezzi danno qualche motivo di preoccupazione, che però non sono sostenute per ora da altri dati.

I nuovi sussidi di disoccupazione aumentano nella settimana conclusa il 12 maggio a 472 mila, da 460 mila della settimana precedente. I sussidi esistenti crescono a 4,571 milioni nella settimana conclusa il 5 giugno, da 4,483 milioni della settimana precedente. I sussidi estesi con le leggi di emergenza scendono a 5,220 milioni (-169 mila) nella settimana conclusa il 29 maggio.

Il deficit delle partite correnti prosegue sul sentiero di riallargamento visto da metà 2009. Il saldo passa da -100,9 miliardi a fine 2009 a -109 miliardi nel 1° trimestre del 2010.

Giappone

Il primo ministro Kan, segretario del partito di maggioranza DPJ, ha detto che la politica fiscale deve mirare a riportare la crescita giapponese al 2%. Viene anche fissato l’obiettivo di azzerare entro 10 anni il rapporto deficit/PIL. Con il sentiero indicato, il rapporto debito/PIL, oggi al 180%, continuerebbe però ad aumentare fino al 2020.


Certificazione degli analisti

Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca, i cui nomi e ruoli sono riportati nella prima pagina del documento dichiarano che:

  1. Le opinioni espresse sulle società citate nel documento riflettono accuratamente l’opinione personale, indipendente, equa ed equilibrata degli analisti;

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Comunicazioni importanti

La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.

La presente pubblicazione non si propone di sostituire il giudizio personale dei soggetti ai quali si rivolge. Intesa Sanpaolo S.p.A. E le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato hanno la facoltà di agire in base a/ovvero di servirsi di qualsiasi materiale sopra esposto e/o di qualsiasi informazione a cui tale materiale si ispira prima che lo stesso venga pubblicato e messo a disposizione della clientela. Intesa Sanpaolo S.p.A. e le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato possono occasionalmente assumere posizioni lunghe o corte nei summenzionati prodotti finanziari.


Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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