Da seguire: Il disastroso esito dell’operazione anti-terrorismo annunciata dal governo ucraino sposta la bilancia della crisi molto a favore della Russia, in vista del nuovo round negoziale di oggi. Accertato che l’Ucraina non è assolutamente in grado di garantire il…
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controllo delle regioni sud-orientali, la posizione negoziale di Stati Uniti ed Unione Europea diventa intenibile. La volontà di salvare la faccia porterà forse a un altro aumento simbolico delle sanzioni economiche (il presidente degli Stati Uniti ha promesso conseguenze per ogni passo verso la destabilizzazione dell’Ucraina). Tuttavia, è evidente che se non esisteva prima il consenso per l’assunzione di misure più radicali, ciò sarà ancora più vero dopo la clamorosa dimostrazione di impotenza del governo di Kiev. Alla fine, l’accettazione della inaccettabile proposta di accordo diplomatico avanzata dalla Russia dopo l’annessione della Crimea potrebbe rappresentare ormai lo scenario migliore per la soluzione della crisi.
Stati Uniti
- L’indice della Philadelphia Fed ad aprile è atteso in modesto aumento a 10 da 9 di marzo. La normalizzazione del clima e le indicazioni positive riguardo alla domanda dei consumatori puntano a una moderata ripresa della crescita. Tutte le indagini di marzo pubblicate dopo quella della Philadelphia Fed hanno registrato aumenti (PMI finale, ISM, indagine delle piccole imprese).
Ieri sui mercati
Nonostante i dati in rafforzamento, i mercati non hanno trovato motivi per scontare un rialzo dei tassi ufficiali americani più ravvicinato o più rapido, confortati in ciò anche dalle dichiarazioni del presidente della Fed. Poco significativi i movimenti dei tassi e dei cambi. Chiusura in netto rialzo per i principali indici azionari europei ed americani. La conferma del rallentamento dell’inflazione nell’Eurozona sostiene le aspettative di nuove misure di politica monetaria, ma ciò non basta a far calare l’euro. Il collocamento ai privati del BTP Italia 23/04/2020 si è chiuso con ordini per EUR 10,07 miliardi.
Area euro
- L’inflazione è stata confermata in calo a 0,5% a/a da un precedente 0,7% a/a. Sul mese i prezzi al consumo avanzano dello 0,9% m/m. Tuttavia, l’inflazione core è stata rivista a 0,7% a/a, da un precedente 0,8% a/a. Marzo dovrebbe aver segnato il minimo per l’inflazione area euro che ad aprile dovrebbe tornare a 0,8% e oscillare intorno a questo livello fino a settembre.
Stati Uniti
- I nuovi cantieri a marzo aumentano a 946 mila da 920 mila di febbraio; il rialzo riguarda la componente delle unità unifamiliari, in crescita di +6% m/m, mentre le unità multi-familiari calano di -3,1% m/m. Le licenze correggono a marzo a 990 mila dopo l’ampio rialzo di febbraio a 1,014 mln. Le unità in costruzione aumentano a marzo di +0,4% m/m, quelle completate calano di -0,2% m/m, dopo 2 mesi di rialzi sostenuti che puntano a un’espansione solida degli investimenti residenziali nel 1° trimestre. Il trend dell’edilizia residenziale dovrebbe essere di nuovo in ripresa dopo il rallentamento di fine 2014.
- La NY Fed ha pubblicato le domande speciali di aprile collegate all’indagine Empire. L’indagine mostra che il miglioramento congiunturale sta iniziando a creare eccesso di domanda in alcuni segmenti del mercato del lavoro; il mancato aggiustamento della dinamica salariale di fronte a questo fenomeno è da ricondursi, secondo le imprese, almeno in parte al fatto che è in accelerazione la componente relativa ai benefit, in particolare ai premi per le polizze sanitarie fornite dai datori di lavoro.
- La produzione industriale a marzo aumenta di 0,7% m/m (consenso: +0,5% m/m), il dato di febbraio è ampiamente rivisto verso l’alto a +1,2% m/m da +0,6% m/m. Il manifatturiero a marzo registra un rialzo di +0,5% m/m, dopo +1,4% m/m di febbraio, nonostante una correzione nel settore auto di -0,8% m/m e dei macchinari di -0,3% m/m. I dati, migliori delle attese, confermano un rapido trend verso l’alto dell’output, che dà supporto alla previsione di accelerazione della crescita già dal 2° trimestre.
- Janet Yellen ha riportato la visione del FOMC sullo scenario economico in un discorso molto articolato su ripresa e politica monetaria, privo però di novità sostanziali. Yellen ha affermato che vi è consenso sul fatto che il rallentamento di inizio anno fosse in gran parte dovuto a motivi climatici e che da ora in poi si dovrebbe vedere una ripresa moderata. Yellen ha segnalato i 3 elementi cruciali che la Fed terrà sotto osservazione per decidere la svolta sui tassi: 1) Assorbimento delle risorse inutilizzate nel mercato del lavoro, 2) ritorno dell’inflazione al 2%, 3) rischi di deragliamento della ripresa.
- Lockhart (Atlanta Fed) ha detto che la Fed probabilmente non inizierà ad alzare i tassi prima della seconda metà del 2015, sulla base di una previsione di crescita che converga verso il 3%.
- Il Beige Book dà segnali positivi, con indicazioni di crescita in miglioramento, riduzione delle risorse inutilizzate e aumento graduale della dinamica dei prezzi e dei salari.
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