Da seguire:Area euro: – Francia. La spesa per consumi potrebbe crescere di 0,4% m/m a dicembre, dopo il balzo (+2,8% m/m) del mese….
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precedente. La variazione annua rallenterebbe a 0,5% da 1,5% a/a. Sul trimestre i consumi accelererebbero a 1,9% da 1,2% t/t, segnalando la possibilità del mantenimento di un buon ritmo di crescita dei consumi di contabilità nazionale dopo lo 0,5% t/t dei mesi estivi. A trainare il dato potrebbe essere il comparto auto, come segnalato dai report dei produttori automobilistici che hanno registrato forti incrementi a fine anno; in aumento potrebbe risultare anche la componente stagionale legata agli acquisti del periodo natalizio.
Stati Uniti
– La fiducia delle famiglie rilevata dal Conference Board a gennaio è prevista in aumento a 53,5, da 52,5 di dicembre. Le condizioni generali dell’economia e delle finanze delle famiglie sarebbero coerenti con una tendenza almeno moderatamente positiva.
Ieri sui mercati
Il FMI ha rivisto verso l’alto le previsioni di crescita per il 2011, a 4,4%, dalla precedente stima di 4,2%, su aspettative di una crescita più sostenuta negli Stati Uniti; per il 2012 il FMI si aspetta una modesta accelerazione a 4,5%. Il 2010 dovrebbe essersi chiuso con una crescita del 5%. Per il 2011, la crescita attesa negli USA è del 3%, nell’area euro dell’1,5% e in Giappone dell’1,6%.
I mercati azionari sono tornati a salire ieri, sui buoni dati europei e su aspettative di notizie positive dalla pubblicazione degli utili in USA. In calo le borse dei paesi emergenti. I mercati obbligazionari hanno chiuso con rendimenti pressoché stabili: per i Treasuries, il 10 anni rimane a 3,4%, il 2 anni sale di 2pb a 0,62%; Bund 10 anni a 3,1%, 2 anni a 1,24% da 1,29%. Il crescente ottimismo dei mercati sulle prospettive della ripresa europea, con risvolti positivi per la correzione dei conti pubblici, e l’aspettativa di un FOMC ancora accomodante hanno continuato a spingere l’euro verso l’alto, mantenendo il cambio stabilmente al di sopra di 1,36. Il dollaro si è indebolito anche contro yen, arrivando a 82,30 nel pomeriggio di ieri, per poi risalire verso 82,50.
Area euro
La prima stima dell’indice PMI composito per l’area euro a gennaio mostra una crescita oltre le attese di consenso a 56,3 da 55,5 di dicembre. A determinare l’incremento è stato un maggiore ottimismo nel settore Servizi, il cui indice, dopo il calo del mese scorso, migliora di un punto a 55,2 e si riporta circa in linea con il livello di novembre. Viceversa, l’indicatore per il settore manifatturiero cala, ma solo leggermente, a 56,9 da 57,1. In generale sia l’indice complessivo che gli indicatori per i settori Manifatturiero e Servizi si collocano in territorio ampiamente espansivo, su livelli storicamente elevati ed al di sopra della loro media storica. L’indice composito punta ad una crescita del PIL per l’area euro su base trimestrale vicina all’1% t/t. Il dettaglio mostra il miglioramento nella sottocomponente nuovi ordini (a 56,1 da 55,2) e un lieve calo della componente occupazione (a 52,1 da 52,5). Inoltre, si nota una crescita sostenuta dei prezzi pagati sia nel settore Servizi (a 57,2 da 56,5) che nel Manifatturiero (a 79,8 da 74,1). Guardando ai principali paesi dell’area euro, l’indice manifatturiero per la Germania corregge leggermente a 60,2 da 60,9, mantenendosi comunque vicino ai massimi storici. Migliora invece la valutazione sui servizi, che tocca un massimo dal luglio 2006 a quota 60. L’indice manifatturiero per la Francia scende drasticamente e in maniera inattesa a 54,3 da 57,2; l’indicatore rimane comunque in linea con i valori registrati negli ultimi cinque mesi e si colloca in territorio espansivo e al di sopra della sua media di lungo periodo. L’indice per i servizi, viceversa, migliora ben più delle attese di consenso a 57,1 da 54,9. I dati che verranno pubblicati settimana prossima sui PMI dei Paesi periferici dovrebbero mostrare livelli ben più contenuti rispetto ai paesi core.
Gli ordini all’industria nell’area euro sono cresciuti in misura robusta per il secondo mese consecutivo a novembre (+2,1% m/m da un precedente +1,4% m/m), accelerando su base annua a 19,9% da 14,8% a/a. Dal dettaglio per paese si nota l’impennata delle commesse in Portogallo (+9,1% m/m) e Germania (+5,3% m/m); gli ordini crescono anche in Spagna (+2,2% m/m) e Francia (+1,5% m/m), mentre calano in Italia (-2% m/m).
Giappone
La riunione della BoJ si è conclusa senza novità sulla politica monetaria. La valutazione dello scenario macroeconomico è moderatamente positiva, e prevede una ripresa della crescita dopo la correzione del 4° trimestre, mentre la deflazione dovrebbe continuare il graduale rientro verso la stabilità dei prezzi. Le previsioni di crescita restano in linea con lo scenario pubblicato a fine ottobre. La BoJ mantiene l’impegno a sostenere la ripresa dell’economia con una politica monetaria accomodante e un supporto alla crescita di lungo termine. Nella conferenza stampa, Shirakawa ha detto che la Banca centrale “guarda con attenzione” le fluttuazioni dei rendimenti, valutandone gli effetti sull’economia. Secondo il Governatore, l’allentamento monetario della BoJ ha contribuito a contenere il rialzo dei rendimenti, in gran parte spinto dalle migliori prospettive di crescita dell’economia americana.
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Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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