Flash: Il FOMC non è più ‘paziente’, ma neppure ‘impaziente’

Da seguire: Area Euro: Il Consiglio Europeo vedrà i Capi di Stato e di Governo dell’UE impegnati su due fronti: la chiusura della prima fase del Semestre Europeo (verranno ratificate le decisioni prese dall’Ecofin in merito alla finanza pubblica, fornite le linee-guida per la preparazione dei programmi nazionali di riforme e dei nuovi programmi di stabilità e verranno diramate le raccomandazioni ai Paesi dove sono stati

 


Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente.


{loadposition notizie}

  • riscontrati degli squilibri macroeconomici) e il monitoraggio delle fasi di sviluppo del nascente Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici (EFSI). In agenda anche le questioni energetiche e geopolitiche, con attenzione puntata in particolare su Russia-Ucraina e Libia.
  • Inoltre, al margine del Consiglio Europeo è prevista una riunione ristretta sulla Grecia fra il primo ministro greco Tsipras, il presidente della Commissione Europea, il presidente della BCE e i leader di Francia e Germania. L’estensione del programma di assistenza finanziaria non fa progressi e, anzi, negli ultimi giorni si è acceso un aspro contrasto sulla mancata consultazione preventiva dei creditori riguardo al contenuto delle misure assistenziali approvate ieri dal parlamento ellenico. Per ora, la Grecia sta facendo fronte alle scadenze di pagamento comprimendo le uscite di cassa, drenando la liquidità di enti ed aziende pubbliche e rinnovando i T-bills in scadenza (ieri ne sono stati collocati per 1,3 miliardi), ma questa strategia non è sufficiente a garantire i rimborsi di debito previsti fino a luglio.

Stati Uniti

  • L’indice della Philadelphia Fed a marzo è previsto in modesto rialzo a 6 da 5,2 di febbraio; l’indice dovrebbe rimanere su livelli moderati per via degli effetti negativi del clima e dei colli di bottiglia legati alla vertenza per il contratto dei portuali del Pacifico. Si dovrebbe però vedere qualche modesto miglioramento rispetto al mese precedente. Nell’indagine di febbraio, gli ordini erano a 5,4: a marzo dovrebbero essere marginalmente migliori, vista la chiusura del contratto dei portuali e condizioni climatiche sempre rigide ma meno proibitive; anche l’occupazione e gli indici di prezzi, sia pagati sia ricevuti, dovrebbero risalire modestamente dai livelli bassi di febbraio. L’indice delle condizioni a 6 mesi dovrebbe restare positivo e stabilizzarsi intorno a 30, vicino alla media storica (29,7).

Ieri sui mercati

  • La drastica riduzione delle proiezioni di rialzo dei tassi espresse dai membri del FOMC (v. sotto) ha più che compensato l’eliminazione dal comunicato delle espressioni che potevano essere di ostacolo a interventi ravvicinati sui tassi. L’effetto è stato quello di abbattere il livello dei tassi di interesse da 10 a 15pb sulla curva UST e di indebolire il dollaro sui mercati valutari.
  • Il cambio con l’euro è rimbalzato fino a 1,0865, anche se ora è già rientrato in area 1,06.
  • Chiusura nettamente positiva per gli indici azionari statunitensi, mentre i listini europei avevano chiuso in ribasso.
  • I titoli governativi periferici hanno subito ieri un violento storno, con rialzi dei tassi che hanno toccato i 18pb sul trentennale italiano e un allargamento di ben 20pb del differenziale con la Germania, dove i rendimenti sono invece scesi. La correzione ha favorito la Spagna sull’Italia, portando a un riallargamento del differenziale decennale a 6pb.
  • Coeuré ha indicato che la vita media del portafoglio titoli di Stato acquisiti tramite il PSSP è di 8 anni, contro i 9 dei primi giorni. Secondo Coeuré l’appiattimento della curva dovrebbe favorire la riallocazione dei portafogli e l’appiattimento dei costi di finanziamento anche per altre attività finanziarie.

Area Euro

Italia. I dati sul commercio con l’estero a gennaio hanno mostrato un calo per l’export (-2,5% m/m) a fronte di un aumento per l’import (+1% m/m). Tuttavia: 1) per l’export, il calo corregge il balzo di dicembre (+2,7% m/m); 2) i dati (nominali) sono viziati dall’energia (-18,2% m/m l’export, -7,4% m/m l’import); 3) si tratta di dati nominali, sui quali l’indebolimento del cambio agisce in primis in senso sfavorevole alla bilancia commerciale (secondo l’effetto noto in letteratura come “effetto J”). Inoltre, i dati di gennaio, come quelli della produzione industriale, potrebbero essere in qualche modo viziati da problemi di destagionalizzazione. Riteniamo che non si siano visti appieno sulla bilancia commerciale gli effetti del deprezzamento dell’euro, che potranno ampliarsi nei prossimi mesi e sosterranno l’export netto probabilmente per tutto il 2015.

Focus Stati Uniti – Il FOMC non è più ‘paziente’, ma neppure ‘impaziente’

La riunione del FOMC si è conclusa con molte novità importanti, che modificano lo scenario della politica monetaria. I cambiamenti nella comunicazione sono su due fronti: 1) nuovo testo del comunicato, in linea con le attese e 2) ampie revisioni alle proiezioni, che abbassano il sentiero previsto dei rialzi.

 

Fonte: BONDWorld.it


Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.