Flash: Il Fondo Monetario Internazionale ha diffuso le stime contenute nel World Economic Outlook

Stati Uniti. La Fed pubblica i verbali della riunione del 17-18 marzo. I verbali dovrebbero mostrare un consenso ampio a favore delle modifiche nella comunicazione attuate alla riunione di marzo. I verbali dovrebbero anche confermare che il FOMC …


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Stati Uniti

  • La Fed pubblica i verbali della riunione del 17-18 marzo. I verbali dovrebbero mostrare un consenso ampio a favore delle modifiche nella comunicazione attuate alla riunione di marzo. I verbali dovrebbero anche confermare che il FOMC ritiene significativo il miglioramento del mercato del lavoro, ma valuta che sia ancora insufficiente soprattutto in presenza di un’inflazione persistentemente al di sotto dell’obiettivo e ancora su un trend in calo. Per quanto riguarda le proiezioni sui tassi, su cui si è focalizzato il mercato a marzo, i verbali dovrebbero confermare una dispersione piuttosto ampia di opinioni sulla velocità dei rialzi dopo la svolta, ma due punti dovrebbero essere chiari: prima di tutto c’è consenso sul fatto che il primo rialzo sia probabilmente intorno a metà 2015 e, in secondo luogo, è condivisa l’opinione che i tassi di policy debbano stare a lungo al di sotto di livelli “normali” anche dopo il raggiungimento degli obiettivi, anche se i diversi partecipanti hanno previsioni di ritmi di rialzo differenti.

Ieri sui mercati

L’euro è risalito rapidamente da 1,3737 a 1,3812 dollari, azzerando così tutto il movimento seguito alla riunione BCE. Il dollaro, comunque, si è indebolito anche rispetto allo yen. Ulteriore riallargamento dei differenziali degli emittenti periferici europei, a fronte di rendimenti in marginale rialzo sul debito tedesco. Di contro, i tassi impliciti nei futures Euribor non sono rientrati sui livelli pre-consiglio, segnalando che la forward guidance regge. Forti ribassi sui listini azionari europei e giapponesi, mentre quelli americani hanno chiuso in rialzo.

Il Fondo Monetario Internazionale ha diffuso le stime contenute nel World Economic Outlook. Non ci sono sorprese importanti. Il Fondo ha rivisto leggermente al ribasso, al 3,6% dal 3,7% dell’interim di gennaio, le stime sull’economia mondiale. La lieve revisione è dovuta ai Paesi emergenti. Il maggior contributo alla crescita mondiale viene ancora dagli Stati Uniti (2,8% quest’anno, 3% l’anno prossimo; previsioni stabili rispetto a gennaio). Più modesta la ripresa nell’Eurozona (1,2% quest’anno dall’1% di tre mesi fa; per l’anno prossimo è prevista un’accelerazione all’1,5%); nell’Eurozona, la revisione più significativa è per la Spagna (di tre decimi a 0,9%); limitata ad appena un decimo quella su Germania e Francia; stabile a 0,6% la previsione sull’Italia. Tra i Paesi avanzati, l’unico per il quale si nota un deterioramento delle stime di crescita rispetto all’ultima release è il Giappone (a 1,4% da 1,7% di gennaio). Secondo il Fondo la deflazione sarebbe il rischio più rilevante per i Paesi sviluppati.

Area euro

Italia. Il governo italiano ha approvato il Documento di Economia e Finanza. Le tabelle diffuse al termine della conferenza stampa (http://www.governo.it/backoffice/allegati/75355-9348.pdf ) propongono un quadro caratterizzato da un miglioramento strutturale sia nel 2014 (da -0,8 a -0,6% del PIL) sia nel 2015 (a -0,1%), ma più lento rispetto al vecchio piano. Il deficit programmatico 2014 sale da -2,5 a -2,6%, valore quest’ultimo in linea con le stime a legislazione invariata della Commissione Europea. Si evita così lo scontro frontale, anche se qualche attrito non mancherà (il miglioramento strutturale è modesto, considerando l’alto livello di debito). Il calo del rapporto debito/PIL risulta rinviato al 2015, poiché nel 2014 si attende un aumento da 132,6 a 134,9%. Il saldo primario tornerebbe ad aumentare quest’anno dal 2,2 al 2,6% del PIL, tendenza che sarebbe rafforzata durante i successivi anni di ripresa. In calo la spesa per interessi, in quanto l’aumento del debito è più che compensato dal crollo dei costi di rifinanziamento.

Le ipotesi di contorno prevedono una crescita del PIL in accelerazione in termini reali e nominali, e sono più elevate rispetto alle nostre di 0,2-0,3 punti percentuali. Riguardo al 2014, tuttavia, il divario dipende in gran parte dal fatto che la nostra stima non include gli effetti della manovra integrativa.

Per quanto riguarda quest’ultima, sono state sostanzialmente confermate le anticipazioni. La copertura dei tagli IRPEF, stimati in 6,7 mld nel 2014 e in 10 miliardi a regime, verrà inizialmente da tagli di spesa per 4,5 miliardi, dal maggior gettito IVA derivante da ulteriori rimborsi di debiti arretrati (per questi si prevede uno stanziamento aggiuntivo di 13 miliardi) e dalla maggiore sorpresa di ieri, cioè l’aumento dell’imposta sostitutiva sulle plusvalenze realizzate dalle banche con la rivalutazione delle quote in Banca d’Italia. I tagli di spesa saranno cruciali per il conseguimento degli obiettivi 2015-16: si attendono risparmi per 17 miliardi nel 2015 e per 31 miliardi nel 2016. Per quanto riguarda il 2014, servirà molta energia per ricavare quanto previsto negli otto mesi e poco più che mancano alla fine dell’esercizio. Le anticipazioni parlano di riduzioni dei trasferimenti alle imprese, di interventi sulle spese sanitarie che eccedono significativamente i costi standard e limiti alle retribuzioni dei dirigenti pubblici. Le stime sugli importi annui derivanti dalle privatizzazioni salirebbero allo 0,7% del PIL nel periodo 2014-17. Nel complesso, il mix redistributivo delle misure sembra favorevole a una maggior crescita.


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