Da seguire: Giappone: Il governatore della BoJ Kuroda ha detto questa notte che la banca centrale è solo a metà del suo percorso verso l’obiettivo del 2% di inflazione e che appare sempre più certo che il meccanismo di trasmissione della politica monetaria stia funzionando…
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Kuroda ha aggiunto che potrebbe essere necessario ulteriore stimolo in caso di instabilità del sistema finanziario e in caso sia necessario per raggiungere l’obiettivo del 2%.
Stati Uniti
La riunione del FOMC del 18-19 marzo dovrebbe concludersi con: 1) modesta revisione verso il basso delle proiezioni macroeconomiche; 2) mantenimento del ritmo di riduzione degli acquisti (-10 mld di dollari); 3) eliminazione del riferimento esplicito al tasso di disoccupazione del 6,5% come soglia per la valutazione di un successivo rialzo dei tassi; 4) introduzione di una formulazione “qualitativa” della forward guidance, che faccia riferimento alle deviazioni dagli obiettivi di più lungo termine del FOMC. Il messaggio della conferenza stampa (la prima di Yellen) sarà da un lato rassicurante sulla prosecuzione della ripresa, nonostante la debolezza dei dati recenti; dall’altro comunicherà probabilmente che il FOMC intende essere molto paziente prima di iniziare il rialzo dei tassi alla luce dell’ampio ammontare di risorse inutilizzate e della distanza di inflazione e occupazione dagli obiettivi derivanti dal mandato della Fed. Un eventuale cambiamento della formulazione della guidance alla riunione di marzo non dovrebbe quindi modificare il sentiero dei tassi incluso nelle proiezioni del FOMC.
Ieri sui mercati
Nonostante lo scontro a fuoco che ieri ha causato le prime vittime fra i militari ucraini e la veloce marcia verso l’annessione della Crimea alla Russia, gli investitori sembrano essersi già convinti che la crisi russo-ucraina si concluderà con qualche accordo, senza recare danni importanti all’economia mondiale. Ieri il presidente russo ha definito meglio gli obiettivi, aprendo a una soluzione diplomatica della crisi che non ridiscuta la collocazione della Crimea, ma per il momento è probabile che venga piuttosto annunciato un inasprimento delle simboliche sanzioni annunciate lunedì da Stati Uniti ed Unione Europea.
Positiva la chiusura degli indici azionari, con l’indice italiano ai massimi dal giugno 2011. Per quanto riguarda i titoli di stato, tendenza simile al giorno prima per i mercati europei, mentre i tassi sono calati marginalmente sui titoli americani. Debito greco sostenuto da voci di accordo con i creditori internazionali sullo sblocco della prossima tranche di aiuti, prevista in aprile; le indiscrezioni sono state poi confermate dal primo ministro Samaras. Poco significativi i movimenti delle principali divise: l’euro ha chiuso in marginale rialzo sul dollaro; l’avanzamento si è verificato anche rispetto a CHF e GBP, riavvicinando il cambio effettivo ancora un po’ verso i massimi del 30/12.
Area Euro
Germania. La Corte suprema tedesca ha dato il via libera all’ESM indicando che il fondo è in linea con la costituzione tedesca e confermando il giudizio preliminare di settembre 2012.
Germania. L’indice ZEW è calato a 46,6 da un precedente 55,7. Il calo, superiore alle attese, è da ricondursi alla maggiore volatilità sui mercati legata alla crisi Ucraina. L’indice sulla situazione corrente è salito ulteriormente 51,33 da 50. Entrambi gli indici sono ampiamente al di sopra della media di lungo termine.
Stati Uniti
Il CPI, come atteso, aumenta di 0,1% m/m sia per l’indice core (1,6% a/a), sia per quello headline (1,1% a/a). I servizi al netto dell’energia registrano un aumento in linea con il trend (+0,2% m/m). Il calo del tendenziale dell’inflazione headline è dovuto a un effetto statistico di confronto con febbraio 2013 (con variazione mensile di 0,4% m/m), che scomparirà a marzo quando l’inflazione dovrebbe riallinearsi con quella core. Il calo delle voci auto e abbigliamento probabilmente riflette la risposta dell’offerta alla debolezza della domanda dovuta al maltempo. Fra marzo e aprile, con la normalizzazione di clima e scorte, i prezzi dovrebbero rimbalzare portando a un trend di variazioni più vicine a una media di 0,15% m/m.
I nuovi cantieri a febbraio calano a 907 mila da 909 mila di gennaio (rivisto da 880 mila). Le licenze aumentano a 1,017 mln da 945 mila di gennaio; per le licenze, le unità multifamiliari registrano un ampio rimbalzo. Le unità in costruzione sono poco variate, mentre quelle completate aumentano del 4,4% m/m dopo +9,7% m/m a gennaio e danno un segnale positivo per le vendite di case nuove nei prossimi mesi.
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