Da seguire: Area Euro: BCE. La riunione del consiglio direttivo si concluderà con tassi fermi, ma ci aspettiamo una retorica ancora ultra-accomodante. Il cambio effettivo dell’euro rimane sostanzialmente stabile, mentre il calo dell’eccesso di riserve ha fatto convergere l’Eonia al livello del refi e ha…
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- creato qualche tensione locale sui tassi repo, ma senza destabilizzare le aspettative sui tassi; inoltre, i dati macroeconomici usciti nell’ultimo mese non sono stati risolutivi. Resta possibile un taglio del refi per luglio, ma un QE difficilmente arriverà prima dell’estate, se mai arriverà, dal momento che Draghi ha chiarito che una misura di questo tipo è condizionata a significative revisioni verso il basso alle stime di inflazione 2015– 16. La BCE vorrà attendere i mesi estivi per avere maggiore visibilità sullo scenario macro e quindi sulle prospettive per l’inflazione nonché maggiori informazioni dall’AQR.
- Germania. La produzione industriale è calata di -0,5% m/m in marzo, dopo il +0,6% di febbraio (rivisto al rialzo). Nel primo trimestre la produzione industriale è cresciuta dell’1,2% t/t, contro il +0,7% t/t del 2013.T4, ma è probabile un rallentamento nel secondo trimestre. A livelli di comparti, le variazioni sono quasi l’immagine speculare di febbraio: la flessione ha risparmiato soltanto i beni di consumo (+0,5%) e l’energia (rimbalzata di 1,8% dopo il -1,3% di febbraio), mentre le costruzioni sono scese del -2,2%.
Ieri sui mercati
Anche ieri gli sviluppi della crisi ucraina hanno movimentato i mercati. La Russia ha utilizzato l’incontro di ieri con l’OSCE per annunciare due gesti distensivi: primo, il ritiro delle forze militari dal confine con l’Ucraina; secondo, l’invito ai secessionisti filorussi di rinviare il referendum sulla separazione dall’Ucraina. Anche se gli effetti delle dichiarazioni sono tutti da verificare, si è osservata una reazione di mercato abbastanza intensa: il rublo ha riguadagnato i livelli pre-crisi contro dollaro, mentre i rendimenti del Bund sono saliti di circa 3pb. Positiva la chiusura dell’S&P500 e del Nikkei. Quest’ultimo potrebbe aver tratto beneficio anche dai dati cinesi di commercio estero, che mostrano un buon andamento dell’export verso tutte le aree, eccetto Taiwan e Hong Kong.
Il MEF ha annunciato che il 12 maggio offrirà 6,5 miliardi di BOT 14/5/2015, a fronte di rimborsi per 7 miliardi.
Stati Uniti
La produttività nel 4° trimestre cala di -1,7% t/t ann. (+1,4% a/a): l’output aumenta di 0,3%, mentre le ore lavorate crescono di 2% t/t ann. Il costo del lavoro per unità di prodotto segna una variazione di 4,2% t/t ann. (+0,9% a/a), dopo due trimestri di contrazioni. Il calo della produttività riflette il netto deterioramento della crescita nel 1° trimestre, a fronte di un andamento positivo dell’occupazione. L’aspettativa di un netto rimbalzo del PIL nel 2° trimestre, con una variazione che potrebbe essere fra il 3,5 e il 4% t/t ann., rende meno significativi i dati del 1° trimestre.
Yellen, nell’audizione sullo scenario economico di fronte al Joint Economic Committee, ha ribadito il messaggio emerso con il comunicato del FOMC: l’economia si sta riprendendo dopo il rallentamento di inizio anno dovuto al clima avverso, tuttavia rimane ancora un “ammontare significativo” di risorse inutilizzate, che giustifica il proseguimento di un “elevato grado“ di stimolo monetario anche dopo la fine del programma di acquisti. I principali rischi per lo scenario sono verso il basso (rischi geopolitici, paesi emergenti, costruzioni residenziali). Yellen ha sottolineato comunque che il sentiero della politica monetaria è soggetto all’incertezza delle previsioni e che sarà cruciale valutare se lo scenario si evolve in linea con le proiezioni. Per ora il messaggio rimane estremamente accomodante.
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