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Flash: Il PIL spagnolo è tornato a crescere nel 4° trimestre

Da seguire: Area Euro: – La produzione industriale nell’area euro potrebbe calare di -0,5% m/m a dicembre, dopo essere salita dell’1,3% il mese prima. Nonostante la contrazione su base mensile, gli aumenti registrati ad …


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ottobre e novembre porterebbero l’output negli ultimi tre mesi dell’anno ad accelerare a 1,4% t/t (da 1,1% t/t del trimestre estivo). Su base annua la produzione corretta per i giorni lavorativi crescerebbe del 7,4% (da un precedente +6,8%). Tra i principali paesi dell’area euro che hanno già diffuso i dati, l’output è calato sensibilmente in Germania (-1,5% m/m) a causa delle condizioni atmosferiche particolarmente rigide che hanno influito negativamente sul settore Costruzioni; la produzione è scesa anche in Spagna (-1% m/m) e Olanda (-0,4% m/m) mentre è cresciuta in Italia e Francia (+0,3% m/m in entrambi i paesi).

– Si tiene la riunione dell’Eurogruppo (lunedì 14), seguita il giorno successivo da quella dell’Ecofin. L’agenda prevede una discussione sulle proposte di regolamento connesse alla riforma della governance economica e la preparazione del Consiglio Europeo del 24-25 marzo, oltre alla raccomandazione per la nomina di un membro del Comitato Esecutivo BCE. L’Ecofin dovrebbe anche preparare la riunione del G-20. L’incontro potrebbe offrire qualche indicazione riguardo a eventuali progressi dei negoziati sul sistema di gestione della crisi.

Stati Uniti

– Il presidente Obama presenta il budget per l’anno fiscale 2012.

Giappone

– Il PIL giapponese nel 4° trimestre registra una contrazione dello 0,3% t/t, più contenuta rispetto alle aspettative di consenso (-0,5% t/t).

I market mover della settimana

Nell’area euro, le stime sulla crescita del PIL nel 4° trimestre dovrebbero mostrare un lieve rallentamento del ritmo di crescita in Germania, un’accelerazione in Francia e una sostanziale stagnazione in Italia. Nel complesso, l’area euro dovrebbe aver mantenuto un tasso di crescita congiunturale simile a quello visto nel trimestre estivo (0,3% t/t). Cominceranno inoltre ad essere diffusi i primi indici di fiducia relativi al mese di febbraio: si attende un miglioramento per lo ZEW tedesco e una stabilità per l’INSEE francese e per la fiducia dei consumatori europei (indagine Commissione). Infine, la produzione industriale nell’area euro mostrerà un calo a dicembre, risentendo della decisa flessione (peraltro, dovuta a fattori meteorologici) registrata in Germania.

La settimana è densa di dati ed eventi negli Stati Uniti. Le prime indagini del settore Manifatturiero di febbraio dovrebbero confermare il trend positivo. Le vendite al dettaglio e la produzione industriale di gennaio sono attese in aumento. Cantieri e licenze di gennaio dovrebbero risentire negativamente delle condizioni climatiche avverse. Tutti gli indici di prezzo dovrebbero registrare ancora incrementi mensili ampi spinti dalle commodity, mentre gli indici core dovrebbero essere più moderati. La Fed pubblica i verbali della riunione del FOMC di gennaio con le nuove proiezioni macro. Il presidente Obama presenta il budget per l’anno fiscale 2012.

Venerdì sui mercati

I mercati azionari hanno chiuso in positivo venerdì, con variazioni mediamente vicine allo 0,5% in USA ed Europa e sopra l’1% in Asia (influenzate anche dai dati del PIL giapponese migliori del previsto, vedi sopra). I mercati obbligazionari americani hanno visto rendimenti in calo sul 10 anni (in chiusura a 3,62%, -8pb), stabili a 0,83% sul 2 anni. In Europa, il Bund 10 anni ha chiuso con rendimenti in rialzo a 3,31%, e circa stabili a 1,45% sul 2 anni. Poco variati i Periferici. La riunione dell’Eurogruppo di oggi non dovrebbe modificare il quadro ancora confuso sulla riforma dell’EFSF attesa per il summit del 24-25 marzo, mentre il ritiro della candidatura di Weber alla presidenza della BCE e le sue dimissioni dalla Bundesbank tolgono un rischio di spostamento della politica monetaria BCE su posizioni più intransigenti.

Area Euro

Spagna. Il PIL è tornato a crescere nel 4° trimestre di 0,2% t/t dopo la stagnazione dei mesi estivi. Su base annua la crescita ha accelerato a 0,6% da un precedente 0,2%.

Stati Uniti

Il deficit commerciale si è allargato, come atteso, passando da 38,3 miliardi di dollari di novembre a 40,6 miliardi a dicembre. Al netto del petrolio, si registra una riduzione da 18,3 miliardi di novembre a 15,3 miliardi In termini reali, il saldo dei beni passa da 45,2 miliardi a 46 miliardi. Il saldo su base trimestrale si riduce dell’8,9% rispetto al 3° trimestre e conferma un ampio contributo positivo alla crescita del 4° trimestre.

La fiducia delle famiglie rilevata a febbraio dell’University of Michigan (prel.) aumenta a 75,1 da 74,2 di gennaio. Le condizioni correnti vedono un incremento a 86,8 (massimo da febbraio 2008) da 81,8. In calo invece le aspettative, a 67,6 da 69,3, che tornano sui livelli di dicembre 2010.





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Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca, dichiarano che:

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La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.

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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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