Da seguire: Il PMI manifatturiero HSBC per la Cina è stato rivisto al ribasso da 51,2 a 50,2 (+0,1 rispetto ad agosto). L’indice delle esportazioni sale da 47,2 a 50,7…..
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Marginale il progresso di nuovi ordini e produzione, mentre risulta ancora sotto quota 50 l’indice per l’occupazione.
Il PMI manifatturiero del Giappone, invece, è salito a 52,5 (+0,3), il livello più alto dal 2011. In rialzo produzione (53,8) e ordini esteri (53,3). La produzione industriale ad agosto sorprende verso il basso, con un calo di -0,7% m/m (consenso: -0,2% m/m). Il calo dell’output dovrebbe essere transitorio, alla luce di proiezioni del METI molto positive per settembre e ottobre. Il primo Ministro Abe terrà domani una conferenza stampa per annunciare la decisione riguardo all’imposta sui consumi e all’eventuale pacchetto di stimolo temporaneo.
Area Euro
La stima flash dovrebbe mostrare l’inflazione in calo all’1,2% dall’1,3% di agosto, in parte grazie ad un effetto base favorevole legato al venir meno dal confronto annuale del forte rialzo dell’energia e l’aumento della tassazione indiretta registrato nell’estate del 2012. Nel mese, i prezzi dovrebbero essere aumentati di 0,6% dopo lo 0,1% di agosto, in parte data l’usuale stagionalità ma anche per effetto di pressioni dalla componente energia. L’inflazione core (al netto di energia, alimentari, alcol e tabacchi) è vista stabile all’1,1% di agosto. Settembre dovrebbe essere il minimo per l’inflazione area euro che nei prossimi mesi è comunque vista oscillare al di sotto dell’1,5% e risalire leggermente la di sopra di tale livello nella seconda metà del 2014. In media annua il CPI dovrebbe assestarsi all’1,5% quest’anno e all’1,6% il prossimo.
Italia. La stima preliminare dovrebbe mostrare l’inflazione in calo di un decimo a settembre all’1,1% sia sull’indice nazionale, che sulla misura armonizzata. Nel mese i prezzi dovrebbero scendere di un decimo sull’indice nazionale e viceversa salire dell’1,9% (a causa meramente di effetti di natura stagionale) sulla misura armonizzata. Il mese di settembre dovrebbe rappresentare il punto di minimo per l’inflazione italiana.
Stati Uniti
Questa volta la soluzione dell’ultimo minuto per il rinnovo dell’esercizio provvisorio sembra davvero che non sarà trovata e da domani potrebbe esserci il temuto blocco del governo federale. Il Congresso non si riunirà fino a oggi pomeriggio, e ieri non si è arrivati a un accordo per estendere la legge di spesa oltre la scadenza del 30 settembre. Potrebbe esserci un ripensamento dell’ultima ora per estendere, magari di un solo mese, la legge di spesa, anche se le poche ore rimaste rendono l’operazione sempre più difficile. Anche nella migliore delle ipotesi, la vicenda non è chiusa: il limite del debito è quasi raggiunto e, come appare chiaro da quello che è successo nelle ultime settimane, per il momento non ci sono strategie che includano compromessi. La scadenza è il 17 ottobre.
Il Chicago PMI a settembre è atteso in aumento a 53,5 da 53 di agosto. L’indagine era stata complessivamente positiva con ordini a 57,2 e produzione a 53; le indicazioni delle altre indagini di settembre sono miste ma segnalano il mantenimento dei livelli espansivi di agosto nel settore manifatturiero.
I market mover della settimana
Nell’area euro il focus sarà sulla crisi politica italiana, con un importante voto di fiducia in agenda mercoledì 2. La riunione della BCE, invece, rischia di essere piuttosto interlocutoria anche questo mese. L’inflazione area euro dovrebbe toccare un minimo a settembre all’1,2% in calo da un precedente 1,3%. La seconda lettura dei PMI di settembre dovrebbe confermare le stime preliminari. Il tasso di disoccupazione è atteso stabile in Germania, in lieve aumento in Italia, ma invariato nella media area euro. Le vendite al dettaglio tedesche sono viste in recupero di 1,2% m/m ad agosto dopo i cali dei due mesi precedenti.
La settimana è densa di dati negli Stati Uniti. I dati nel complesso dovrebbero essere positivi e indicare accelerazione della crescita rispetto al 2° trimestre, tuttavia non pensiamo siano sufficienti a indurre la Fed a modificare gli acquisti alla riunione di ottobre: a questo punto, probabilmente, è tutto rimandato a dicembre. Le indagini di settembre (ISM e Chicago PMI) dovrebbero confermare livelli espansivi e in miglioramento rispetto a quelli del 2° trimestre. L’employment report di settembre dovrebbe mostrare una modesta accelerazione dei nuovi occupati e una stabilizzazione del tasso di disoccupazione. Le vendite di autoveicoli a settembre dovrebbero calare solo modestamente rispetto ai livelli molto elevati di agosto. La spesa in costruzioni di agosto è prevista in moderato aumento soprattutto grazie al comparto delle costruzioni non residenziali.
Venerdì sui mercati
L’accelerazione subita dalla crisi di governo in Italia ha iniziato ad esercitare effetti sul mercato secondario, dove i rendimenti dei BTP sono saliti di 8-9pb su tutte le scadenze a fronte di cali sui Bund. Questa mattina la tendenza è ripresa a ritmi accelerati. L’allargamento dei differenziali è stato a doppia cifra sulle scadenze 5-10 anni già venerdì. Sul primario, la 5° tranche del BTP marzo 2024 4,5% è stata collocata al 4,5% per 3 miliardi; piazzati anche 3 miliardi del BTP dicembre 2018 3,5%, a un rendimento di 3,38%. Pesanti gli indici borsa, con il mercato italiano a guidare i ribassi. Limitate le ripercussioni sull’euro, che continua a oscillare intorno a 1,35 dollari; d’altronde, anche il fronte politico americano sta generando la sua dose di problemi.
Area Euro
L’indice di fiducia economica elaborato dalla Commissione Europea è salito più del previsto a settembre, a 96,9 da 95,3 di agosto. È il quinto aumento consecutivo, che porta l’indice ai massimi da agosto 2011 (comunque al di sotto della media di lungo periodo, 99,7). Il miglioramento di morale è diffuso a tutte le principali componenti.
Italia. L’indice Istat di fiducia presso le imprese manifatturiere è aumentato ancora (per il quinto mese consecutivo) a settembre, a 96,6 da un precedente 93,4. Il miglioramento è diffuso a tutte le principali componenti (in particolare produzione e ordini) e riguarda sia la valutazione corrente che le attese per il futuro. Un segnale positivo viene anche dal calo delle scorte di magazzino.
Germania. In base ai dati preliminari dai Lander, i prezzi al consumo sono rimasti stabili a settembre, per un’inflazione annua in calo all’1,4% dall’1,5% sulla misura nazionale e stabile all’1,6% sull’indice armonizzato. Prevediamo che l’indice possa toccare un minimo tra ottobre e novembre, per una media annua a 1,5% sulla misura nazionale e all’1,6% sull’armonizzato.
Stati Uniti
La spesa personale ad agosto aumenta di 0,3% m/m e il dato di luglio è rivisto verso l’alto a +0,2% m/m da +0,1% m/m. In termini reali i consumi crescono di 0,2% m/m. Il reddito personale è in aumento di 0,4% m/m come atteso dal consenso, con un incremento di 0,4% m/m del reddito da lavoro . Il reddito disponibile accelera a +0,5% m/m; in termini reali, il reddito disponibile cresce di +0,3% m/m. Il tasso di risparmio segna un altro modesto incremento, salendo a 4,6% da 4,5% di luglio e 4,4% di giugno. Il deflatore dei consumi aumenta di 0,1% m/m (1,2% a/a); la variazione dell’indice core è di 0,2% m/m (1,2% a/a) e dà qualche segnale di risalita dell’inflazione core, alla luce di una dinamica mensile più sostenuta negli ultimi 3 mesi. I dati di spesa di luglio-agosto indicano che la crescita dei consumi nel 3° trimestre dovrebbe essere vicina a quella vista nel 2°, ma i redditi segnalano una probabile accelerazione già da settembre.
La fiducia dei consumatori dell’Univ. of Michigan risale a 77,5 nella rilevazione finale di settembre, da 76,8 della rilevazione preliminare. I dati mostrano un aumento delle condizioni correnti a 92,6 da 91,8 e delle aspettative a 67,8 da 67,2. L’indice e le componenti restano ampiamente al di sotto dei livelli elevati di maggio-luglio (media: 84,5) e mostrano un trend incerto. Negli ultimi mesi il rialzo dei tassi sui mutui e le tensioni po9litiche con rischi di chiusura del governo potrebbero avere influenzato negativamente il morale delle famiglie. Tuttavia il miglioramento del mercato del lavoro dovrebbe prevalere spingendo verso un moderato trend verso l’alto. .
Evans (Chicago Fed) ha ribadito la posizione espressa già la settimana scorsa secondo cui è necessario avere maggiori informazioni che confermino il progresso della crescita del PIL prima di ridurre gli acquisti. E. George (Kansas City Fed) è rimasta ferma sul proprio dissenso, affermando che sulla base dei miglioramenti del mercato del lavoro e dell’economia sarebbe opportuno iniziare a ridurre l’utilizzo degli strumenti non convenzionali. Il flusso di interventi dalla Fed mantiene ampia incertezza sui tempi della riduzione degli acquisti: maggiori informazioni arriveranno con i verbali (9 ottobre) e con i dati della prossima settimana. In assenza di una svolta molto positiva e omogenea dei dati al di sopra delle aspettative, sembra probabile che il FOMC aspetti dicembre per ridurre gli acquisti.
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