Da seguire: La lettura di ottobre dei PMI manifatturieri si sta rivelando positiva. Oltre ai dati molto sostenuti dell’ISM statunitense (v. sotto), il PMI è salito in Cina (da 51,1 a 51,4), Corea del Sud, Taiwan, Giappone, Indonesia, Brasile (50,2 da 49,9), Russia…..
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Fa eccezione l’India, ferma a 49,6.
Area euro
La lettura finale del PMI manifatturiero dell’Eurozona a ottobre dovrebbe confermare l’indice in miglioramento a 51,3 da 51,1 di settembre. La salita dovrebbe pertanto essere trainata dalla Germania (51,5), mentre in Francia l’indice dovrebbe confermarsi sotto quota 50 (49,4). La prima lettura del PMI italiano dovrebbe mostrare un aumento a 51,0 a ottobre da 50,8 del mese precedente.
Ieri sui mercati
Il dollaro ha beneficiato dei forti dati usciti negli ultimi giorni, recuperando abbondantemente terreno su tutti i fronti. La ripresa è stata relativamente più marcata con l’euro, penalizzato dal basso dato di inflazione per ottobre: tre sedute consecutive in ribasso hanno riportato il cambio sotto 1,35 dollari, azzerando i guadagni della seconda metà di ottobre. Lo yen è ora scambiato a 98,65.
Sui mercati dei titoli di stato, la divergenza fra dati americani ed europei ha portato a un parziale sganciamento: il rialzo del decennale americano fra il 29/10 e il 1/11 è stato di circa 12pb, mentre il rendimento del Bund di pari scadenza è sceso marginalmente. Nessun particolare segnale di sofferenza per il mercato italiano, che dal 29 ha visto spread in lieve calo: un movimento in simpatia con quanto accaduto anche sui titoli spagnoli e portoghesi. Giovedì il Tesoro italiano è riuscito a piazzare tutto l’importo supplementare (900 milioni) dei titoli a medio e lungo termine collocati in asta mercoledì 30.
Area Euro
I prezzi al consumo sono rallentati di quattro decimi, allo 0,7% a/a. Come per l’Italia, anche la stima dell’inflazione per l’Eurozona è risultata ampiamente al di sotto delle attese. Ottobre dovrebbe rappresentare un minimo per l’inflazione area euro che rimarrà saldamente al di sotto del 2,0% anche nel 2014.
Il tasso di disoccupazione è stabile al 12,2 (rivisto da 12,0). Il dato italiano risulta in aumento dal 12,4% (rivisto da 12,2%) al 12,5%. In Italia, l’occupazione è calata in settembre di 80mila unità rispetto ad agosto, pari allo 0,4%, mentre la variazione tendenziale è pari a -490mila, corrispondenti al -2,1% a/a.
Italia. I prezzi al consumo sono calati di -0,3% m/m sulla misura nazionale, rimanendo invece stabili su quella armonizzata. L’inflazione è così scesa allo 0,7% a/a sia sulla misura nazionale che su quella armonizzata, smentendo ampiamente le previsioni di aumento. Il calo delle componenti volatili (energia, alimentari freschi) ha dominato su qualsiasi altro effetto. Stabile all’1,2% a/a la dinamica di fondo.
Stati Uniti
L’indice ISM del settore manifatturiero a ottobre è salito a 56,4 da 56,2, contro attese di correzione. L’indice composito e lo spaccato dell’indagine sono omogeneamente positivi e segnalano che il blocco del governo non ha avuto effetti di rilievo sul settore.
Balzo record per il Chicago PMI, da 55,7 a 65,9. Produzione e nuovi ordini sono rispettivamente a 71,1 (terzo valore più alto degli ultimi 10 anni) e 74,3.
Il CPI a settembre aumenta di 0,2% m/m (1,2% a/a), la variazione dell’indice core è di 0,1% m/m (1,7% a/a). I dati confermano la graduale ripresa della dinamica dei prezzi e dovrebbero rendere il FOMC meno preoccupato per potenziali rischi di eccessiva disinflazione.
Le nuove richieste di sussidio sono scese da 350 a 340mila, in linea con le attese. Il trend sta ritornando sui livelli di fine settembre.
Come atteso, il comunicato del FOMC di mercoledì 30 non ha introdotto alcuna variazione al quadro di politica monetaria. Minime anche le variazioni al comunicato: si sottolinea il rallentamento dell’edilizia residenziale e il miglioramento del mercato del lavoro, mentre non si parla più di restrizione delle condizioni finanziarie. L’unico voto contrario è rimasto quello di Esther George.
Giappone
La riunione della BoJ del 31 ottobre si è conclusa senza novità. Lo scenario economico pubblicato con il rapporto semestrale di previsione è positivo.
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