Da seguire: Area euro: – Italia. A novembre la produzione industriale è vista in crescita dell’1,0% m/m dopo il calo dei due mesi precedenti. Su base annua l’output accelererebbe così a 4,6% da -0,2% a/a sulla base della serie …
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grezza e a 4,7% da 2,9% a/a se rettificato per i giorni lavorativi. Qualche rischio al ribasso deriva dagli effetti dell’alluvione in Veneto. In ogni caso, nel 4° trimestre l’output è in rotta per una contrazione per la prima volta dopo cinque trimestri consecutivi di crescita. Tuttavia, la diminuzione dovrebbe dimostrarsi soltanto temporanea e l’output dovrebbe crescere nuovamente a inizio 2011, come segnalato anche dal trend positivo degli indici di fiducia (PMI e ISAE).
– La produzione industriale nell’area euro è vista in crescita di 0,5% m/m a novembre da +0,7% m/m di ottobre. Sull’anno, la produzione corretta per i giorni lavorativi rallenterebbe a 6,5% da 7,1% a/a (dato rivisto al rialzo di tre decimi). A novembre l’output è cresciuto in maniera importante in Francia (+2,3% m/m) e Spagna (+1,7% m/m), e potrebbe aver registrato un incremento significativo anche in Italia. Viceversa, la produzione è scesa in Germania (-0,7% m/m), dopo il balzo di ottobre (+3,0% m/m).
– Aste – Il Portogallo riapre oggi la OT 3,6% 10/2014 (rendimento attuale: 5,61%) e la OT 4,8% 06/2020 (rendimento corrente 6,89%) per un ammontare obiettivo di 750-1.250 milioni di euro. La Germania colloca il nuovo Bobl 02/2016 per 6 miliardi e riapre per un miliardo la DBRi 1,75% 04/2020.
Stati Uniti
– I prezzi all’import a dicembre dovrebbero essere aumentati dell’1,4% m/m, dopo +1,3% m/m di novembre. Sui dati pesano due tendenze che si rinforzano a vicenda nel mese di dicembre, il deprezzamento del dollaro (-0,6% nelle prime tre settimane di dicembre per l’indice broad, -0,8% per le major currencies), e il rialzo delle quotazioni del petrolio (+8,7% da fine novembre) e delle commodities agricole. Indipendentemente dalla volatilità del cambio, le pressioni verso l’alto da parte delle commodities proseguiranno nei prossimi mesi.
– Il Beige Book preparato per la riunione del FOMC di fine gennaio dovrebbe riportare un quadro analogo a quello del precedente rapporto, con indicazioni di crescita del settore manifatturiero, stagnazione dell’edilizia e ripresa dei consumi. Alla luce del calo della fiducia delle famiglie, il Beige Book probabilmente riporterà ancora indicazioni di un mercato del lavoro caratterizzato da una dinamica occupazionale modesta.
Ieri sui mercati
Il primo appuntamento con le aste di titoli di stato è andato bene. In Italia, il Tesoro ha collocato 7 miliardi di BOT con scadenza 16/01/20112 a un rendimento di 2,067%, contro il 2,014% di un mese prima; la domanda è stata pari a 1,6x l’offerta. In Grecia, l’agenzia per il debito è riuscita a collocare 1,95 miliardi di T-bills con scadenza 15/07/2011 a un tasso di 4,9%, 8pb in più rispetto a dicembre. Assieme alle voci di nuovi acquisti da parte della BCE, la buona domanda alle aste di titoli a breve termine ha favorito un nuovo calo degli spread anche sulle scadenze lunghe: sulla Grecia la discesa dello spread decennale è stata di 53pb a 916pb; il Portogallo ha chiuso a 412pb, la Spagna a 261pb, l’Italia a 187pb, l’Irlanda a 596pb (-29pb).
Da segnalare gli interventi verbali del Governo tedesco a favore del Portogallo (la cancelliera Merkel ha parlato di “misure molto importanti” adottate dal Paese), l’annuncio del Giappone che intende sottoscrivere oltre il 20% della prossima emissione EFSF. Il commissario europeo Rehn commenta oggi sul FT che “l’attuale EFSF dovrebbe essere rafforzata e la portata delle sue attività estesa” e che c’è bisogno “di riesaminare tutte le opzioni riguardo alla dimensione e alle finalità dei meccanismi finanziari di sicurezza”. Tuttavia, non è ancora chiaro se l’urgenza di apportare modifiche radicali al sistema di sostegno sia percepita anche dai paesi che finora hanno spinto per un approccio passivo, come la Germania.
Stati Uniti
L’indice di fiducia delle piccole imprese rilevato dall’NFIB a dicembre segna un inatteso calo a 92,6 da 93,2 di novembre. Migliorano le intenzioni di assunzione (a 6% da 4%) e i piani di investimento; cala invece di nuovo la percentuale netta di imprese che intendono aumentare i prezzi di vendita, peggiorano le aspettative sull’economia e sui profitti. Il dato per ora non segnala un’inversione del trend di miglioramento visto da ottobre e rimane, insieme al dato di novembre 2010, sui massimi da settembre 2008. L’indice rimane comunque ancora ben al di sotto della media di lungo termine di 97,2.
Plosser (Philadelphia Fed, votante nel 2011) ha detto di prendere “seriamente” l’impegno del FOMC di rivalutare regolarmente il programma di acquisto di Treasuries per 600 miliardi di dollari annunciato a novembre 2010. Secondo Plosser, se la crescita accelera e diventa più sostenibile, allora “il programma di acquisto dovrà essere riconsiderato”. L’”aggressività” dell’attuale espansione monetaria potrebbe diventare dannosa “presto” se la Fed non inizia gradualmente a invertire rotta. Le opinioni espresse da Plosser, in conflitto con quanto affermato pochi giorni fa da Bernanke, Yellen e Evans, non sorprendono: il Presidente dalla Philadelphia Fed aveva sempre detto di essere quanto meno scettico sull’opportunità di aprire un nuovo programma di stimolo quantitativo. È probabile che in futuro Plosser dissenta nelle prossime riunioni, sostituendo il voto contrario espresso da Hoenig per tutto il 2010.
Kocherlakota (Minneapolis Fed, votante nel 2011) ha preso una posizione più vicina al gruppo delle colombe nel FOMC affermando di essere “molto a suo agio” con l’attuale politica della Fed.
Certificazione degli analisti
Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca, dichiarano che:
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Comunicazioni importanti
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Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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