Flash: Il presidente della Repubblica assegnerà oggi l’incarico di formare il nuovo governo secondo una logica di neutralità

Germania Rimbalzano la produzione a marzo e l’export. Il rallentamento dell’attività economica segnalato dai dati relativi ai due mesi precedenti potrebbe essere un fenomeno temporaneo…….

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Tuttavia, l’andamento degli ordinativi, pubblicati ieri, suggerisce una normalizzazione della domanda in particolare di beni capitali dopo sei trimestri in forte espansione.

Italia. Il presidente della Repubblica assegnerà oggi l’incarico di formare il nuovo governo secondo una logica di neutralità. Due delle maggiori forze politiche hanno già preannunciato un voto contrario e, quindi, è probabile che l’esecutivo non ottenga la fiducia. In tal caso si prospettano elezioni anticipate a luglio. Al momento, i mercati restano ancora disinteressati alle vicende politiche italiane e anche il passaggio odierno dovrebbe passare quasi inosservato.

Ieri sui mercati

BCE. Smets (governatore della banca centrale belga) ha dichiarato che la BCE potrebbe annunciare alla riunione del 26 luglio come intende proseguire con il programma di acquisto titoli EAPP dopo settembre. Smets ha anche detto “gli investitori potrebbero aver ragione ad attendersi un primo rialzo dei tassi più lontano nel tempo”. La BCE, quindi, rimane cauta e graduale nel processo di normalizzazione della politica monetaria ma il processo andrà avanti. Del resto il Consiglio valutava che il rallentamento indicato dai dati macro nei primi tre mesi dell’anno era da ritenersi in larga misura temporaneo legato a fattori climatici e effetti di calendario. Anche il calo dell’inflazione core a 0.7% da 1,1% ad aprile, mostrato dalla stima preliminare Eurostat la scorsa settimana, non sembra preoccupare. Praet (membro del comitato esecutivo) ha dichiarato che il calo dell’inflazione core dovrebbe essere un fenomeno isolato, spiegato dall’andamento dell’inflazione nei servizi, in particolare nei servizi ricreativi e pacchetti vacanza, per effetto della Pasqua alta.

Stati Uniti. Kapaln (Dallas Fed) ha detto che il suo scenario centrale di rialzi rimane a un totale di tre nel 2018 (incluso quello di marzo) e ha sottolineato che l’obiettivo del 2% è “simmetrico”, come rilevato dal comunicato dell’ultima riunione FOMC. A suo avviso la curva dei rendimenti riflette dubbi riguardo alla sostenibilità dello scenario di medio termine. Evans (Chicago Fed) ha detto che il tasso naturale di disoccupazione potrebbe essere al di sotto del 4,5% e cambiamenti strutturali possono costituire freni al rialzo dell’inflazione. Bostic (Atlanta Fed) ha detto che la Fed è soddisfatta dell’avvicinamento dell’inflazione al 2% dopo anni di undershooting, e ha indicato che non avrebbe problemi in caso di overshooting dell’inflazione rispetto obiettivo del 2%. Barkin (Richmond Fed) ha usato toni meno accomodanti, affermando che con la disoccupazione bassa e l’inflazione all’obiettivo non è appropriato mantenere ampio stimolo monetario. Tuttavia anche Barkin ha notato che per ora non ci sono forti pressioni salariali e le imprese hanno scarso potere di trasferire l’aumento dei costi sui prezzi finali. Nel complesso i commenti post-riunione del FOMC si sono mantenuti in linea con un atteggiamento attendista sul sentiero dei tassi, senza segnali chiari di voler aggiungere un ulteriore rialzo ai tre complessivi previsti per quest’anno. L’intervento di Powell oggi sarà importante per avallare questa lettura.

Cina. Le importazioni sono salite del 21,5% a/a in aprile, in netta accelerazione rispetto al 14,5% a/a di marzo; una dinamica simile hanno registrato le esportazioni, che sono salite del 12,9% a/a dopo il calo stagionale del 2,7% a/a in marzo. I dati destagionalizzati suggeriscono un andamento in costante accelerazione per le importazioni rispetto a fine 2017, e superiore alle esportazioni, testimoniando la maggiore forza della domanda interna rispetto a quella estera. L’andamento della componente ordini esteri del PMI Markit-Caixin, in calo da dicembre e scesa sotto 50 ad aprile, lascia però deboli le prospettive dell’export, mentre sull’andamento dell’import dovrebbe incidere negativamente la decelerazione del credito che ci attendiamo prosegua nei prossimi mesi.

Fonte: BONDWorld.it


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