Da seguire: Nessun dato di rilievo in agenda Stati Uniti – Mercati chiusi per festività (Martin Luther King’s Day)…..
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Ieri sui mercati
Il calo delle quotazioni petrolifere è continuato venerdì e questa mattina: la prima scadenza del future sul Brent ha toccato un minimo di 27,67 per poi risalire a $28,19.
Le autorità monetarie cinesi hanno annunciato che dal 25 gennaio introdurranno un obbligo di riserva sui depositi delle banche offshore presso le banche cinesi di regolamento. Il renminbi ha guadagnato marginalmente terreno sul dollaro sia venerdì, sia questa mattina. Lo yen ha messo a segno un buon recupero contro dollaro, scambiato a un certo punto a 116,50 ma ora tornato in area 117. La ripresa dello yen è iniziata il giorno della riunione Fed di dicembre.
I listini azionari hanno chiuso la settimana in netto ribasso, che in Europa ha coinvolto tutti i settori. Il calo è stato accentuato dai dati macroeconomici inferiori alle attese usciti negli Stati Uniti.
Il rendimento del Bund decennale si è riavvicinato ai minimi di fine novembre, mentre quello del T-Note di pari scadenza è tornato sui livelli di fine ottobre. Il clima di fiducia traballante si è riflesso sui differenziali intra-euro: quello decennale fra Italia e Germania è risalito a 109pb.
Parte delle sanzioni contro l’Iran sono state abrogate. Cessano in particolare l’embargo dell’UE contro le importazioni di petrolio, le sanzioni ONU e alcune di quelle statunitensi, come la penalizzazione per le istituzioni finanziarie che operano con l’Iran. Tuttavia, gli Stati Uniti hanno mantenuto penalizzazioni per le imprese (anche non americane) che operano con entità collegate alle guardie rivoluzionarie iraniane..
Stati Uniti
Le vendite al dettaglio a dicembre calano di -0,1% m/m, dopo +0,4% m/m (rivisto da +0,2% m/m). Al netto di auto e benzina, le vendite sono stabili, dopo +0,5% m/m.
La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a gennaio (prel. ) aumenta a 93,3 da 92,6 di dicembre.
Il PPI a dicembre cala di -0,2% m/m, in linea con le attese di consenso. La correzione come previsto è legata alla componente energetica.
L’indice Empire della NY Fed a gennaio crolla di nuovo, scendendo a -19,4, da -6,2 di dicembre, e tocca il minimo dal marzo 2009. I dati di attività sono omogeneamente negativi.
La produzione industriale a dicembre è in calo di -0,4 % m/m (consenso: -0,2% m/m), dopo il -0,9% m/m di novembre (rivisto da -0,6% m/m). I dati dell’autunno sono influenzati dal clima mite che deprime il settore delle utilities, mentre su manifatturiero ed estrattivo continua a pesare il binomio dollaro/petrolio.
Secondo Dudley (NY Fed) lo scenario “non è cambiato molto” rispetto alla situazione in vigore al momento dell’ultima riunione del FOMC.
Fonte: BondWorld.it
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