Flash: Il rinvio della riforma dell’EFSF e la crisi politica in Portogallo hanno causato un violento allargamento degli spread sovrani

Da seguire: Area Euro: – Alla riunione del Consiglio europeo è in programma la conclusione della prima fase del semestre europeo, con l’accordo sulle priorità in materia di riforme strutturali e di risanamento di bilancio. All’ordine del giorno la decisione che modifica il Trattato sul Funzionamento dell’UE (TFUE) riguardo al futuro…


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meccanismo europeo di stabilità, il completamento dei lavori del Consiglio sulle proposte legislative in materia di governance economica e il completamento dei lavori sul futuro meccanismo europeo di stabilità (ESM). La decisione su come aumentare la capacità di erogazione dell’EFSF è stata invece rinviata a giugno. Si discuteranno poi le vie concrete da seguire per un maggiore coordinamento della politica economica dell’Eurozona. Infine, il Consiglio dovrebbe nominare Luc Coene (Banca del Belgio) come membro del comitato esecutivo della BCE in sostituzione dell’attuale governatore della Banca del Belgio Guy Quaden, le cui dimissioni decorreranno a partire dal 31 marzo. I lavori saranno complicati dalla crisi politica in Portogallo, dalle imminenti elezioni in Finlandia e dalle aspre divisioni emerse in merito alla gestione della missione militare in Libia.

– Francia. A marzo la fiducia delle imprese manifatturiere è salita a 109 da 106. In generale, l’indice si colloca vicino ai massimi pre-crisi e i più recenti dati di produzione industriale (aumentata di +1,1% m/m a gennaio) sembrano segnalare che il ciclo nell’industria resta bene impostato.

– Italia. La fiducia dei consumatori potrebbe risultare poco variata a marzo, a 106,2 da 106,4 di febbraio. L’indice rimarrebbe al di sotto della media storica dal 1982 (112,5). Non è da escludere che le preoccupazioni sulla disoccupazione, calate sensibilmente il mese scorso, possano tornare a salire; sulla fiducia potrebbe pesare anche l’aumento delle aspettative inflazionistiche.

– A marzo l’indice PMI composito per l’area euro potrebbe calare leggermente a 57,9 da 58,2 (massimo da giugno 2006). Si tratterebbe del primo (lieve) calo negli ultimi 5 mesi. Il minore ottimismo sarebbe dovuto a una valutazione leggermente meno brillante sia nel settore manifatturiero (stimiamo a 58,6 da 59, massimo da quasi undici anni) che nei servizi (a 56,6 da 56,8). L’indice composito si confermerebbe comunque in territorio più che espansivo, anzi punterebbe ad una vistosa accelerazione del PIL (in area 1% t/t).

Stati Uniti

– Gli ordini di beni durevoli sono previsti in rialzo di 1% m/m, dopo +3,2% m/m di gennaio. Gli ordini al netto dei trasporti dovrebbero rimbalzare con un aumento di +2,6% m/m dopo il calo di -3% m/m di gennaio. La componente trasporti ha contribuito positivamente nei mesi scorsi e dovrebbe frenare la dinamica totale di febbraio. I dati al netto dei trasporti, deboli a gennaio, potrebbero essere stati influenzati dal clima: le indicazioni dell’ISM (ordini sui massimi da gennaio 2004) implicano un trend positivo e sostenuto per gli ordini.

Ieri sui mercati

Il rinvio della riforma dell’EFSF a giugno e la crisi politica in Portogallo hanno causato un violento allargamento degli spread sovrani, con una crescente divergenza fra la coppia Spagna e Italia, che rimane relativamente stabile, e il trio Grecia-Irlanda-Portogallo dall’altra. Il Portogallo ha allargato di altri 16pb e torna a presentare un’inversione fra le scadenze medio-corte e quelle lunghe. Intense anche le pressioni su Irlanda (+32pb) e Grecia (+13pb). I tassi di rendimento sui titoli decennali tedeschi sono arretrati di 5pb dopo i forti rialzi avvenuti fra il 16 e il 22/3. La nuova fiammata della crisi ha lasciato il segno anche sull’euro, calato in area 1,40 dollari. Netta flessione anche per la sterlina, che patisce l’assenza di segnali favorevoli a una svolta di politica monetaria. Il budget ha sostanzialmente confermato il sentiero di consolidamento già previsto dallo scorso anno. Yen stabile.

Area Euro

Portogallo. La manovra integrativa collegata al programma di stabilità è stata respinta dal Parlamento, e il primo ministro Socrates ha rassegnato le dimissioni. Le consultazioni politiche da parte del Presidente della Repubblica potrebbero prendere anche 25 giorni. Sono considerate molto probabili elezioni anticipate, forse nella seconda metà di maggio. L’Eurogruppo aumenterà la pressione per ottenere il commissariamento fiscale del paese.

A gennaio, gli ordini all’industria nell’ area euro sono cresciuti per il quarto mese consecutivo, anche se di appena lo 0,1% m/m, dopo il +2,7% m/m di dicembre. L’incremento annuo ha accelerato a 20,9% da 19,2%.

L’indice di fiducia della Banca del Belgio è cresciuto ancora a sorpresa a marzo, a 6,2 da 5,8 precedente.

Irlanda. Secondo l’Irish Times, l’esito del summit europeo non includerà una riduzione del costo del debito sul pacchetto di aiuti UE per l’Irlanda. Un’eventuale rinegoziazione potrebbe essere considerata dopo che saranno diffusi i risultati degli stress test sulle banche il prossimo 31 marzo ed è subordinata ad aperture sul fronte della tassazione sulle imprese.

Secondo uno studio di Standard & Poor’s, una simulazione di stress test effettuata su uno scenario di forte aumento dei tassi di interesse e di recessione economica avrebbe come risultato esigenze di ricapitalizzazione per circa un quarto degli istituti finanziari (in particolare greci, irlandesi, italiani, portoghesi e spagnoli, ma anche un piccolo numero di banche tedesche), per un importo totale fino a un massimo di 250 miliardi.

Stati Uniti

Le vendite di case nuove a febbraio sono inaspettatamente scese a 250 mila, da 301 mila (rivisto da 284 mila) di gennaio. Il calo mensile del 16,9% m/m porta le vendite a un nuovo minimo storico per la serie (dal 1963).

La Fed di New York ha annunciato che il 24 marzo condurrà un’operazione di reverse repo, sottolineando che l’operazione fa parte del programma preparatorio iniziato nel 2009, in vista di un’eventuale svolta della politica monetaria. Il comunicato sottolinea che l’operazione non implica nessuna modifica alla politica monetaria in atto.

Fisher (Dallas Fed, votante) ha detto che “l’enorme quantità di liquidità” immessa dalla Fed sta generando “una straordinaria attività speculativa” negli Stati Uniti. Secondo Fisher la Fed ha “fatto il suo dovere” ma “ora rischia certamente di fare troppo”. Fisher ha ribadito che stanno crescendo i rischi speculativi come appare dall’aumento dei prestiti con garanzie “leggere”. Fisher ha anche ripetuto che sarebbe contrario a un’estensione del programma di acquisto titoli QE2.


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Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca, dichiarano che:

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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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