Flash: Il tasso di disoccupazione dell’Eurozona a dicembre è atteso rimanere stabile

Da seguire: Spagna. L’inflazione a gennaio è attesa rallentare a -0,1% da 0,3% di dicembre sulla misura nazionale e a zero sulla misura armonizzata. Sul mese i prezzi al consumo dovrebbero essere calati dell’1,6% m/m per effetto di una stagionalità negativa…..


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L’inflazione spagnola si manterrà vicina a zero fino all’estate quando è vista risalire verso l’1,0%. La dinamica sottostante potrebbe rimanere vicina a zero fino a fine 2014.

La stima preliminare potrebbe mostrare l’inflazione dell’Eurozona in calo a 0,7% da +0,8% del mese precedente. L’inflazione armonizzata tedesca ha sorpreso le nostre stime di un decimo abbiamo quindi rivisto la previsione area euro marginalmente al ribasso il consenso prima del dato Germania era per una lettura a 0,9%. Sul mese i prezzi al consumo dovrebbero essere calati dell’1,1% m/m. La stima flash dovrebbe confermare l’inflazione core a 0,7%, sul livello di dicembre ma vi sono rischi di un calo a 0,6%. L’inflazione è attesa rimanere intorno a 0,8% fino alla primavera. Confermiamo una media 2014 a 1,2% per l’inflazione headline.

Il tasso di disoccupazione dell’Eurozona a dicembre è atteso rimanere stabile al 12,1% per il nono mese consecutivo (sui massimi dal 1992). Permane inoltre l’ampia dispersione all’interno dell’Eurozona, specialmente tra paesi periferici e paesi core, ma anche all’interno dello stesso gruppo core rimane la notevole eccezione della Francia. Nei prossimi 12 mesi, se la ripresa non dovesse accelerare, non prevediamo una riduzione apprezzabile della percentuale dei senza lavoro per l’Eurozona. 

Stati Uniti

La spesa personale a dicembre è prevista in aumento di 0,3% m/m, dopo +0,5% m/m di novembre. Le vendite al dettaglio di dicembre hanno rallentato a +0,2% m/m, dopo due mesi di aumenti sostenuti; analogamente, la spesa a dicembre dovrebbe riflettere un rallentamento nel segmento beni durevoli, e una stabilizzazione della crescita reale in quello dei servizi. Il reddito personale dovrebbe crescere di 0,2% m/m, in linea con il dato di novembre. Le informazioni dell’employment report sono state omogeneamente deboli in termini di nuova occupazione, ore lavorate e salari e puntano a una variazione contenuta in termini nominali e nulla in termini reali. Il tasso di risparmio dovrebbe calare a 4,1% da 4,2% di novembre.

Il Chicago PMI a gennaio è atteso in calo a 59 da 60,8 di dicembre (rivisto da 59). Il calo dell’indice è un proseguimento della graduale correzione dal picco di ottobre a 66,6. L’indagine rimane omogeneamente positiva, e i segnali non dovrebbero cambiare con la rilevazione di gennaio, che dovrebbe continuare a indicare espansione sostenuta di produzione, ordini e occupazione.

La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a gennaio (finale) è prevista in aumento a 81,5 da 80,4 della rilevazione preliminare. La rilevazione finale di gennaio dovrebbe recuperare una parte del calo visto con l’indagine preliminare, grazie a una ripresa delle aspettative, a fronte di una stabilizzazione delle condizioni correnti.

Ieri sui mercati

Il Tesoro ha collocato l’importo massimo di 4 miliardi del nuovo BTP quinquennale maggio 2019, che ha registrato una domanda particolarmente robusta (1,49x) e ha spuntato un nuovo minimo per il rendimento, in discesa dal 2,71% di dicembre al 2,43%. Collocato nel vertice alto della forchetta d’offerta anche il BTP decennale marzo 2024, assegnato per 3 miliardi complessivi, con un rapporto tra domanda e offerta in leggera flessione a 1,32x; in questo caso il tasso  torna sui livelli di agosto, in area 3,81%. Il costo medio delle emissioni 2014 è per ora inferiore al 2%. Sui mercati secondari si è osservato un calo dei rendimenti sui titoli europei, ma accompagnato a una riduzione dei differenziali con la Germania di Italia e Spagna.

L’euro ha incassato pienamente il colpo della prosecuzione del tapering Fed, aprendo la giornata di ieri al ribasso e continuando a scendere per l’intera sessione da un massimo di 1,3666 a un minimo di 1,3544 EUR/USD. Positiva la chiusura degli indici azionari europei ed americani – con questi ultimi chiaramente trainanti nel pomeriggio dopo una mattinata debole.

Area euro

L’indagine della BCE sul credito mostra un’ulteriore stabilizzazione delle condizioni al credito per famiglie e imprese a fine 2013 a fronte di condizioni di domanda ancora deboli. L’indagine evidenzia che l’anello mancante per la dinamica del credito allo stato attuale è la domanda, e solo al margine la carenza di capitale per le banche. Le condizioni di liquidità non rappresentano più un ostacolo all’erogazione di credito.

Spagna. La stima preliminare dell’INE conferma che il Pil spagnolo è cresciuto di 0,3% t/t a fine 2013 da un precedente +0,1%t/t come da previsioni della Banca di Spagna e del ministero delle Finanze. Sebbene lo spaccato sarà disponibile solo alla fine di febbraio, stando all’INE i contributi principali alla crescita dovrebbero essere venuti da un recupero della domanda interna e delle esportazioni nette. Il dato per il 4° trimestre lascia la nostra stima per la crescita del Pil spagnolo a +0,7% da un precedente +0,5% dopo tre anni di cali consecutivi.

Germania. Il tasso di disoccupazione rimane stabile a gennaio al 6,8%, come a dicembre (che è stato rivisto al ribasso di un decimo da 6,9%). Sul mese il numero di disoccupati è calato di circa 28mila unità: i senza lavoro in Germania attualmente sono circa 2,93 milioni. Per il 2014 ci attendiamo che la disoccupazione possa calare di due decimi (6,7%) rispetto al 2013 (6,9%).

L’indice di fiducia economica dell’eurozona a gennaio migliora come da attese a 100,9 da 100,4 (rivisto al rialzo), nuovo massimo da luglio 2011 e nono aumento consecutivo. Guardano ai diversi settori oggetto della rilevazione, il morale sembra particolarmente positivo nei servizi, dove l’indice sale ben oltre le attese a 2,3 da 0,4 (rivisto al rialzo), massimo da agosto 2011. Nel settore manifatturiero invece l’indice cala a sorpresa a -3,9 da -3,4, annullando il miglioramento di dicembre e tornando sul livello di novembre. Il clima appare ancora negativo nelle costruzioni, dove l’indice è calato a -30,1 da -26,4, ben lontano dalla media di lungo periodo (-18,0). Infine, per quanto riguarda il morale delle famiglie dell’eurozona, la seconda lettura di gennaio conferma la prima a -11,7 da -13,5 del mese precedente. Nel complesso l’indagine di gennaio conferma che l’economia sta progressivamente migliorando nei paesi dell’eurozona, anche se a un ritmo decisamente inferiore a Stati Uniti e Gran Bretagna.

Germania. I dati dai Laender mostrano un calo dei prezzi al consumo di 0,6% m/m a gennaio da +0,4% m/m del mese, sull’indice nazionale e di -0,7% m/m da +0,5% m/m su quello armonizzato. L’inflazione scende di un decimo sulla misura nazionale all’1,3% ma rimane stabile all’1,2% sulla misura armonizzata. Il dato è più debole delle attese di consenso ma in linea con le nostre previsioni. Il calo dei prezzi al consumo in Germania a gennaio è spiegato da una dinamica stagionale negativa che si è accentuata negli ultimi tre anni. Anche l’energia ha contribuito con un calo che ha più che compensato le pressioni nel capitolo alimentari. L’inflazione tedesca è attesa rimanere sui livelli attuali fino ad aprile ed aggirarsi in media annua all’1,5% da l +1,6% del 2013.

Stati Uniti

Il PIL del 4° trimestre 2013 aumenta di 3,2% t/t ann., in linea con le aspettative di consenso, dopo il +4,1% t/t ann. del 3° trimestre. La crescita è spinta da una netta accelerazione dei consumi a 3,3% t/t ann, dopo una crescita media di 2% t/t ann. nei primi 3 trimestri dell’anno. Nel complesso quindi i dati sono postivi, non soltanto per il ritmo complessivo della crescita ma anche e soprattutto per la sua composizione. Inoltre, gli indicatori anticipatori delle voci meno brillanti della domanda (investimenti fissi in strutture e investimenti residenziali, spesa pubblica) segnalano espansione più solida proprio in quei comparti a inizio anno.   

I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 25 gennaio aumentano a 348mila, da 329mila della settimana precedente.

Giappone

I dati di dicembre sono positivi, sicuramente influenzati dall’arrivo del rialzo dell’imposta sui consumi ad aprile. Una parte della solidità delle informazioni macro è quindi distorta dall’effetto imposta, e sarà seguita da ampie correzioni dopo aprile.

A dicembre la produzione industriale aumenta di 1,1% m/m (+7,3% a/a), dopo il calo di -0,1% m/m di novembre.

Il mercato del lavoro migliora a dicembre, segnando un calo del tasso di disoccupazione al 3,7%.

La spesa delle famiglie sta accelerando come atteso, in aspettativa dell’aumento dell’imposta sui consumi di aprile: i consumi reali aumentano di 0,7% a/a.

Il PMI del settore manifatturiero Markit a gennaio aumenta a 56,6 da 55,2.

L’indice dei prezzi al consumo al netto di alimentari ed energia aumenta di 0,7% a/a, da 0,6% a/a di novembre, confermando che il trend sottostante dei prezzi è in crescita e diffuso a gran parte delle categorie di spesa.


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