Da seguire: Nessun dato. Il Tesoro italiano colloca 4,75 miliardi di BOT annuali………
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I market mover della settimana
Nella zona euro sono in uscita i dati finali d’inflazione per novembre, che dovrebbero confermare l’aumento di un decimo (da 0,5% a 0,6%) per l’Eurozona, di due decimi in Francia (0,7%) e Italia (+0,1%), ma la lettura stabile in Germania (0,7%) e Spagna (0,5%). Le indagini di fiducia di dicembre, dovrebbero confermare la fase di ripresa nella zona euro ed una lieve accelerazione della crescita a fine anno. L’indice ZEW è visto stabile a 13,8 dopo i forti aumenti dei due mesi precedenti, mentre l’indice INSEE potrebbe migliorare di un punto a 104; il PMI composito è visto in lieve aumento a 54,1 da 53,9. Infine, la produzione industriale dell’Eurozona è attesa in aumento di 0,3% m/m a ottobre dopo -0,8% m/m.
La settimana è ricca di dati ed eventi di rilievo negli Stati Uniti. La riunione del FOMC dovrebbe concludersi con un rialzo dei tassi, ormai scontato appieno dai mercati; l’interesse sarà concentrato sulla comunicazione riguardante il sentiero dei tassi nei prossimi trimestri e nel lungo termine. Il Comitato dovrebbe mantenersi molto cauto, segnalando rialzi in arrivo nel 2017, a ritmi dipendenti dall’evoluzione dei dati e della politica fiscale, notando che i mercati stanno già attuando restrizione monetaria con il rialzo del dollaro e dei rendimenti. Sul fronte dei dati, le indagini regionali di dicembre dovrebbero indicare una modesta crescita dell’attività nel manifatturiero. A novembre, la produzione industriale dovrebbe essere in calo, i cantieri residenziali dovrebbero correggere solo moderatamente dopo l’ampio balzo di ottobre, restando su un trend verso l’alto; le vendite al dettaglio sono previste in aumento moderato, con indicazioni di espansione solida dei consumi anche nel 4° trimestre. Sul fronte dei prezzi, a novembre il CPI core e il PPI dovrebbero essere in rialzo di 0,2% m/m, mentre i prezzi all’import sono previsti in calo sulla scia del rafforzamento del dollaro.
Ieri sui mercati
Euro in calo sul dollaro, a fine giornata scambiato a 1,056. Aumentano di 5pb i differenziali 30-10 e 10-2 anni sulla curva tedesca. Salgono i differenziali Italia-Germania e Spagna-Germania. Chiusura negativa sul mercato azionario italiano, ancora dominato dal flusso di notizie su MPS, mentre i mercati azionari mondiali sono stati per lo più contraddistinti da variazioni positive. Netto rialzo delle quotazioni petrolifere, questa mattina, sulla scia dell’accordo concluso fra OPEC e maggiori produttori non-OPEC per un contenimento della produzione dal gennaio 2017: la prima scadenza del Brent Crude future ha toccato $57,89.
Italia. Il Presidente della Repubblica ha affidato al ministro degli Esteri uscente Paolo Gentiloni l’incarico di formare un nuovo governo. Il presidente incaricato ha come da prassi accettato con riserva e iniziato le proprie consultazioni con i principali partiti. Già oggi Gentiloni potrebbe sciogliere la riserva e presentare la lista dei ministri. Sui quotidiani di oggi, molti commentatori politici ritengono probabile la conferma di alcuni nomi dell’esecutivo uscente, tra cui Padoan all’economia. Il giuramento potrebbe avvenire domani seguito dalla fiducia prima alla camera e poi al senato tra martedì e mercoledì. Il tentativo del governo sarebbe quello di presentarsi nella pienezza dei poteri giovedì al Consiglio Europeo. Come si prevedeva, dunque, la crisi di governo aperta dalle dimissioni di Renzi sarà risolta in tempi brevi. Inoltre, era anche atteso che la maggioranza dietro il nuovo esecutivo coincidesse pressoché interamente con quella del precedente governo. La formazione di un esecutivo allontana i tempi delle elezioni, che difficilmente si terranno entro 2-3 mesi come da taluni invocato. D’altra parte, potrebbe anche essere difficile arrivare alla scadenza naturale della legislatura. Tutto dipenderà dell’evoluzione del negoziato tra i partiti in merito alla legge elettorale (che il nuovo governo, nelle parole dello stesso primo ministro incaricato, si propone di accompagnare ed eventualmente facilitare, lasciando però l’iniziativa al parlamento).
Stati Uniti – La fiducia dei consumatori a dicembre (stima prel.) sale a 98 da 93,8, toccando il massimo da gennaio 2015 e dando ulteriori segnali positivi sulla reazione delle famiglie all’esito elettorale. Le condizioni correnti sono in rialzo a 112,1 (+4,8 punti), mentre le aspettative salgono a 88.9 (+3,7 punti). Le aspettative di inflazione calano di 1decimo, a ,5%% sull’orizzonte a 5-10 anni e a 2,3% sull’orizzonte a 1 anno.
Fonte: BondWorld.it
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