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L’OPEC tiene questo pomeriggio una riunione a porte chiuse che deve discutere l’eventuale estensione dei tagli produttivi. Al termine è prevista una conferenza stampa. Si attende una proroga di 6-9 mesi, che dovrebbe già essere in larga misura scontata dai mercati.
Le vendite al dettaglio sono sorprendentemente calate di -1,2% m/m a ottobre. La fiducia delle famiglie rimane su livelli elevati e il morale delle imprese operanti nel comparto era migliorata nel mese.
Inflazione. La stima preliminare dovrebbe mostrare l’inflazione area euro in aumento all’1,5% da un precedente 1,4%. Sul mese, i prezzi al consumo dovrebbero essere stabili, il rialzo del prezzo del greggio nell’ultimo mese dovrebbe avere in parte contrastato l’effetto statistico di freno dall’energia. L’inflazione tornerà a calare a inizio 2018 fino a 0,9%, frenata da un effetto di confronto sfavorevole dall’energia. In Italia, l’inflazione dovrebbe rimanere stabile a novembre, a 1% sul NIC e a 1,1% sull’indice armonizzato. I prezzi al consumo calerebbero di un decimo sulla misura nazionale e di due decimi sull’IPCA. Il calo dei listini dovrebbe venire dalla flessione di natura stagionale dei servizi ricettivi e di ristorazione, mentre i trasporti dovrebbero dare un contributo positivo visti i rincari dei carburanti. In prospettiva, l’inflazione è attesa in calo nei prossimi mesi, fino a un minimo di 0,4-0,5% tra febbraio e aprile; successivamente il trend potrebbe risalire fino a 1,5-1,6% per fine 2018. In Francia, i prezzi al consumo dovrebbero essere rimasti invariati su entrambe le misure, l’inflazione è attesa invariata all’1,1% sull’indice nazionale, ma in rallentamento di un decimo dall’1,2% sulla misura armonizzata.
Spagna. La stima dettagliata farà luce sulle fonti di crescita del PIL nei mesi estivi: 0,8% t/t in accelerazione dallo 0,7% t/t. Il principale motore di crescita dovrebbe essere stata la domanda interna ed in particolare gli investimenti aziendali. Nei mesi finali di quest’anno ci aspettiamo una crescita di 0,6% t/t. La crescita spagnola chiuderà il 2017 in media al 3,1%. Il prossimo anno, il PIL è atteso in crescita di 2,4%.
La disoccupazione è vista stabile anche nella media area euro all’8,9% a ottobre dopo il calo del mese precedente. Il numero dei senza lavoro è atteso stabile anche in Germania al 5,6% dati i vincoli di scarsità di forza lavoro qualificata. Altresì in Italia, il tasso di disoccupazione potrebbe calare di un decimo all’11% a ottobre, in coerenza con le elevate intenzioni di assunzione evidenziate dalle indagini di fiducia delle imprese. Potrebbe tornare a flettere, dopo l’aumento del mese scorso, anche la disoccupazione giovanile. Il trend per gli occupati resta positivo, anche se la nuova occupazione negli ultimi mesi è soprattutto di natura temporanea.
Stati Uniti
La spesa personale a ottobre è prevista in rialzo di 0,3% m/m, dopo +1% m/m di settembre. L’entrata dei consumi nel 4° trimestre dovrebbe quindi essere forte e puntare a una dinamica solida nella parte finale dell’anno. Il reddito personale dovrebbe aumentare di 0,3% m/m, dopo +0,4% m/m, spinto sia dal reddito da lavoro sia dai trasferimenti post-uragani. Il tasso di risparmio dovrebbe confermare il calo di settembre, a 3,1% da una media di 3,6% dei tre mesi precedenti, mentre le famiglie attingono ai risparmi per la ricostruzione post-uragani. Il deflatore dei consumi è previsto in rialzo di 0,1% m/m, come il CPI. Anche il deflatore core dovrebbe registrare una variazione in linea con quella del CPI core, 0,2% m/m, al di sopra di 0,1% m/m per la prima volta da febbraio, portando la variazione annua a 1,4% a/a, sul livello di dicembre 2015 e ancora lontana dall’obiettivo del 2%.
Ieri sui mercati
Il Tesoro italiano ha collocato il massimo importo previsto del BTP e del CCTeu offerti in asta, complessivamente, 3,5 miliardi di euro. Sul mercato secondario, i rendimenti sono saliti, con aumento della pendenza 5-2 anni e 10-5 anni, ma con calo di quella 30-10 anni. Chiusura in rialzo per i listini azionari europei. Sui mercati valutari, netto rafforzamento della sterlina sulla scia di attese (forse eccessive) che i negoziati con l’UE potrebbero presto passare alla fase due, grazie all’avvicinamento delle parti sulle questioni preliminari (accordo finanziario, confine irlandese e trattamento giuridico dei rispetti espatriati). Modesto arretramento dello yen.
Cina. Il PMI manifatturiero ufficiale, pubblicato questa mattina, è risalito da 51,6 a 51,8 in novembre. Il calo riassorbe in parte la marcata flessione di ottobre (-0,8 punti). Il PMI non manifatturiero è salito da 54,3 a 54,8, sostenuto sia dai servizi, sia dalle costruzioni.
Area euro. L’indice di fiducia economica ESI è salito più del previsto a novembre, a 114,6 da 114,1. L’ottimismo è diffuso a tutti i settori. Le imprese riportano un diffuso aumento dei prezzi di vendita nelle costruzioni e nell’industria ma un modesto calo nel commercio al dettaglio e nei servizi. Le imprese prevedono un’accelerazione nella crescita degli investimenti al 4% nel 2018.
Francia. La spesa per consumi delude a ottobre calando ampiamente (-1,9% m/m da +1,0% m/m), smentendo le previsioni di consenso che erano per una marginale correzione. Il dato è spiegato in particolare dalla forte riduzione dei consumi di energia e dal calo oltre le attese delle vendite di abbigliamento: entrambi i fattori sono legati probabilmente a dinamiche climatiche. La variazione annua diviene quindi negativa a –0,6% da +2,8% e imposta i consumi per una contrazione di -1,4% t/t da +0,6% t/t. Riteniamo che parte del calo di ottobre sarà recuperato nei prossimi mesi se le temperature ritorneranno verso la media stagionale.
Inflazione. In Germania, la stima flash dai Länder indica che a novembre i prezzi al consumo sono aumentati di 0,3% m/m su entrambe le misure; l’inflazione accelera quindi a 1,8% su entrambe le misure. In Spagna, la stima flash mostra invece che i prezzi al consumo sono cresciuti di 0,4% m/m; l’inflazione è rimasta quindi stabile all’1,6% sull’indice nazionale e all’1,7% su quello armonizzato.
Stati Uniti. La seconda stima del PIL del 3° trimestre registra una revisione verso l’alto, a +3,3% t/t ann., da 3% t/t ann. della stima advance, sulla scia di contributi più forti degli investimenti fissi delle imprese e meno deboli della spesa pubblica. Le aspettative per il 4° trimestre sono di crescita 2,5 e 3% t/t ann.: i dati di ottobre relativi a scorte e bilancia commerciale segnalano possibili freni da queste componenti, mentre la domanda finale domestica dovrebbe restare in espansione solida.
Stati Uniti. Trump ha nominato Marvin Goodfriend come membro del Board della Fed, con un mandato che durerebbe fino a febbraio 2030. La nomina di Goodfriend dovrà seguire l’iter di conferma in Senato
Stati Uniti. Yellen, in una audizione sull’economia di fronte al Joint Economic Committee del Congresso, ha dato una valutazione positiva dello scenario, affermando che l’espansione si sta diffondendo. Le parole di Yellen non modificano la previsione di ulteriori graduali rialzi dei tassi e non danno indicazioni riguardo alle decisioni del FOMC a dicembre. Dudley (NY Fed) ha detto che effettivamente “i mercati finanziari sono piuttosto forti”, ma a suo avviso riflettono “realmente lo stato dell’economia”. Dudley ritiene che l’espansione abbia ancora davanti a sé “molto spazio”. Il presidente della NY Fed si è detto sorpreso che i mercati non mostrino preoccupazione per la sostenibilità dei conti pubblici.
Stati Uniti. Alcuni senatori repubblicani stanno considerando di modificare la proposta di riforma tributaria attualmente considerata in Senato portando l’aliquota dell’imposta sulle imprese al 22% (dal 35% attuale), anziché al 20% come nella versione iniziale e nel disegno di legge approvato alla Camera. In questo modo si libererebbero fondi per misure che possano garantire il voto dei senatori incerti. Il voto in aula potrebbe avere luogo già domani ed è estremamente probabile che sia positivo. Le difficoltà restano concentrate nelle prossime settimane quando le due versioni di riforma di Camera e Senato dovranno essere riconciliate e il Congresso dovrà estendere la legge di spesa in scadenza l’8 dicembre.
Giappone. La produzione industriale a ottobre (prel.) aumenta di 0,5% m/m, al di sotto delle stime di consenso (1,8% m/m). Le proiezioni del METI mostrano un rimbalzo nei prossimi mesi, +2,8% a novembre e +3,5% a dicembre. Anche scontando il tipico bias verso l’alto delle proiezioni del METI, il trend della produzione industriale nel 4° trimestre dovrebbe restare positivo, con una variazione di poco inferiore all’1% t/t.
Fonte: BondWorld.it
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