Da seguire: Italia. La produzione industriale a novembre potrebbe essere aumentata di 0,2% m/m dopo lo 0,5% m/m di ottobre….
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La variazione annua si attesterebbe a -2,9% (in calo da -0,5% precedente in termini grezzi, ma in miglioramento a 0,1% in base al dato corretto per i giorni lavorativi). Se confermato, l’output sarebbe in rotta per un aumento di 0,8% t/t nell’ultimo trimestre dell’anno dopo il -0,7% t/t di settembre, coerente con un ritorno alla crescita del PIL a fine 2013 dopo nove trimestri in calo.
Aste. Il Tesoro italiano offre da 3,5 a 4,0 miliardi del nuovo BTP 1,5% 12/2016, oltre a riaprire per 2,0,2,5 mld il BTP 3,75% 05/2021 e per 1,25-1,75 mld il BTP 4,75% 09/2028.
I market mover della settimana
Nell’Eurozona i dati di produzione industriale di novembre dovrebbero mostrare un ulteriore recupero di attività per l’Italia (0,2% m/m) e soprattutto per l’area euro nel complesso (1,1% m/m). Le letture finali dei prezzi al consumo di dicembre dovrebbero confermare il calo dell’IPCA in Germania (a 1,2% a/a), in Italia (a 0,6% a/a) e nell’Eurozona (a 0,8% a/a) e una stabilizzazione in Spagna (+0,3% a/a). L’inflazione è attesa accelerare di due decimi in Francia all’1,0%.
La settimana ha molti dati importanti in uscita negli Stati Uniti. Le prime indagini del settore manifatturiero a gennaio dovrebbero restare deboli, in parte per via della sottostima delle condizioni nazionali registrata dal 2009 e in parte per via del clima straordinariamente avverso di gennaio nelle regioni del nord-est. Le vendite al dettaglio di dicembre dovrebbero essere in calo, spinte verso il basso dalla correzione nel comparto auto, nonostante un contributo positivo del prezzo della benzina: ex auto e benzina le vendite dovrebbero continuare ad espandersi e confermare consumi in crescita solida nel 4° trimestre. Gli indici di prezzo (CPI, PPI; importazioni) a dicembre saranno in rialzo per via della componente energetica e della correzione stagionale, ma anche gli indici core dovrebbero essere in aumento, allontanando i rischi di eccessiva disinflazione. I nuovi cantieri dovrebbero correggere a dicembre dopo il forte balzo di novembre, senza però intaccare la ripresa del trend positivo nel settore dell’edilizia residenziale. Il Beige Book potrebbe segnalare un temporaneo rallentamento dell’attività per le condizioni climatiche avverse, ma confermare che i trend della domanda e del mercato del lavoro sono positivi.
Venerdì sui mercati
Il sorprendente rapporto sull’occupazione pubblicato negli Stati Uniti ha portato a un netto calo dei rendimenti degli UST (-10pb sul tratto 5-10 anni), con riflessi anche sul mercato europeo. Qui si è associato a prese di beneficio sui periferici, che hanno condotto a modesti rialzi dei tassi sul debito di Italia e Spagna, a fronte di un calo dei rendimenti sul debito tedesco che ha toccato i 6pb sulla scadenza decennale. Netta flessione (da 7 a 9pb sui contratti 2015) anche per i tassi impliciti nei futures monetari sul dollaro. Di riflesso, il dollaro ha ceduto una figura secca contro euro, tornato in area 1,36, e è calato al minimo del mese contro yen. Da segnalare l’ulteriore rafforzamento dello yuan cinese a 6,0442.
Il collocamento di BOT a 12 mesi per 8,5 miliardi ha incontrato una buona domanda; il rendimento medio è salito a 0,735% dallo 0,707% pagato il mese scorso, ma rimane vicino al minimo storico dello 0,688% segnato in novembre.
Secondo quanto annunciato dai ministri degli esteri di Unione Europea e Iran, l’accordo provvisorio fra l’Iran e le sei potenze siglato il 24 novembre entrerà in vigore il 20 gennaio. In seguito, partiranno i negoziati per un accordo definitivo. Già il 20/1 entreranno in vigore alcune misure di alleggerimento delle sanzioni. Reuters cita anonimi funzionari secondo i quali 550 milioni di dollari di fondi ora congelati saranno resi disponibili dal 1° febbraio.
Area Euro
Francia. La produzione industriale a novembre ha sorpreso al rialzo (+1,3% m/m) dopo il -0,5% m/m di ottobre (rivisto al ribasso da un precedente -0,3% m/m). Su base annua la produzione è tornata in terreno positivo a 1,5% da -0,3% di ottobre. La sorpresa è spiegata interamente dal comparto energetico. L’andamento della produzione nel manifatturiero è in linea con le attese: +0,2% m/m dopo lo 0,3% m/m del mese precedente (rivisto al ribasso di un decimo) e conferma le difficoltà dell’industria francese. Non ci aspettiamo un recupero nei prossimi mesi, date le indicazioni depresse dalle indagini congiunturali. Il dato di novembre lascia l’output in rotta per un incremento di 0,3% t/t nel 4° trimestre, dopo il -1,4% t/t di settembre, dando un contributo marginalmente positivo alla formazione del PIL nell’ultima parte dell’anno.
Spagna. La produzione industriale, aggiustata per gli effetti di calendario, è cresciuta del 2,75% a/a novembre dopo il -1,4% a/a del mese precedente, più delle attese di consenso (+2,2% a/a). Su base trimestrale la produzione è in rotta per un aumento dell’1,4% a/a a dicembre dopo il -1,3% a/a di settembre. Ci aspettiamo che il PIL spagnolo sia cresciuto almeno allo stesso passo osservato nei mesi estivi, a +0,1% t/t.
Stati Uniti
L’employment report di dicembre sorprende ampiamente su varie dimensioni; le informazioni darebbero un messaggio complessivamente negativo, ma vanno prese con cautela perché sono probabilmente influenzate da fattori di debolezza transitoria, in particolare il clima avverso. La crescita degli occupati non agricoli è un modestissimo +74 mila, mentre per novembre si registra una revisione verso l’alto di 38 mila, a +241 mila posti. L’altra grande sorpresa riguarda il tasso di disoccupazione che crolla a 6,7%, minimo da novembre 2008, dovuto a una contrazione della forza lavoro di -347 mila a fronte di un incremento degli occupati rilevati dall’indagine presso le famiglie di 148 mila. Quanto di queste sorprese è probabilmente dovuto a volatilità transitoria? I dati sono in netto contrasto con le indicazioni positive dell’ADP, delle indagini di settore e di gran parte delle altre informazioni. Il clima è il principale imputato per la debolezza dei dati. L’indagine presso le famiglie riporta che 273 mila individui non hanno potuto lavorare per via del clima avverso, contro una media stagionale di 166 mila persone bloccate dal maltempo a dicembre. Le informazioni dell’indagine presso le imprese mostra un aumento di occupati privati di 87 mila, dopo una media di nuovi occupati vicina a +200 mila nei 4 mesi precedenti. Le costruzioni vedono un calo di -17 mila posti: questo è probabilmente la conseguenza del clima avverso e dovrebbe ripetersi anche a gennaio, senza però mettere in dubbio il trend espansivo in atto. Anche i servizi privati sono relativamente deboli, a +90 mila. Il settore pubblico complessivamente elimina 13 mila posti. Le ore lavorate calano di -0,2% m/m, in linea con la debolezza indicata dalla dinamica occupazionale. Per quanto riguarda il tasso di disoccupazione, il calo di altri due decimi del tasso di partecipazione determina la correzione di 3 decimi del tasso di disoccupazione. Le altre misure di disoccupazione sono stabili o in calo, con una correzione particolarmente marcata per gli individui disoccupati perché hanno perso involontariamente il lavoro. Il tenore generale dell’indagine a nostro avviso non dovrebbe indurre il FOMC a interrompere alla riunione di gennaio il processo appena iniziato di riduzione degli acquisti di titoli. I dati recenti di crescita, consumi e investimenti residenziali sono molto positivi e la debolezza di dicembre è probabilmente di natura transitoria e dovrebbe permettere di mantenere lo scenario positivo per il 2014.
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