Flash: In Germania il PMI composito è visto in calo a 53,5 da 53,7

Area euro. La stima preliminare dovrebbe mostrare una flessione del PMI composito a 53,9 a luglio, da 54,2 precedente. Il PMI manifatturiero è visto in flessione a 52,2 da 52,5 dal momento che il calo di domanda segnalato dall’indagine del mese scorso potrebbe aver frenato l’attività….

 


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Nei servizi, ci aspettiamo una stabilizzazione a 54,4. In Germania il PMI composito è visto in calo a 53,5 da 53,7 dal momento che il PMI manifatturiero potrebbe correggere a 51,6 da 51,9. In Francia, il PMI composito è calato a 51,5 da 53,3 sulla scia di una correzione sia nel manifatturiero (a 49,6 da 50,7) che nei servizi (a 52 da 54,1). L’attività nel manifatturiero risente del rallentamento della domanda globale. La crisi greca dovrebbe aver pesato solo marginalmente sulla dinamica degli ordini, dati i limitati legami commerciali.

Belgio. L’indice di fiducia presso le imprese della Banca del Belgio è atteso stabile a -3,9. Il mese scorso, l’indagine aveva segnalato una stabilizzazione delle condizioni di domanda sia dall’interno che dall’estero ed un calo delle scorte.

Stati Uniti

Le vendite di case nuove a giugno dovrebbero salire a 555 mila, da 546 mila di maggio. L’indagine dei costruttori è positiva, con rialzi diffusi anche alle componenti vendite, e le scorte sono relativamente contenute (pari a 5,4 mesi). I cantieri sono su un trend positivo. Tutte le variabili collegate all’edilizia residenziale danno segnali omogeneamente forti.

Ieri sui mercati

Mercati relativamente poveri di spunti, con volumi che cominciano a potersi definire decisamente “estivi”.

I mercati azionari, dopo una apertura positiva in Europa sulla scia delle buone notizie dalla Grecia, hanno ritracciato per chiudere in sostanziale parità. Wall Street in lieve calo sul rafforzamento delle aspettative di rialzi dei tassi da parte della Fed (e dati misti sulle trimestrali): in effetti, la svolta sui tassi del FOMC (che si riunisce la settimana prossima) sembra essere diventato il principale tema sui mercati dopo che le preoccupazioni legate alla Grecia sono passate in secondo piano. La principale conseguenza sui mercati, soprattutto man mano che il tema-Fed acquista vieppiù importanza rispetto alla questione ellenica, potrebbe essere il mantenimento di un trend rialzista per il dollaro (che quota a 1,098 contro euro stamane), almeno su un orizzonte di 1-3 mesi.

L’altro focus per gli investitori resta la Cina: l’indice Pmi manifatturiero elaborato da Markit in collaborazione con Caixin è sceso a sorpresa a 48,2 a luglio (da 49,4 di giugno): è un minimo da 15 mesi. Si tratta di un altro segnale di rallentamento dell’economia nonostante le misure anticicliche messe in campo dal governo (l’ultima delle quali è il taglio di alcune imposte sull’import e l’allargamento della liberalizzazione del trading sullo yuan). La principale implicazione (oltre all’ovvio effetto su mercato azionario e valuta cinese) è l’impatto negativo sui prezzi delle materie prime (il rame quota ai minimi da 6 anni) e su valute come il dollaro australiano e neozelandese.

Sui mercati obbligazionari, in un quadro di volumi decisamente ridotti, la almeno temporanea “risoluzione” del caso-Grecia continua a favorire gli acquisti sulla carta periferica, in particolare sulla parte lunga della curva. Il BTP (sceso anche sotto 1,88% stamane, ai minimi da quasi due mesi) beneficia anche dell’annuncio da parte del Tesoro della cancellazione delle aste di CTZ del 28 luglio, di BTP del 13 agosto e di BTPei del 26 agosto.

Area Euro

La stima flash della fiducia dei consumatori nell’area dell’euro delude le attese a luglio e cala a -7,1 da -5,6. A pesare sul morale la crisi greca, che riporta in calo l’indice dopo che a giugno era rimasto invariato. La scia di aumenti si era comunque già interrotta ad aprile per i timori di un peggioramento della situazione economica generale. In ogni caso ci aspettiamo un recupero dell’indice nell’indagine di agosto, visto che le tensioni sul fronte greco stanno rientrando.

Stati Uniti

I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 18 luglio scendono ancora, a 255 mila, da 281 mila della settimana precedente, e toccano il minimo da novembre 1973. I dati del mese di luglio sono particolarmente volatili per problemi di destagionalizzazione legati alla variabilità delle date di chiusura estiva degli stabilimenti automobilistici per manutenzione. Il trend dei sussidi è comunque verso il basso, anche se difficilmente il livello della settimana conclusa il 18 luglio sarà mantenuto stabilmente. I dati danno supporto alla previsione di ulteriore miglioramento del mercato del lavoro, con una dinamica occupazionale ancora superiore a 200 mila nuovi posti al mese.

Fonte: BONDWorld.it


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